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mercoledì, 14 maggio 2008

L'arroganza dell'occupazione del potere

Circolano voci di una qualche "pretesa" di Rutelli su una presidenza di Commissione Parlamentare.....
Sono solo voci, e c'e' da sperare del tutto infondate, ma nel dubbio bisognerebbe che qualche persona di buona volonta' e con una chiara visione politica spieghi a Rutelli che la sua sconfitta a Roma e' una sua totale sconfitta personale.
Roma ha perso il sindaco di centro-sinistra per l'unica ragione che il candidato era lui. Chiunque altro avrebbe vinto.
Questo significa solo che per lui e' il momento di ritirarsi, prima di essere ulteriormente "convinto" da qualche altra votazione, con grave danno per il partito e per chi lo vota.
E ringraziasse il padreterno, cui ora sembra credere molto, che per i prossimi 5 anni conserva uno stipendio piu' che adeguato.
postato da: mikecas alle ore 21:12 | link | commenti (2)
categorie: politica, realta
lunedì, 12 maggio 2008

Finalmente la querela

Io non sono mai stato un estimatore di Travaglio. Non credo sia un buon giornalista, perche’ non cerca mai di trovare l’equilibrio della notizia vera, ma si limita alla violenza della notizia di parte. Non ha mai detto, almeno fin’ora, qualcosa che non fosse accuratamente documentata, ma l’ha sempre detto in modi ambigui, tacendo gli aspetti “assolutori”, facendo sempre sembrare, ad un osservatore superficiale come sono quasi tutti i suoi estimatori, che le cose fossero molto piu’ forti di quanto poi le sue letterali parole dicono in realta’.
Anche nella trasmissione di Fazio nella sua “sparata” contro Schifani ha usato lo stesso metro, lasciando intendere, ma senza dirlo, che Schifani era colluso con la Mafia.
Per questo suo modo di intendere il giornalismo, che sicuramente gli porta anche cospicui vantaggi finanziari, non mi piace affatto.
Ma la sollevata di scudi generalizzata che si e’ avuta a difesa “dell’onore” di Schifani da parte di tutta la casta politica e’ molto peggio, e quindi per questa volta io sono dalla parte di Travaglio.
(C’e’ stata l’eccezione di Di Pietro, ma Di Pietro e’ cosciente di non contare niente e di essere sempre costretto a posizioni molto fuori dalla norma per non scomparire del tutto….)
Finalmente, forse costretto dalle pressioni di tutta l’opinione pubblica, Schifani ha querelato Travaglio.
Ora si potra’ verificare se le parole di Travaglio, e non le “sensazioni” che possono suscitare, rappresentino o meno un insulto.
Io non avrei alcun dubbio che una magistratura libera da condizioni politiche, fedele alla Costituzione, non potrebbe che negare evidenza all’accusa di Schifani, e quindi mandare assolto Travaglio…..
Dire la verita’, per quanto scomoda possa essere e per quanto sarebbe volentieri “seppellita” da parte di chi ha avuto un certo passato e ora, raggiunta una posizione “di rispetto” vorrebbe venisse del tutto dimenticato, non puo’ essere considerato un reato in questo paese patria del diritto…… a meno che le minacce contro la Magistratura che la parte politica vincente ha continuamente fatto non ottengano anche questa volta il risultato che si propongono…..
L’interesse dei cittadini italiani in questo caso sta da una parte sola: dalla parte di Travaglio, ed e’ colpa del passato molto “scomodo” di Schifani se questo succede, non certo del populismo un poco irritante di Travaglio stesso.
Sarebbe ora che “la politica” capisse che personaggi anche di successo, se hanno un passato poco chiaro, indipendentemente da quanto “specchiato” possa essere il loro presente (e non lo e’ quasi mai) non possono essere candidati a posizioni istituzionali di un certo rilievo. E’ una questione di “igiene morale”.
postato da: mikecas alle ore 22:42 | link | commenti (4)
categorie: politica, sociopolitica, realta
domenica, 11 maggio 2008

Travaglio vs Schifani, e’ un argomento fondamentale?

