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lunedì, 23 novembre 2009

Aggiunta alla Discussione sul Crocefisso a Scuola

Dopo Eco e Travaglio, si aggiunge anche Claudio Magris all'elenco di chi "ma che male può fare":
Magris si spinge anche abbondantemente nel mare travagliato del " c'è ben altro" per garantire la laicità dello stato.
A dimostrazione che il vero significato della Laicità dello Stato, e della sua importanza per evitare ogni sorta di guerra di religione, non riescono a capirlo nemmeno quelli che si dicono laici.
Poi stiamo ancora a discutere sull'influenza dell'indottrinamento da piccoli...

postato da: mikecas alle ore 20:42 | link | commenti
categorie: politica, scuola, cronaca, sociopolitica, realta, politica e religione
mercoledì, 18 novembre 2009

Lo Stato Laico e il Crocefisso nelle Scuole

Un argomento che sembrava scivolare lentamente nel mondo degli argomenti ignorati, dimenticati, mai affrontati seriamente, come quello della decisione della Corte Europea dei diritti dell'Uomo contro l'esposizione del crocefisso nelle aule scolastiche ha ripreso  invece vigore grazie a due interventi più o meno a favore della conservazione del crocefisso da parte di Travaglio su
Il Fatto Quotidiano e di Eco sull'Espresso. Entrambi gli interventi sono fortemente discutibili, innanzitutto perchè sposano di fatto una specie di tesi del "si è sempre fatto così e non è mai successo niente" che è invece falsa, ma specialmente perchè falsano la realtà storica e non prevedono il futuro.
Le risposte a questi articoli sono state tantissime, e non credo ci sia più bisogno di aggiungere nulla nello specifico, limitandomi a ricordare quella di
Giornalettismo per l'articolo di Travaglio, e quello di Galatea per Eco.
Da parte mia voglio solo aggiungere due osservazioni generali.
Per prima cosa, il crocefisso, quello che conosciamo tutti, non è un simbolo cristiano, ma solo un simbolo della chiesa cattolica apostolica romana, ed è nato nella sua attuale forma, del cristo morente, solo con il movimento francescano nel 1200. La croce è simbolo cristiano, ma senza il cristo. In precedenza si sono avute sporadiche rappresentazioni di un cristo risorgente dalla morte, trionfante sulla medesima, anche se in croce, ma mai la sua rappresentazione come morente. Quindi è falso che il crocefisso sia il simbolo della cristianità, ma è un simbolo solo per una parte di essa, e non è affatto generalizzabile.
La seconda considerazione riguarda invece il futuro. Indipendentemente dagli andamenti demografici, che comunque sono a favore di una forte immigrazione in Europa di popolazioni di religione islamica, perchè sono le nostre vicine, nei prossimi anni sarà inevitabile una sempre maggiore integrazione di genti di provenienza diversa. Il fenomeno della globalizzazione sta incominciando ad investire anche il mercato del lavoro, e non solo ci sono ormai le esternalizzazioni delle attività produttive verso costi del lavoro inferiori, ma anche movimenti di persone verso i lavori che non si possono spostare. E' una tendenza inarrestabile, favorita dal basso costo dei trasporti, che nessun Bossi riuscirà a limitare.
Senza arrivare allo spauracchio di stampo leghista di una maggioranza islamica, vale sicuramente la pena considerare che uno stato laico è di gran lunga la migliore garanzia contro le guerre di religione, piccole o grandi che siano. Uno stato laico non solo di diritto ma anche molto di fatto, in cui anche le piccole cose che lo distinguono da uno stato confessionale, o anche solo etico, siano considerate come normali da tutti, senza nemmeno bisogno di leggi esplicite per proibire questo o quel privilegio di una religione su un'altra.
Senza parlare di chi considera le religioni, tutte, pura superstizione, e che fino ad ora è sempre stato costretto, in Italia, a stare zitto e subire.

postato da: mikecas alle ore 22:03 | link | commenti (3)
categorie: politica, cronaca, sociopolitica, politica e religione
martedì, 17 novembre 2009

La Duttilita' dell'Italiano

Da
Repubblica on-line:

Il ministro per le Attivita' produttive, Claudio Scajola ritiene indispensabile "tutelare Berlusconi dalle lungaggini dei nostri processi penali".

