Livellatore di Utopie

Anche se le utopie sono utili, per mantenere una direzione verso cui andare, spesso prendono la mano... e hanno bisogno di una "piallata"

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lunedì, 28 marzo 2005

A Pasqua c'e' la tradizione delle uova di cioccolato con la sorpresa dentro.
Io non ho mai potuto avere la soddisfazione di romperne uno. Quando ero piccolo, io e i miei fratelli ricevevamo un discreto numero di uova da tutti i parenti, almeni 4 o 5 a testa, ed eravamo in tre. Pero' le rompeva tutte mio padre che, a capo tavola, le prendeva in ordine di eta', le rompeva con grandi e plateali gesti, e consegnava ad ognuno la sorpresa da spacchettare.
Quando sono diventato padre io, di una singola figlia, non solo la tradizione delle uova si era un po' affievolita, per cui mia figlia ne aveva al massimo 2 o 3, ma mai mi avrebbe permesso di toccare le sue uova, che doveva rompere lei personalmente, anche quando doveva picchiarci sopra a due mani. La rivoluzione generazionale delle uova mi ha completamente travolto.
Ieri a pranzo eravamo in quattro, con mia figlia e il marito. Alla fine del pranzo si e' data mano all'unico uovo, uno di quelli venduto per raccogliere fondi non mi ricordo piu' per combattere quale malattia, portato da mia figlia.
Poiche' la mia storia e' ben nota in famiglia, mi e' stato offerto di rompere l'uovo.
Mi sono rifiutato sdegnosamente.
Il record di un'intera esistenza segnata dall'esclusione da uno dei piu' grandi piaceri della vita non poteva essere "sporcato" a 60 anni per un uovo occasionale...
postato da: mikecas alle ore 20:26 | link | commenti (3)
categorie: cazzeggio
giovedì, 24 marzo 2005

Sempre a proposito della nascita del capitalismo e del libro "The Corporation" che ho quasi finito di leggere, c'e' una cosa che mi aveva colpito molto, all'inizio, e che vi voglio raccontare, anche se magari voi la sapevate gia'
I mercanti sono esistiti fin dagli albori della civilta' umana, anzi, probabilmente l'hanno creata. Un mercante, anche i fenici che solcavano il mediterraneo arrivando fino in Inghilterra, o chi prima di loro, era sicuramente un protocapitalista. Aveva cioe' bisogno di un certo risparmio (capitale) per mettere insieme le mercanzie necessarie per il suo viaggio, con la speranza di scambiarle con cose che a casa erano piu' preziose e ricavarci un vantaggio. Le carovane verso il favoloso Oriente richiedevano forse un impegno economico anche maggiore, con rischi piu' grandi, e mi immagino che diversi mercanti trovassero conveniente unire le risorse per difendersi meglio dai pericoli e dividere il rischio.
Sicuramente le societa' tra diversi mercanti erano diventate cosa comune nell'epoca delle grandi esplorazioni geografiche, e grandi sfruttamenti, del 1500. Il costo dell'armamento di una nave, o di piu' navi per ovvia sicurezza, del mantenimento dell'equipaggio e del carico di andata era sicuramente molto alto. Il rischio pure era notevole, perche' non erano solo gli elementi naturali a mettere in pericolo il successo del viaggio. Ma la ricompensa era veramente molto elevata, se la spedizione tornava carica di spezie pregiate o di altri tesori esotici. Per evitare che una singola spedizione sfortunata causasse il fallimento di una grande casata, le societa' commerciali divennero molto comuni. Erano societa' tra individui, che si conoscevano bene e che si rispettavano, almeno il piu' delle volte, e che mettevano in comune le loro risorse. Mi piacerebbe sapere di piu' sugli aspetti legali che gestivano e vincolavano queste societa'... dovro' studiare la cosa appena avro' un po' di tempo.
Tutto questo mi e' sempre sembrato ovvio e normale. La cosa che invece ignoravo completamente e' che fin dalla fine del 1500 e inizio 1600 sono nate anche le prime Societa' per Azioni. Societa' cioe' in cui la gestione era totalmente separata dalla proprieta', che era suddivisa in un gran numero di piccoli azionisti. Ero solito considerare questo aspetto di proprieta' legato sostanzialmente al moderno capitalismo industriale, ed un segno per di piu' della finanziarizzazione del capitalismo.
Mi sbagliavo completamente. L'origine delle SpA e' nel 1500, e tutte le loro peggiori prerogative si sono mostrate immediatamente.
Riporto da The Corporation:

"Operatori economici e politici avevano guardato con sospetto la corporation (la Societa' per Azioni) sin dai suoi esordi nell'ultimo scorcio del XVI secolo. Diversamente dal modello associativo prevalente, nel quale gruppi di persone relativamente ristretti. uniti da vincoli di lealta' personalee fiducia reciproca, mettevano in comune le proprie risorse finanziarie per avviare imprese da loro stessi amministrate oltre che possedute, la corporation separava la proprieta' dalla gestione: un gruppo di persone, amministratori e dirigenti, gestiva l'azienda, mentre un altro gruppo, gli azionisti, ne erano i proprietari. Molti ritenevano che questo modello del tutto singolare costituisse fonte di corruzione e scandali. Adam Smith, nel suo saggio La Riccheza delle Nazioni, ammoniva contro i rischi di "negligenza e sperpero" inevitabilmente derivanti dall'organizzazione dell'attivita' economica sotto forma di corporation, non essendo possibile far affidamento sui dirigenti come amministratori "del denaro altrui".
In realta', all'epoca in cui Smith scrisse quelle parole, nel 1776, la corporation era stata bandita in Inghilterra da oltre mezzo secolo. Nel 1720 il Parlamento inglese, di fronte alla proliferazione di corporation truffaldine che infestavano Exchange Alley, l'aveva dichiarata illegale. "

Quindi alcuni aspetti del capitalismo, che almeno io credevo legati allo sviluppo industriale, con le sue molte ombre e luci, erano in realta' gia' presenti, in tutta la loro potenza, nel bene e nel male, ben prima che l'industria nascesse o avesse un ruolo significativo. Questo aspetto mi ha rafforzato il pensiero che il periodo industriale, almeno quello delle grandi fabbriche con milioni di operai, ben organizzati nel lavoro e, successivamente, anche portatori di una visione politica di egemonia operaia, sia in realta' niente altro che un periodo transitorio nello sviluppo della societa' capitalistica, ormai quasi completamente superato, o per lo meno non piu' centrale.
Le conseguenze, sull'azione politica da perseguire oggi, credo siano rilevanti.... ma questo e' un altro discorso, da postporre a quando molte altre cose saranno chiare...
postato da: mikecas alle ore 21:21 | link | commenti (4)
categorie: sociopolitica
martedì, 22 marzo 2005