Travaglio, in una trasmissione televisiva molto seguita, ha ricordato una cosa scritta su un libro, e mai smentita dall’interessato, e cioe’ che Schifani abbia frequentato persone poi condannate per collusione con ambienti mafiosi.
Questo e’ il fatto.
Si e’ poi scatenata una canea impressionante, con l’opinione prvelente, tra i politici, che Travaglio avesse “insultato” il neo presidente del Senato. A parte le accuse dei “correligionari” di Schifani, che sono ovvie e non potevano certo mancare, sono state molte anche quelle arrivate da esponenti della cosiddetta “opposizione”.
Cerchiamo di analizzare con molta calma i fatti suddetti.
Schifani ha avuto frequentazione con personaggi che poi sono stati condannati per collusione mafiosa. E’ un fatto, non e’ discutibile…. e’ cosi’ e basta.
Non e’ un insulto rispetto ad ogni definizione che la parola “insulto” possa avere.
La difesa dice pero’ che l’essere condannati per collusione mafiosa non significa essere mafiosi. Potrebbe anche essere, ma la prova giudiziaria tende a dire il contrario, e se si mette in dubbio il risultato di un processo, si apre una voragine legale di cui poi non si sa come porre rimedio.
Innocenti o colpevoli lo si e’ per verdetto giudiziario, almeno dal punto di vista ufficiale. Poi ognuno e’ libero di pensare di essere vittima di un errore giudiziario, il cui giudizio deve pero’ essere in ogni caso accettato.
A me sembra quindi che Travaglio abbia semplicemente evidenziato una cosa nota, ma con tendenza ad essere ignorata, tecnica che e’ sua tipica e che usa spessissimo.
Quale e’ quindi il problema?
Il problema e’ che i nostri politici hanno la tendenza a non preoccuparsi troppo della “provenienza” e della “qualificazione” delle persone il cui rapporto puo’ risultare utile e sono quindi meritevoli di ‘frequentazioni”. Sono in primo luogo persone “di potere”, e la quantita’ di “potere” e’ l’unica cosa che interessa al politico per giudicare la convenienza del rapporto, non la natura di questo “potere”. Puo’ quindi anche essere, in via del tutto ipotetica, che Schifani ignorasse la natura del “potere” che i personaggi da lui conosciuti dimostravano di avere, e questo e’ un alibi che tutta la casta dei politici tenderebbe a considerare estremamente valido. Secondo loro, non si puo’ davvero sapere perche’ una persona ha “potere” e quindi e’ utile da avvicinare, da stare a sentire, da accontentare…..
Ed invece e’ proprio qui che si genera lo iato con l’interesse collettivo.
Un politico deve, almeno in teoria, non perseguire il proprio interesse personale, o della sua fazione, ma bensi’ quello collettivo della comunita’ tutta. E il perseguire l’interesse collettivo richiede una analisi ben definita degli iinteressi di ogni persona con cui si vogliano stabilire rapporti privilegiati, per evitare i possibili, e scontati, conflitti di interessi.
E’ solo se l’interesse collettivo non e’ al primo posto dei valori da considerare, ma prevale l’interesse personale, che il “potere” dei potenziali “frequentatori” diventa l’unico parametro valutabile, e sicuramente non la sua natura e provenienza.
Quindi Travaglio ha ancora una volta posto l’accento su un problema molto serio per la democrazia italiana.
Cioe’ sul fatto che troppo spesso, se non sempre, i nostri politici curino esclusivamente i propri interessi, e secondariamente quelli della propria fazione. Praticamente mai quelli collettivi, se non per “accidente”.
Ma allora perche’ Travaglio riesce a rendersi cosi’ antipatico anche a quelli che condividono, nella sostanza, le sue accuse?
E qui arriviamo al problema principale: perche’ anche Travaglio pensa piu’ ai propri interessi che a quelli collettivi. E i suoi interessi sono difesi meglio se lui riesce ad essere “estremamente di rottura”, se riesce a suscitare contro di se’ la reazione violenta della “casta politica”, in modo da riuscire a vendere con maggiore successo i suoi libri e a continuare ad essere sulla cresta dell’onda della contestazione.
Se avesse invece come obiettivo primario l’interesse collettivo, porrebbe i suoi “temi di discussione” con maggiore attenzione ad ottenere una divisione nella “casta politica”, che non e’ certo uniforme e monolitica. Cercherebbe di trovare non “l’accusa che fa scalpore” ma che genera anche una autodifesa omogenea, ma quella che divide  tra chi e’ disposto a tutto e chi si pone, bene o male, dei limiti.
E queste persone nella politica ci sono.
Inoltre ci sono anche molte persone tra il pubblico “normale” che non apprezza affatto la tecnica dell’accusa indiscriminata, mai accompagnata da una qualsiasi indicazione di una via alternativa, in mancanza della quale spesso l’autodifesa della “casta” risulta anche convincente.
In conclusione, il tema in discussione e’ estremamente importante per la democrazia italiana, ma se sbagliano enormemente gli accusatori di Travaglio, credo che sbagli abbastanza anche lui.
Abbiamo bisogno di una reazione politica consapevole e coerente.
Per quanto dovremo aspettarla?
postato da: mikecas alle ore 21:36 | link | commenti (1)
categorie: politica, sociopolitica, realta
venerdì, 09 maggio 2008