Ora sembra che in italiano il garantire l'impunita' personale da reati, anche molto gravi, compiuti da un privato cittadino grazie ai quali si e' arricchito, ha pagato la costruzione di un partito ed e' divemtato Primo Ministro, si dice "tutelare".
Potenza della duttilita' della nostra lingua...

postato da: mikecas alle ore 10:18 | link | commenti
categorie:
lunedì, 16 novembre 2009

Comunisti senza Comunismo

Ilvo Diamanti ha scritto, il 15/11/2009, un articolo su Repubblica dal titolo: Il Neo-Anticomunismo Personaggi ed Interpreti.
In questo articolo Diamanti stigmatizza come da parte dell’attuale maggioranza di governo venga agitato in ogni occasione lo spettro del comunismo anche se del Comunismo non vi è ormai più traccia reale.

È il tempo dell'anticomunismo senza il comunismo. In cui il "comunismo" ritorna come un mantra, nei discorsi del premier, dei suoi ministri, degli uomini del suo governo. Proprio - e tanto più - perché non c'è più. Ma serve. Come ha confessato Confalonieri a Sabelli Fioretti sulla Stampa: "È un ottimo argomento di vendita". Utile a catalogare gli Altri, quelli che stanno a centrosinistra. Ma anche al centro, perfino a destra

 L’anticomunismo, spesso più sventolato che usato in pratica, diventa una specie di simbolo, di identificazione di parte, del tutto indipendentemente dal suo reale significato, che d’altra parte la maggioranza dei suoi appassionati sostenitori ignora totalmente. Diventa inoltre una specie di separatore sociale, se i comunisti vengono trovati più abbondanti in certi settori

 La scuola, l'università, la burocrazia, insieme, definiscono il regno della sinistra. Che ancora oggi attinge i suoi consensi maggiori proprio in quest'area sociale. Nell'impiego pubblico, fra gli insegnanti e nelle professioni intellettuali. Gli intellettuali. Invece, il neo-anticomunismo rappresenta il mondo di "quelli che lavorano sul serio". Interpretato efficacemente dal ministro Sacconi. Spietato con gli ex-comunisti o presunti tali. Con la Cgil. Il sindacato comunista. (E chi lo è stato in passato è destinato a rimanerlo per sempre). Accusato di agire ispirato da pregiudizio politico più che dagli interessi dei lavoratori. I suoi iscritti operai, d'altra parte, resistono solo nelle grandi fabbriche. Quasi estinte. Oppure sono pensionati. Ex lavoratori che non lavorano più. Assistiti dallo Stato. Anche per questo votano prevalentemente a sinistra.

…..

È su questa linea di demarcazione che è stato costruito il muro del neo-anticomunismo senza il comunismo. Il nuovo muro. Da una parte, a ovest, il mondo dei lavori e dei lavoratori "che usano le mani". Gli imprenditori e gli artigiani che producono, faticano. Fanno. Dall'altra parte, quelli che parlano, dicono, predicano. A spese dello Stato. Da un lato il privato e dall'altro il pubblico. Da un lato le cose concrete dall'altro quelle virtuali. Da un lato i "fannulloni" e dall'altro i "fantuttoni", per citare Francesco Merlo. Quelli che fanno a quelli che dicono. I piccoli imprenditori e i lavoratori "veri" contro gli statali, i maestri, i professori, i baroni. Contro i giornalisti.

 L’analisi di Diamanti è accurata ed impietosa, e dimostra in modo evidente l’uso del tutto strumentale della parola “comunisti” per introdurre di fatto una nuova suddivisione sociale che non trova in realtà corrispondenza oggettiva in termini di divisione ideologica né tantomeno di aspirazioni a strutture sociali comunitarie, ma è solo utile, in termini propagandistici, ai fini della battaglia politica populistica di questo governo.