Oggi ho ripreso a leggere "The Corporation" di Joel Bakan, che avevo messo da parte per un po' di tempo.
Leggo nei 20 minuti di treno, e non sempre, quindi vado avanti lentamente. Oggi l'ho ripreso perche' devo chiarirmi alcune idee a proposito della famosa nota sullo sviluppo del capitalismo che sto faticosamente scrivendo, e mi e' tornata in mente un'osservazione fatta tempo fa, quando avevo incominciato a leggerlo. Avevo appena finito un romanzo di fantascenza di Stirling: "Isole nella Rete", che e' diventato il mio consiglio del mese di novembre. In questo romanzo, che e' una intelligente anticipazione di una possibile societa' futura caratterizzata da una copertura globale della Rete informatica e dominata dalle Multinazionali, con pratica scomparsa degli Stati Nazionali (hehe... e' un concetto che anche gli americani...), alcune multinazionali si definiscono "etiche", e dichiarano di perseguire interessi globali difendendo la natura. Li' per li' mi era sembrato un punto debole del romanzo, una evitabile utopia, ma poi, leggendo The Corporation, ho scoperto che gia' ora alcune delle  piu' grosse multinazionali spendono un mucchio di soldi per apparire "etiche". Nel mondo moderno dell'apparenza, non occorre esserlo davvero, basta farlo pensare, e molti Consigli di Amministrazione ritengono importante sembrare rispettosi della natura e delle popolazioni piu' deboli. Solo che questa e' una bestemmia per i sostenitori di un capitalismo "puro", per cui l'unico dovere degli amministratori di una societa' deve essere l'interesse dei loro azionisti (e spesso "interesse" e' inteso in modo molto restrittivo di piu' alte rendite). Questa visione ha avuto anche il supporto di alcune sentenze di tribunali cui alcuni azionisti si erano rivolti. Per i dettagli conviene leggere il libro, che e' estremamente ricco di notizie e spunti di meditazione sulla societa' attuale, da cui poi non si puo' che essere pessimisti sul suo sviluppo futuro.
In ogni caso, quella proposta da Stirling non e' una situazione di pura fantasia, solo che e' forse troppo ottimista...
postato da: mikecas alle ore 21:19 | link | commenti (1)
categorie: sociopolitica
domenica, 20 marzo 2005

 Questa mattina io e mia moglie siamo tornati a fare il giro di Villa Ada. E' la prima volta, quest'anno, perche' quando e' umido o ha piovuto di recente, i viali asfaltati di Villa Borghese sono molto piu' percorribili dei sentieri fangosi di Villa Ada. Ma oggi la giornata era bellissima, il terreno asciutto, l'aria ancora fresca, l'ideale per la selvatica Villa Ada. Come al solito siamo entrati dal buco nel muro su Via Panama e abbiamo fatto il giro completo: giu' fino al laghetto e poi indietro attraverso la parte nuova e selvaggia. Un'ora abbondante di camminata a passo molto svelto.
C'era molta gente e molti bambini... o erano tutti qui o forse qualcuno ha ricominciato a farli . Diverse persone prendevano il sole sui prati, e i "Leprotti di Villa Ada" correvano per tutti i viali a gruppetti di due o tre. Solo il laghetto e' ancora in condizioni pietose, pieno di sporcizia e con l'acqua torbida.
E' stata una bellissima passeggiata, l'inizio ufficiale della primavera...
postato da: mikecas alle ore 21:34 | link | commenti (2)
categorie: cazzeggio