Il Governo Ombra

Onestamente non mi sembri in grado di fare ombra ad alcunche'.... nemmeno a quell'ectoplasma del tutto trasparente che e' il governo Italiano ufficiale....
Una cosa pero' mi incuriosisce:
perche' Ministro dell'Istruzione, al sole o all'ombra che sia, deve essere per forza una donna, cattolica piu' che convinta, piu' o meno liberista, ma sicuramente fedele al Vaticano?
postato da: mikecas alle ore 21:48 | link | commenti (4)
categorie: satira, satira politica, realta
mercoledì, 07 maggio 2008

E' nato il Governo Berlusconi

Devo confessare che non avevo mai visto una marmaglia incompetente come questa....
Ci aspettano tempi molto duri...
Come prima conseguenza credo che possiamo definitivamente dire addio alla scuola pubblica....
postato da: mikecas alle ore 21:21 | link | commenti (4)
categorie: politica, realta
martedì, 06 maggio 2008

Arridagli coi Redditi

Il Garante della Privacy ha fatto quello che si sapeva avrebbe fatto: ha deciso che la pubblicazione in rete dei redditi (e dei soli redditi) degli italiani viola la legge della privacy. Spero prima o poi di riuscire a capire come la viola solo questa operazione e non tutte le precedenti, ma non ci conto molto, perche’ questi interventi dei cosiddetti “garanti’ sono sempre e solo interventi ideologici, dato che si basano su personali interpretazioni di leggi che lasciano ampi margini di “interpretazione”.
Ma in questo caso tutto era ovvio…. la burocrazia statale, specialmente con un Governo Berlusconi in arrivo, non poteva fare altro che decidere nel modo piu’ restrittivo possibile.
Io non contesto questa decisione, anche se non la condivido.
Io voglio ora capire se si puo’ sfruttare utilmente il “buco” lasciato libero per insipienza e incapacita’ a capire i nuovi mezzi di comunicazione. Ora i dati dei contribuenti italiani per il 2005 sono in rete, e questo significa che non sono piu’ “oscurabili”, perche’ la rete non lo permette.
Cosa si puo’ fare di questi dati? Che tipo di informazioni se ne possono trarre?
Informazioni generali, non individuali, perche’ quello ricadrebbe sotto la tipologia di reato denunciata dal Garante (della privacy di chi puo’ permettersi un garante).
Ci sono diverse qualita’ di informazioni che possono essere estratte da quegi elenchi.
Si puo’ ad esempio determinare la percentuale di contribuenti che superano un certo reddito dichiarato. Per cui risultera’ chiaro a chiunque abbia una stipendio ridicolo, superiore ai 500 euro al mese, con cui fa la fame e non puo’ fare altro, che e’ in realta’ nella classe media dei contribuenti, perche’ quasi la meta’ della popolazione italiana denuncia redditi minori.
Al livello da dichiarare un’emergenza internazionale e richiedere l’intervento dell’ONU, come se si trattasse di un tifone alle Filippine…..
Ed invece no, non e’ un problema, anzi…. per quelli che possono essere riconosciuti, la percentuale di chi ha tenori di vita estremamente alti e’ stranamente notevole….
Evadono? Eludono? noi non possiamo sapere…. possiamo solo essere sicuri che paghiamo anche per loro…..
Diciamo che c’e’ molto di cui incazzarsi, specialmente al pensiero che il prossimo governo ha sempre presentato come programma la riduzione delle tasse, e mai il farle pagare a chi non le paga…. e normalmente la riduzione proposta le fa pagare sempre di meno a chi gia’ non le paga….
Possiamo cercare di usare i dati che sono ormai diffusi e non piu’ intercettabili per far partire una violenta protesta fiscale, una volta tanto da parte di chi le tasse le paga?
Credo che questo possa rappresentare un punto debole per il prossimo governo, su cui puntare decisamente l’attenzione.
Grazie, Visco.
postato da: mikecas alle ore 21:57 | link | commenti (1)
categorie: politica, economia, sociopolitica, economia e politica
lunedì, 05 maggio 2008

