Sempre a proposito della nascita del capitalismo e del libro "The Corporation" che ho quasi finito di leggere, c'e' una cosa che mi aveva colpito molto, all'inizio, e che vi voglio raccontare, anche se magari voi la sapevate gia'

I mercanti sono esistiti fin dagli albori della civilta' umana, anzi, probabilmente l'hanno creata. Un mercante, anche i fenici che solcavano il mediterraneo arrivando fino in Inghilterra, o chi prima di loro, era sicuramente un protocapitalista. Aveva cioe' bisogno di un certo risparmio (capitale) per mettere insieme le mercanzie necessarie per il suo viaggio, con la speranza di scambiarle con cose che a casa erano piu' preziose e ricavarci un vantaggio. Le carovane verso il favoloso Oriente richiedevano forse un impegno economico anche maggiore, con rischi piu' grandi, e mi immagino che diversi mercanti trovassero conveniente unire le risorse per difendersi meglio dai pericoli e dividere il rischio.
Sicuramente le societa' tra diversi mercanti erano diventate cosa comune nell'epoca delle grandi esplorazioni geografiche, e grandi sfruttamenti, del 1500. Il costo dell'armamento di una nave, o di piu' navi per ovvia sicurezza, del mantenimento dell'equipaggio e del carico di andata era sicuramente molto alto. Il rischio pure era notevole, perche' non erano solo gli elementi naturali a mettere in pericolo il successo del viaggio. Ma la ricompensa era veramente molto elevata, se la spedizione tornava carica di spezie pregiate o di altri tesori esotici. Per evitare che una singola spedizione sfortunata causasse il fallimento di una grande casata, le societa' commerciali divennero molto comuni. Erano societa' tra individui, che si conoscevano bene e che si rispettavano, almeno il piu' delle volte, e che mettevano in comune le loro risorse. Mi piacerebbe sapere di piu' sugli aspetti legali che gestivano e vincolavano queste societa'... dovro' studiare la cosa appena avro' un po' di tempo.
Tutto questo mi e' sempre sembrato ovvio e normale. La cosa che invece ignoravo completamente e' che fin dalla fine del 1500 e inizio 1600 sono nate anche le prime Societa' per Azioni. Societa' cioe' in cui la gestione era totalmente separata dalla proprieta', che era suddivisa in un gran numero di piccoli azionisti. Ero solito considerare questo aspetto di proprieta' legato sostanzialmente al moderno capitalismo industriale, ed un segno per di piu' della finanziarizzazione del capitalismo.
Mi sbagliavo completamente. L'origine delle SpA e' nel 1500, e tutte le loro peggiori prerogative si sono mostrate immediatamente.
Riporto da The Corporation:
"Operatori economici e politici avevano guardato con sospetto la corporation (
la Societa' per Azioni) sin dai suoi esordi nell'ultimo scorcio del XVI secolo. Diversamente dal modello associativo prevalente, nel quale gruppi di persone relativamente ristretti. uniti da vincoli di lealta' personalee fiducia reciproca, mettevano in comune le proprie risorse finanziarie per avviare imprese da loro stessi amministrate oltre che possedute, la corporation separava la proprieta' dalla gestione: un gruppo di persone, amministratori e dirigenti, gestiva l'azienda, mentre un altro gruppo, gli azionisti, ne erano i proprietari. Molti ritenevano che questo modello del tutto singolare costituisse fonte di corruzione e scandali. Adam Smith, nel suo saggio
La Riccheza delle Nazioni, ammoniva contro i rischi di "negligenza e sperpero" inevitabilmente derivanti dall'organizzazione dell'attivita' economica sotto forma di corporation, non essendo possibile far affidamento sui dirigenti come amministratori "del denaro altrui".
In realta', all'epoca in cui Smith scrisse quelle parole, nel 1776, la corporation era stata bandita in Inghilterra da oltre mezzo secolo. Nel 1720 il Parlamento inglese, di fronte alla proliferazione di corporation truffaldine che infestavano Exchange Alley, l'aveva dichiarata illegale. "
Quindi alcuni aspetti del capitalismo, che almeno io credevo legati allo sviluppo industriale, con le sue molte ombre e luci, erano in realta' gia' presenti, in tutta la loro potenza, nel bene e nel male, ben prima che l'industria nascesse o avesse un ruolo significativo. Questo aspetto mi ha rafforzato il pensiero che il periodo industriale, almeno quello delle grandi fabbriche con milioni di operai, ben organizzati nel lavoro e, successivamente, anche portatori di una visione politica di egemonia operaia, sia in realta' niente altro che un periodo transitorio nello sviluppo della societa' capitalistica, ormai quasi completamente superato, o per lo meno non piu' centrale.
Le conseguenze, sull'azione politica da perseguire oggi, credo siano rilevanti.... ma questo e' un altro discorso, da postporre a quando molte altre cose saranno chiare...