Durante il mio ultimo viaggio ad Amburgo, ma sostanzialmente negli interminabili spostamenti di andata e ritorno, tra voli veri e propri e lunghe attese in aereoporto, sono riuscito a leggere un libro.
Si tratta di un romanzo di fantascienza dal titolo "Volgi lo Sguardo al Vento" (Fanucci 2004) di Ian M. Banks, titolo originale "Look to Windward" del 2000,  che attendeva da tempo nel mio palchetto dei libri ancora da leggere. Questa e' stata la sua occasione, perche' rispetto agli altri non e' molto pesante e non dava problemi in valigia.
E' l'ultimo romanzo di Banks ambientato nell'universo della Cultura, una societa' interstellare, a predominanza umana, ma cui appartengono anche altre razze, nonche' automi, droidi, simulacri etc. E' una societa' sostanzialmente governata dalle Menti, enormi e praticamente onnipotenti Intelligenze Artificiali che si prendono cura e soddisfano ogni esigenza, ogni curiosita' ed ogni capriccio delle piccole menti organiche e non che popolano questo universo. E' una cultura di assoluta liberta' individuale, ma di una grande consapevolezza dei doveri dell'individuo, specialmente nei riguardi della societa' stessa. E' una cultura di immortalita', poiche' il proprio "essere" puo' essere registrato, messo in un corpo diverso, modificato a piacere, o in una macchina, o disperdersi in agglomerati di menti collettive. Nulla e' impossibile, nella Cultura, ma i problemi veri non cambiano poi molto.
Banks e' scozzese, e scrive estremamente bene, le trame sono originali, ed il linguaggio molto figurativo e coinvolgente. Non ho avuto modo di leggere niente in edizione originale, ma mi e' stato detto che anche le migliori traduzioni perdono una parte della bellezza del suo linguaggio. Consiglierei di leggere tutti i romanzi ambientati in questo universo, a cominciare da "Pensando a Fleba", che Fanucci ha ripubblicato in una nuova traduzione nel 2002, ma anche quest'ultimo puo' essere letto a parte, anche se fa continuo riferimento, senza pero' richiederne la conoscenza, ai fatti narrati in "Pensando a Fleba".
Come in tutti i romanzi di Banks, sono molti gli spunti di riflessione che propone, ma in questo caso due credo predominino sugli altri. Il primo riguarda i rapporti di questa grande civilta' con altre realta' piu' piccole, o ancora in sviluppo. Nonostante la filosofia predominante sia quella della piu' assoluta liberta', ci possono essere casi in cui un intervento a fin di bene, magari nascosto, possa sembrare necessario. E ci possono essere casi in cui questo intervento provochi una tragedia. Il paragone con l'interventismo statunitense di questi ultimi anni e' molto palese, anche se il seguito e' molto diverso, almeno in alcune parti, perche' la Cultura e' colpita da un profondo rimorso per quello che e' successo a causa sua, e cerca di porre tutte le sue risorse a disposizione dei danneggiati, che invece cercano solo una vendetta che equilibri le perdite sofferte. Il tema del rimorso e' ricorrente, su diversi piani, e finisce con l'intersecarsi con un altro grande tema, la sostenibilita' dell'immortalita'.
Come il romanzo, attraverso una trama avvincente e personaggi credibili pur nella loro distanza dalla nostra esperienza, affronti e risolva questi aspetti, credo debba essere demandato alla lettura del libro.
Un grande romanzo di fantascienza, ma non solo, se si e' capaci di capire l'universalita' dei problemi che pone.
postato da: mikecas alle ore 20:57 | link | commenti
categorie: libri
sabato, 19 marzo 2005

Ho letto alcune cose sulla difficolta' che sembra esserci nel ricordare fatti successi non molto tempo prima, e di agire in conseguenza dell'esperienza precedente, da persona razionale, e mi e' tornato in mente questo racconto, della serie dei Racconti Intorno al Fuoco di Mikecas, che, ammesso ci sia qualcuno interessato, possono essere trovati sul mio sito web.
Ripubblico qui questo racconto perche' e' al di fuori della serie principale, a parte l'ambientazione generale, e poi mi piaceva farlo...