Quando tacendo si fa meno danno

Da Repubblica on-line:

Fini: Pubblicare redditi puo' essere pericoloso
Pubblicare su internet il reddito degli italiani "puo' anche essere pericoloso e invogliare qualche balordo a compiere qualche gesto rischioso". Lo ha detto il presidente della Camera, Gianfranco Fini, commentando la pubblicazione sul web del reddito degli italiani. "E' chiaro che per i personaggi pubblici puo' essere un dovere far conoscere i loro redditi - ha detto Fini - ma perche' rendere pubblico il reddito di 38 milioni di italiani? Per esempio - ha continuato - se conoscere il reddito di un dentista quindi di un piccolo comune mettesse qualche idea strana in testa a qualche balordo? C'e' anche questo rischio - ha concluso - e' per questo che rendere noti tutti quei redditi puo' essere rischioso, oltre che morboso".


Ma lo sanno tutti, senza andare a vedere i redditi "denunciati" dai dentisti, che sono solo dei morti di fame e che dovrebbero essere assistiti dalla Caritas o da altre organizzazioni umanitarie.....
L'elenco pubblicato e' solo la conferma di questa certezza popolare, e sicuramente la pubblicizzazione di questi redditi e' da condannare, perche' rende di pubblico dominio una situazione di precarieta' economica che i diretti interessati, per pura vergogna, cercano disperatamente di tenere nascosta comperando a rate e con assegni a vuoto macchine di lusso ed appartamenti milionari.......

PS Leggo ora delle dichiarazioni di Fini che considera le manifestazioni anti israeliane di Torino di maggiore importanza dell'omicidio di Verona.
Allora non e' solo un pagliaccio, come sembrava dalle dichiarazioni che ho riportato nel mio post, ma e' proprio un fascista convinto e non pentito......
postato da: mikecas alle ore 20:39 | link | commenti (2)
categorie: politica, economia, satira politica, economia e politica
sabato, 03 maggio 2008