Ma credo sia solo una parte dell’analisi sul tema Comunisti senza Comunismo, perché nella nostra realtà italiana esiste anche una non trascurabile quantità di persone che continuano a definirsi Comuniste anche oggi, e da questa loro definizione ne derivano un comportamento politico che pone molti problemi alla sinistra democratica che cerca, con tutti i suoi problemi, di costruire un’alternativa di governo che possa raccogliere la maggioranza dei voti, e quindi concretizzarsi in un vero governo.
Molti di queste persone sono sostanzialmente legate ad un’idea quasi romantica di una società di uguali, senza tensioni sociali, equilibrata ed idilliaca. Non si pongono alcun problema di come un tale equilibrio possa reggere alle pulsioni individuali, e tantomeno a come possa essere mai raggiunto in pratica, perché per loro questo ideale è l’unico obiettivo che la “sinistra” può e deve porsi. Come conseguenza di questa loro certezza non sono disposti ad alcun compromesso, che sarebbe solo un tradimento dell’ideale finale. Politicamente spesso sono poco attivi, perché ritengono che la realtà attuale sia ancora troppo lontana dalla catarsi che potrà portare al nuovo mondo. Tipicamente non votano per alcun partito, vedendone chiaramente i limiti.
Altri rimangono legati all’idea della conquista rivoluzionaria del potere da parte di un non più tanto identificato “proletariato”, della cui quasi scomparsa si rendono ben conto, ma che può opportunamente essere sostituito, di volta in volta, con ogni altro ceto sociale sfruttato economicamente. Non riescono a rendersi conto che lo sviluppo della Rivoluzione di Ottobre in Russia che è storicamente avvenuto era inevitabile, a parte ovviamente i dettagli. Che non c’è stato alcun “tradimento” senza il quale il comunismo avrebbe trionfato, perché lo sviluppo sociale accelerato dalla rivoluzione che si è avuto in Russia si sta verificando oggi nei paesi occidentali, con le opportune differenze dovute alle dimensioni del fenomeno ed il fatto di essere questa volta lo sviluppo vincente. Queste persone rimangono convinte che una rivoluzione, magari non tanto violenta, ma sicuramente non pacifica, è assolutamente necessaria. Non sanno precisare chi dovrebbe attuarla e hanno difficoltà ad evidenziare in che modo evitare i vecchi errori, ma questo non diminuisce la loro convinzione.
Ci sono poi quelli che rigettano ogni ipotesi di violenza, ritenendo che la conquista proletaria del potere sia anche possibile per via politica, e però perché questo sia possibile ogni scontro politico debba essere estremizzato al massimo, per “far scoppiare le contraddizioni” del capitalismo, anche da loro visto sempre sull’orlo del crollo, anno dopo anno, decennio dopo decennio, senza alcuna capacità di capirne le variazioni.
Tutto questo insieme di persone sono quelle che io chiamo comunisti (“c” minuscola) senza il Comunismo, e che fanno da contraltare a quelli etichettati Comunisti dal populismo berlusconiano perfettamente descritto da Diamanti.
La sinistra democratica, che sicuramente ha problemi di identità come è evidente dalle sue difficoltà in tutta Europa, e che deve cercare una nuova strada vincente dopo la “caduta del muro” e quindi la certificazione dell’impercorribilità della via precedente, politica o violenta che fosse, e dopo il periodo del liberismo sfrenato che questo sì ci ha portato sull’orlo della catastrofe, si trova in Italia a dover far fronte anche ad un numero non trascurabile di questi comunisti senza Comunismo, che operano in perfetta simbiosi con le truppe berlusconiane nello stringere la tenaglia ideologica.