L'Importanza della Memoria

Il vecchio Mikecas sedeva davanti al fuoco centrale del villaggio. Sedeva ne' troppo vicino ne' troppo lontano dal fuoco, ma in ogni caso il suo davanti era riscaldato violentemente dalle fiamme, al limite della scottatura, mentre la schiena era esposta al gelo dell'ambiente circostante. La pelle di lupo che gli ricopriva le spalle si dimostrava ogni giorno di piu' insufficiente. Era ormai quasi completamente spellacchiata e non lo proteggeva piu' dal freddo. Mikecas si chiese cosa avrebbe potuto fare, ormai cosi' vecchio, per convincere q qualcuno dei giovani cacciatori ad uccidere un altro amico lupo per tenere al caldo lui. Scaccio' il pensiero dalla testa, perche' forse non vi sarebbe piu' stato bisogno di una nuova pelle di lupo. I dolori che sentiva in tutto il corpo aumentavano continuamente, e oramai gli era difficile fare anche semplici movimenti, per non parlare delle banali esigenze corporali che diventavano sempre piu' dolorose. Era evidente che era finalmente giunto alla fine della sua fin troppo lunga vita, ma ancora si aggrappava a qualche spicciolo di speranza, perche' l'idea di lasciare soli i giovani cuccioli della sua tribu' lo riempiva di una paura ancora piu' grande. Il tramonto si stava avvicinando, con il gelo della notte che si apriva lentamente la strada attraverso le fiamme del fuoco, colpendo con insistenza le sue deboli spalle, irrigidendogli i muscoli, facendogli desiderare di potersi ritirare entro la sua tenda, riparato dalla vecchia pelle d'orso, che ancora gli permetteva di trascorrere delle notti confortevoli. Ma era troppo presto. I giovani guerrieri stavano rientrando al villaggio, alcuni portando della selvaggina catturata durante i loro percorsi di guardia. Le giovani donne incominciavano a lasciare i lavori quotidiani, e poco alla volta si avviavano verso il centro, insieme ai bambini piu' grandi. Il cerchio di persone intorno al fuoco stava aumentando, tutti seduti in silenzio guardando lui, Mikecas. Come erano giovani!!! Praticamente ragazzi, dal suo antico punto di vista. Ma era ormai l'unica umanita' rimasta. Nessuno riusciva ad invecchiare piu', per qualche strana ragione. Tranne lui, Mikecas. Ormai tanto vecchio che non riusciva piu' a ricordarsi quanti anni aveva, ma la cosa era chiaramente di scarsa importanza. Ormai il cerchio era completo. Diverse decine di facce giovani lo guardavano, ansiose che lui incominciasse a raccontare, ma timorose di chiedergli di incominciare. Mikecas tenne ancora per alcuni istanti gli occhi chiusi, con il capo chinato contro il petto, poi alzo' la testa, guardo' tutti quelli riuniti, facendo scorrere con lentezza lo sguardo su tutto il cerchio. -Figli miei - incomincio' come sempre, anche se ormai nessuno era figlio suo, e nemmeno nipote, essendo tutti di almeno una generazione successiva - vi voglio raccontare quello che avvenne tanti anni fa, affinche' quel ricordo venga tramandato da generazione a generazione, e ogni generazione abbia piena consapevolezza di cosa avvenne e del perche'. - Questa frase che ormai ripeteva ogni giorno gli sembrava sempre piu' inutile, perche' e' vero che lo ascoltavano con interesse, ma era come se lui raccontasse avvenimenti di un mondo di fantasia, non del loro stesso mondo, solo alcuni anni prima. Quello che sembrava lentamente scivolare via era la consapevolezza della memoria della storia passata. Per questo Mikecas ripeteva i suoi racconti ogni giorno, ormai un rito consolidato della tribu', ma con sempre minore speranza di riuscire a trasmettere il vero significato del suo racconto. - Tanti anni fa - riprese a narrare - il nostro mondo era ricco e potente. Tutte o quasi le malattie erano state sconfitte, la vita era lunga e sana per tutti. O quasi - si costrinse a dire, perche' non era mai bene mentire, nemmeno a chi non avrebbe comunque capito - Vi erano ancora zone in cui la vita era difficile e breve, in cui le sofferenze tra la popolazione erano alte. Il problema nasceva dall'esistenza di un Impero, l'Impero Cowboy Hiphop, che aveva come suo principio base il massimo benessere della minima parte della sua popolazione, a scapito ovviamente del resto della popolazione e ancor piu', del resto del mondo. A questo impero, si contrapponeva, in maniera apparentemente blanda, una Confederazione, la Confederazione Europae, che pero' spesso non riusciva ad avere un'opinione comune e all'interno della quale l'Impero Cowboy Hiphop riusciva spesso ad introdurre dei volgari traditori. Uno di questi traditori, tale Silvius, governo' per diversi anni il regno di Utopia, che ricopriva le terre in cui stiamo ora noi. La spudoratezza di questo viscido uomo avrebbe dovuto far nascere una ribellione popolare, ma il suo controllo della Galassia Mediaset, e successivamente anche del Cavallo Rampante, rendeva la nascita di un'opposizione organizzata estremamente difficile. Sono un piccolo nucleo di persone, il Popolo Nascosto dei Chatzari, riusci' a tenere accesa la fiammella dell'opposizione. Furono tempi molto bui, con sangue versato da entrambe le parti. La vita normale era ormai impossibile, nessuna persona, al mattino, sapeva piu' se avrebbe potuto ragguingere indenne la sera. E ogni notte era una notte di morte e dolore. Nel frattempo nuovi imperi nascevano, in particolare l'impero del Mondo di Mezzo. Impero che aveva gia' dominato il mondo millenni prima, e che ora voleva tornare a dominarlo. L'Impero Cowboy aveva pero' preparato tutte le sue pedine, attraverso le cosiddette "guerre preventive", e si sentiva abbastanza forte da poter prevalere. - Mikecas si guardo' intorno. Gli sguardi ansiosi di conoscere il finale della storia lo circondavano. E lui ogni giorno raccontave lo stesso racconto, con particolari diversi, ma era sempre la stessa storia. Ed ogni giorno tutti quegli occhi lo guardavano per sapere come andava a finire la storia. La stanchezza era ormai opprimente, ed il cerchio che sentiva intorno al petto sembrava stringersi sempre piu'. Apri' con fatica gli occhi, tanti sguardi ansiosi ma silenziosi lo tenevano sotto osservazione. -I Chatzari cercarono di contrastare lo scontro tra i due imperi, riuscendo alla fine a smuovere il pachiderma della Confederazione Europae. Ma lo scontro sembrava ormai inevitabile.... - Il dolore al petto lo colpi' come un pugnale incandescente, ed il capo gli si reclino' sul petto. -Allora, nonno, come e' finita la storia? - oso' infine chiedere un giovane viso piu' audace degli altri. Ma Mikecas non lo poteva piu' sentire, libero finalmente dal peso di dover raccontare una storia che nessuno era capace piu' di ricordare.
postato da: mikecas alle ore 13:58 | link | commenti
categorie: racconti
venerdì, 18 marzo 2005