Ancora sulla pubblicizzazione dei Redditi

A dispetto dell’intervento del Garante della Privacy, i famosi elenchi sono disponibili facilmente in rete, come e’ nella natura del mezzo stesso, che non puo’ essere controllato a comando. Tra l’altro, ora che non ci sono piu’ i dati “ufficiali”, potrebbero avere origine falsificazioni o errori, anche se non capisco chi possa avere interesse a falsificare un dato che puo’ sicuramente essere verificato con facilita’, ma tant’e’… il sospetto rimarra’.
Pero’ ora si sta scatenando la reazione, tra denunce che si accavallano a denunce ad editti “intimidatori” verso i semplici cittadini, minacciando tremende conseguenze se soltanto si da’ un’occhiata a quegli elenchi.
Io non ho alcun dubbio che il rendere disponibili in rete a tutti l’insieme completo di quegli elenchi abbia violato “la lettera” di una o piu’ norme di legge, come succede praticamente sempre a meno di non fare assolutamente niente, nel qual caso si cade inevitabilmente nell’omissione di qualcos’altro. E’ il risultato della nostra giustizia formale e dell’accavallarsi di leggi ed interpretazioni delle stesse.
Sicuramente a leggere gli elenchi non si viola niente ed e’ anche un diritto anche se tortuosamente stabilito. Il terrorismo che viene diffuso attualmente e’ invece solo una dimostrazione che si e’ toccato un tasto delicato, che niente ha a che fare con i diritti alla privacy.
Ed e’ leggendoli che si capisce molto bene il perche’ di questa “guerra agli elenchi” che si sta scatenando, ed io ero stato facile profeta, in un post precedente, a predire che sarebbe diventata ufficiale l’interpretazione piu’ restrittiva.
Leggendoli non ho scoperto niente di nuovo, ovviamente. Niente che non mi fosse gia’ fin troppo chiaro. Ma per la prima volta quelle che erano sicurezze basate su fatti e notizie occasionali, interpretazioni possibili di leggi e norme, trovano la conferma diretta dai numeri. E dai numeri non vi e’ scampo, inchiodano senza pieta’.
L’obiezione di molti, anche di sinistra, e’ che quegli elenchi non aiutano la lotta all’evasione. Sicuramente non l’aiutano “direttamente”, ne’ potrebbe farlo un elenco di redditi dichiarati da cui, legalmente, manca tutta la parte di rendite finanziarie e da societa’, tassate a parte con aliquota ridotta, che gia’ di per se’ stesso e’ una forte sorgente di elusione. Non l’aiuta perche’ si presuppone, fino a prova contraria, che le dichiarazioni siano accompagnate da un adeguata documentazione a sostegno, per cui la dichiarazione, di per se’ stessa, non dice niente.
Ma il discorso cambia completamente se lasciamo da parte gli aspetti formali e passiamo ad esaminare i contenuti reali. Tutti dicevano che “i gioiellieri” dichiarano meno di un loro impiegato, e questa e’ una dichiarazione generica e senza significato per molte persone, ma vedere che il gioielliere Pinco Pallo, del cui negozio si conosce bene l’ubicazione e il traffico di clienti, dichiari non meno di un suo dipendente, che spesso e’ in nero, ma addirittura una cifra che richiederebbe l’immediato intervento di qualche organizzazione di volontariato per soccorrerlo e permettergli perlomeno di mangiare una volta al giorno, e’ proprio un’altra cosa, ha un impatto del tutto diverso.
E ho preso il gioielliere come puro esempio, ma c’e’ ovviamente il dentista, l’avvocato, il meccanico etc etc.
Tra questi ho potuto verificare che esistono anche casi, sicuramente non maggioritari, ma nemmeno trascurabili, che invece denunciano una cifra piuttosto alta e tutto sommato abbastanza credibile. Forse approfitteranno anche loro di qualche scappatoia elusiva di cui la nostra legislazione fiscale e’ cosi’ provvida, ma non tanto da dare scandalo, anche se per chi non puo’ “eludere” niente, nemmeno le spese realmente fatte per il lavoro, la cosa roda comunque un poco.
Quindi e’ vero che non e’ uno scontro di categorie, ma solo tra evasori/elusori e non evasori/elusori, ma bisognerebbe considerare che la prima categoria e’ fortemente concetrata in un ben preciso ambiente professionale, e quindi qualche provvedimento potrebbe anche essere preso.
Un altro aspetto positivo della pubblicazione di questi elenchi e’ la dimostrazione che, quando non evadono/eludono, certe categorie di cittadini si trovano ad avere un reddito “almeno” (perche’ non bisogna mai dimenticare la parte che, legalmente, in queste dichiarazioni non figura) tanto alto da fare tutto sommato una certa impressione.
A parte Grillo, che si e’ incazzato come una biscia perche’ ora i suoi sostenitori invece di finanziare le sue iniziative gli chiederanno dei contributi personali, esistono molte categorie di persone che si sapeva “guadagnano molto”, ma quanto “molto” era imprecisato. Ora lo si puo’ sapere, e si puo’ anche rimanere di stucco nello scoprire quanto quel “molto” fosse molto.
Riassumendo, il risultato positivo di tutta questa baraonda, almeno quello che vedo io, e’ che la gente che paga le tasse, sia quelli che sono castretti a pagarle tutte sia quelli che possono evadere/eludere poco, ha davvero la sensazione concreta di quanto tutto questo gli costi personalmente, potendo confrontare il proprio contributo alla societa’ con quello di cui conosce molto bene il tenore di vita.
E una popolazione incazzata assai contro l’evasione/elusione (non bisogna affatto trascurare l’effetto discriminatorio dell’elusione) e’ un elemento fondamentale per far diventare la lotta all’evasione qualcosa di serio.
Questo governo che sta per prendere il controllo dell’Italia non era previsto si proponesse una vera e forte lotta all’evasione, tanto e’ vero che i dati sull’evasione globale, che si possono facilmente stimare dalle cifre economiche globali, nel mese di Aprile 2008, quando la vittoria di Berlusconi era data per scontata e poi avvenuta, dimostrano una forte crescita, in controtendenza a quello che era avvenuto in precedenza.
Ma ora forse avra’ qualche difficolta’ in piu’ per fare la sua preferita politica fiscale, del tutto a favore dei ceti piu’ evasori/elusori, e di questo dovremo dire grazie a Visco, anche se fosse condannato per aver violato una qualche lettera di una qualche norma.
Io sono con lui.
E perdonate la lunghezza di questo post.
postato da: mikecas alle ore 20:54 | link | commenti
categorie: politica, economia, sociopolitica, economia e politica
venerdì, 02 maggio 2008