Il Comunismo, anche se ormai non più attuale se non come pura utopia, continua invece a svolgere un ruolo politico reale. Al momento del tutto negativo proprio per chi vorrebbe difendere.

postato da: mikecas alle ore 21:22 | link | commenti (5)
categorie: politica, sociopolitica
lunedì, 26 ottobre 2009

Rutelli: Non sono un TeoDem

Da Repubblica on-line:

Francesco Rutelli, Roma: CARO direttore, non ho mai accettato - ripeto, mai - di essere definito teodem. Da alcuni anni a questa parte, è un ritornello che si ripete; ma, più volte, partecipando a riunioni di esponenti cattolici dell' exMargherita e poi del Pd ho criticato pubblicamente questa parola, che «nomina Dio invano», poiché secondo me nessun gruppo politico dovrebbe avere un riferimento, abusivo, al Padreterno.


In realtà, ad analizzare bene tutte le dichiarazioni, anche le più recenti, di Rutelli, si può verificare che ha ragione nel ritenere inadeguata l'etichetta TeoDem, ma non è tanto la parte "Teo" che non va bene, che più prono al Vaticano di così è veramente difficile, ma è bensì la parte "Dem" che ormai gli va stretta e non trova più corrispondenza nella sua realtà politica...
postato da: mikecas alle ore 18:41 | link | commenti
categorie: politica, satira, umorismo, satira politica, politica e religione
sabato, 17 ottobre 2009

Minacce a Berlusconi, Fini e Bossi

Da Repubblica on-line:


Minacce a Berlusconi, Fini e Bossi. Sono scritte in una lettera che le Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente hanno fatto recapitare al quotidiano Il Riformista. Nella missiva, firmata con la stella a 5 punte, si indica le 23.59 di ieri come termine ultimo entro i quali il presidente del Consiglio, quello della Camera e il ministro leader della Lega avrebbero dovuto rassegnare le dimissioni. "Lasciate la politica e il primo (il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ndr) si consegni alla giustizia comune perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile", si chiude il messaggio consegnato alla Digos di Roma.
La lettera è stata spedita da Milano l'8 ottobre, all'indomani della decisione della Corte costituzionale sul lodo Alfano, ed è stata aperta questa mattina. "Dopo la sentenza della Consulta, il presidente del Consiglio non vuole dimettersi - si legge ancora - noi diciamo basta".
I mittenti assicurano che non intendono ricorrere "a bombe o coinvolgere innocenti", ma che sono pronti a una vera e propria rivoluzione armata come a Cuba. "Berlusconi, Fini e Bossi - capo delle nuove camicie nere - se volete evitare un nuovo 8 settembre dimettetevi entro le 23.59 del 16 ottobre", è l'avvertimento. "Un'analisi - giudica il direttore del
Riformista - molto ingenua, anche se si rifà alla stretta attualità".
Il giudizio di Fini, uno dei tre destinatari delle minaccie, è ancor più
tranciant: "E' palesemente il delirio di un folle. Ho letto la lettera e auspico che non si apra un dibattito sul nulla", suggerisce il presidente della Camera. Anche il premier non appare impensierito dalle parole delle Brigate per il comunismo combattente e ai parlamentari del Pdl, riuniti a Palazzo Grazioli, ha confidato che continuerà "il suo lavoro come sempre"


Dagli investigatori è considerato un messaggio del tutto inattendibile, e la cosa è abbastanza ovvia.
Solo che, per quanto del tutto inattendibile e di fantasia possa essere, il suo significato sta semplicemente nel suo esistere.
Quando le cosiddette Brigate Rosse, o come si chiameranno ora, che hanno sempre agito praticamente "su comando", faranno la loro mossa, coerentemete con lo scenario preparato da queste dichiarazioni, la rappresentazione sarà completa.
Queste "cazzate", gli articoli preoccupatissimi dei giornali di proprietà o sotto controllo di Berlusconi, stanno solo preparando lo scenario necessario per drammatizzare e dirigere in una sola direzione l'inevitabile intervento dell'estremismo rosso, che chissà perchè si è sempre mosso solo per sostenere i problemi dei "poteri occulti", dalla P2 in poi...
postato da: mikecas alle ore 23:00 | link | commenti
categorie: politica, cronaca, sociopolitica, realta, economia e politica
martedì, 13 ottobre 2009