La Lega e lo spirito contadino

Concausa della scomparsa dal Parlamento italiano dei partiti di sinistra-sinistra e’ stata sicuramente la continuazione di un fenomeno in atto da tempo: lo spostamento dei voti del ceto operaio settentrionale verso il centro-destra ed in particolare verso la Lega.
Ora che l’effetto e’ impossibile da nascondere, si incomincia a cercarne la causa.
Senza pretendere di risolvere il problema, e senza pensare di fare proposte rivoluzionarie, nell’articolo La Lega e lo spirito contadino provo ad ipotizzare che che il riflusso verso l'interesse privato, la riduzione del "raggio di empatia" a dimensioni puramente locali che stanno diventando predominanti nel ceto sociale operaio, siano un istintivo ritorno ai meccanismi di difesa sociale del mondo contadino, ancora forti in una popolazione diventata operaia da troppo poco. Autodifesa da una situazione economica in forte difficolta’ e senza piu’ l’appoggio ideologico dell’identita’ di classe.
La proposta politica della Lega si adatta meglio a questa "sensazione" sociale, sicuramente meglio delle proposte dei partiti piu’ tradizionali, siano essi borghesi, socialisti o comunisti.
Questo legame con lo “spirito contadino” puo’ essere pero’ allo stesso tempo la sua forza e la sua debolezza.
postato da: mikecas alle ore 09:17 | link | commenti (1)
categorie: politica, economia, sociopolitica, economia e politica
giovedì, 01 maggio 2008

La Privacy e la Dichiarazione dei Redditi

Ieri e’ scoppiata una bomba immane: il Ministero delle Entrate ha messo in rete, accessibile teoricamente a tutti, l’elenco completo delle dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti italiani.
La possibilita’ di accesso e’ durata poco, prima per l’enorme numero di utenti che cercavano di collegarsi, e poi per l’intervento del Garante della Privacy che ha ordinato l’eliminazione della pubblicazione stessa.
Ne e’ nato una discussione legale molto accesa, che non sembra aver ancora trovato una soluzione condivisa. E’ infatti indubbio che il reddito individuale non e’ considerato, ai fini della privacy, allo stesso livello di “sensibilita’ “ di altri elementi, tanto che e’ stato sempre possibile, per chi lo volesse, accedere liberamente agli stessi elenchi, ma attraverso procedure piu’ complesse.
Il Ministero delle Entrate si e’ fatto forte di questo elemento dicendo che l’uso delle nuove tecnologie permette solo una maggiore “fruibilita’ “ di un diritto gia’ esistente, mentre il Garante, anche perche’ sommerso dalle proteste generalizzate, ritiene che l’accesso libero via rete superi i limiti di legge.
A me non interessa poi molto chi abbia ragione, perche’ so per vecchie esperienze che prevarra’ l’opinione piu’ restrittiva, anche tenendo conto di quale e’ il nuovo governo e che valori difende. Ma mi sono divertito molto nell’osservare la reazione di alcune persone specifiche, anche di diversa posizione politica. Cosa che mi ha reso ancora piu’ evidente che quando si parla di tasse, le differenze sono piu’ per categorie professionali che per posizione politica, anche se esiste una forte correlazione tra i due aspetti, ma non una totale identita’.
Di Beppe Grillo ho gia’ detto, e spero che la notizia, ovvia per i piu’ smaliziati, del suo reddito ufficiale, che e’ ben lontano dal suo reddito reale, perche’ molte fonti non vengono incluse nella denuncia dei redditi, come e’ ben noto, convinca tutti gli “incazzati” che hanno tempestato il suo blog ad essere nel futuro un poco piu’ attenti verso chi dare fiducia.
Un elemento pero’ mi preme sottolineare: questa iniziativa di Visco, che ha conquistato ancora una volta in piu’ il mio favore, non e’ tanto importante per la lotta all’evasione, per le ragioni dette prima: un reddito dichiarato piccolo non significa affatto un reddito reale di quella dimensione, perche’ le fonti di reddito non dichiarabili ufficialmente sono moltissime. Ma e’ invece importante perche’ fa vedere per la prima volta in modo incontestabile che esistono in Italia moltissime persone che hanno “almeno” dei redditi estremamente alti. E questo numero e’ maggiore di quanto normalmente si ritiene e di quanto la lamentela generalizzata di un’economia in quasi recessione potrebbe far pensare.
Questo e’ l’elemento fondamentale di questa iniziativa: i ricchi, i ricchi veri, non quelli considerati tali dalle aliquote fiscali, sono tanti, molti di piu’ di quello che si pensi.
E sono tanto ricchi che chi ha un reddito di lavoro dipendente al massimo livello si vede sorpassato di 50, 100 volte, significando solo che non e’ il lavoro “normale” la fonte principale del reddito, e stiamo parlando, lo ricordo ancora, esclusivamente dei redditi che devono essere dichiarati, essendo quindi escluse le rendite finanziarie e similiari.
Questo spiega piu’ di ogni analisi sociologica la ragione delle tensioni sociali che stanno aumentando, le ragioni del perche’ una nazione si senta sempre piu’ povera mentre aumentano enormemente i consumi di lusso.
Questo dovrebbe, ma il condizionale e’ d’obbligo, aiutare i partiti che si dichiarano di sinistra ad “aggiustare” la propria proposta politica in tema di tassazione del lavoro contrapposta a quella delle rendite, a limitare fortemente le possibilita’ di elusione fiscale, che favorisce esclusivamente il lavoro autonomo.
Puo’ anche essere di aiuto nel capire che le difficolta’ economiche, anche se concentrate in particolare nel lavoro dipendente, possono colpire anche alcuni strati di lavoro autonomo, che vanno identificati e trattati di conseguenza.
Di tutto questo, dobbiamo ringraziare Visco, uno dei pochi ministri “con le palle” di questi ultimi anni, e che ci ha voluto lasciare un regalo prezioso prima di essere fatto fuori, come e’ stato alle ultime elezioni.
postato da: mikecas alle ore 21:25 | link | commenti (2)
categorie: politica, economia, sociopolitica, realta, economia e politica