La Binetti e l'omofobia

Da Repubblica on-line:

Nel Pd: la Binetti contro Franceschini - Una ricostruzione contestata dal segretario Pd Franceschini: "Il dato politico è che la destra e l'Udc hanno affossato il provvedimento contro l'omofobia. Noi abbiamo votato contro il
rinvio perchè non ci è stato garantito dalla maggioranza un impegno su tempi". Polemica cui si aggiunge quella con la deputata Pd Binetti che ha votato insieme alla maggioranza, cosa che Franceschini commenta: "E' un problema, un signor problema". E la replica della Binetti arriva a stretto giro: "Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull'omosessualità potevano essere individuate come un reato. Le mie e quelle di tante altre persone".


Il fatto che quelle sue opinioni siano umanamente ignobili se non oscene, discriminatorie e moralmente inaccettabili (per la morale umana universale per cui ogni persona ha pari dignità, e certo non per la morale omofoba cattolica) non le dà il minimo disturbo, anzi.
E per il PD è solo un problema?
postato da: mikecas alle ore 22:10 | link | commenti
categorie: politica, cronaca, sociopolitica, realta, politica e religione
lunedì, 12 ottobre 2009

Boicottate Repubblica, che alla democrazia ghe pensi mi

Da Repubblica on-line:

Berlusconi torna ad attaccare Repubblica e la stampa straniera e, ancora una volta, la seconda dopo la convention dei giovani industriali di Santa Margherita lo fa davanti ad una platea di imprenditori che il premier invita alla "ribellione generalizzata" contro "un giornale che non ha avuto limiti nel gettare discredito sul governo e sul Paese e ad imbeccare i giornali stranieri". Un invito al boicottaggio di fronte alla Confindustria brianzola e una porta chiusa in faccia al presidente degli industriali che poco prima, dallo stesso palco, aveva chiesto al premier di "rimbalzare le polemiche". Il presidente del Consiglio non ci pensa un attimo e torna all'attacco a testa bassa. Tanto da dire agli industriali: "Voi pensate a creare benessere, per la libertà e la democrazia 'ghe pensi mi'".

Credo sia ormai ora di mandare gli infermieri.
Se poi sono i CC fa lo stesso....
mercoledì, 07 ottobre 2009

Le tristi considerazioni di Berlusconi

Le sue dichiarazioni sono riprese da Repubblica on-line

Non posso non rispettare il responso della Corte Costituzionale nel quadro di un sistema democratico


Deve essersi fatto il conto di chi sarebbe stato disposto a seguirlo in un golpe, e il risultato lo ha deluso...


Prendo atto tuttavia che questo sistema, soprattutto per le modalita' con cui vengono eletti i membri della Corte, rischia di alterare nel tempo un corretto equilibrio fra i poteri dello Stato, i quali traggono tutti origine dalla sovranita' del popolo

Berlusconi non riesce a capire il significato profondo della divisione di poteri, che è alla base di ogni democrazia. Questo perchè lui le regole le vorrebbe fare, ma non rispettare.

Per il resto, non ho il minimo dubbio che le accuse infondate e risibili che ancora mi vengono rivolte cadranno sotto il vaglio di magistrati onesti, indipendenti e ossequienti alla legge e alla propria coscienza

Evidentemente sta ancora sperando di trovare un sostituto di Previti, con le stesse sue influenze nel mondo giudiziario....
postato da: mikecas alle ore 20:44 | link | commenti (1)
categorie: politica, cazzeggio, cronaca, satira, satira politica

Il Lodo Alfano viola la Costituzione Italiana


EVVAIIIII.....

Più tardi si potrà commentare con calma, ma per ora mi basta esultare....
(a parte quell'elicottero che continua a girare sopra la testa)
postato da: mikecas alle ore 19:00 | link | commenti
categorie: politica, cronaca, realta