 Ieri il viaggio di ritorno e' stato di una assoluta mancanza di emozioni. Un viaggio perfetto
Un po' troppo caldo a Roma, per l'abbigliamento che avevo, ma sciarpa e berretto erano in valigia, e la sudata non e' stato poi troppa.
Oggi visita dal medico e poi giornata tranquilla. Sono riuscito anche ad andare un po' avanti sia nell'ultimo Racconto Intorno al Fuoco, che alla nota sullo sviluppo del capitalismo e la nascita degli stati nazione.
Il racconto, in particolare, sta un po' soffrendo. Non riesco a trovare un periodo in cui mi possa concentrare per cercare di concluderlo. Qualcuno avra' forse letto la prima parte, che ho postato su Newtopia, Spazio Forum ed altri forum.... ora devo riuscire a rendere credibile la nascita di una religione monoteista da un'olocausto nucleare... con anche deviazioni scismatiche...
Mi serve un po' di tempo veramente libero.
La nota sul capitalismo visto da Wallerstein ha preso lo slancio necessario per superare gli scogli e le difficolta' iniziali. Ora e' questione, come sempre, di tempo....
Vedremo cosa sono capace di fare nel weekend...

postato da: mikecas alle ore 21:44 | link | commenti
categorie: cazzeggio
giovedì, 17 marzo 2005

Questo l'avevo scritto ieri sera, anche se lo posto ora:

Questa sera il mio Mac vede un segnale di rete wireless molto forte, e la riconosce facilmente... solo che poi non succede niente. Non riesco a connettermi ad internet in alcun modo. Probabilmente il server verso l'esterno dei laboratori ha problemi. Non mi rimane che scrivere queste ultime, per ora, cronache amburghesi e sperare di poterle postare domani quando saro' arrivato a casa. A meno che il problema non si risolva in breve tempo, cosa che mi sembra molto improbabile. Sono costretto quindi a tornare ad una cronaca "in differita". Oggi la giornata e' iniziata grigia come al solito, ma poi il cielo si e' progressivamente fatto piu' chiaro, fino a far trasparire l'esistenza di un sole. Contemporaneamente la temperatura ha cominciato a salire, raggiungendo i 15 gradi. Con i piumoni che indossiamo, c'e' ormai da sudare. Ma sara' ancora piu' duro il ritorno a casa domani, se a Roma rimarra' il caldo di oggi. La primavera sembra ormai essere arrivata.... Forse anche fino a qui, ma potrebbe essere anche solo una finta.
Il lavoro che dovevamo fare l'abbiamo fatto. La proposta per l'esperimento e' pronta e verra' mandata a chi di dovere venerdi, dopo un ultimo esame incrociato tra noi e i collaboratori tedeschi. La revisione della strumentazione di nostra responsabilita' e' stata completata senza trovare particolari problemi. Un allarme ci e' giunto nel primo pomeriggio, poiche' sembrava che un motore che deve inserire una targhetta sottovuoto (uno dei 25 che abbiamo istallato) non funzionasse bene, e venerdi' tutto deve essere pronto per la ripartenza dell'acceleratore. Ovviamente non era possibile effettuare un controllo diretto fino a dopo le 17, poiche' vi erano altri lavori in corso che impedivano l'accesso. Alla fine, come succede quasi sempre in questi casi, abbiamo scoperto che il motore funzionava perfettamente, solo che i comandi software, di responsabilita' tedesca, erano stati modificati da non si sa' chi. Se chi si era accorto del problema, avesse pensato per prima cosa a questa possibilita', il problema sarebbe stato risolto in mezz'ora. Purtroppo succede sempre che si tende a dare la colpa delle cose che non funzionano agli altri, lasciando sistematicamente per ultima la possibilita' che sia colpa propria. Forse e' un'errore che facciamo anche noi, anche se almeno io cerco di evitarlo, e sicuramente non e' prerogativa particolare dei tedeschi....
Ma oggi il commento di tutti noi, alla fine, e' stato: e' normale... sono tedeschi...
In ogni caso domani si torna a casa....
postato da: mikecas alle ore 17:52 | link | commenti
categorie: amburgherie
martedì, 15 marzo 2005

Classica giornata amburghese. Cielo inesorabilmente, inevitabilmente, perennemente grigio. L'unica variabilita' si ha nel tono del grigio, da un po' piu' chiaro a un po' piu' scuro, in funzione della copertura nuvolosa e della posizione del sole (sole?... eppure ci dovra' pure essere, visto che di giorno e' un po' piu' luminoso che di notte...). La solita sottile pioggerellina insistente, ma non malevola, a meta' giornata. Abbiamo anche toccato gli 8 gradi... non fa piu' freddo.
Il meeting e' andato bene. Il piu' giovane un po' di emozione l'ha fatta trasparire, e il discorso non fluiva con continuita'. Ma quello che doveva dire l'ha detto, e poi si fara' le ossa. Tra l'altro quello su cui sta lavorando ora e' un argomento completamente nuovo per lui, che durante il dottorato di ricerca si e' occupato sostanzialmente di teoria degli acceleratori, e ora si trova a dover mettere le mani, materialmente, su di uno. Credo che superera' il trauma iniziale, anzi, lo spero, visto che un po' ci ho scommesso su di lui. Quello piu' anziano non ha avuto problemi. Ha parlato quasi sempre lui, e con molta cognizione di causa. Ne sono soddisfatto. Ora dovro' scrivere il riassunto della discussione finale, e poi tutto sara' pronto per essere posto sul web, a disposizione di chiunque sia interessato. Domani presenteremo la richiesta di tempo macchina per questo anno, e un accenno alle necessita' per l'anno successivo. Poi potremo tornare a casa.
Passando ad argomenti piu' frivoli, ma di molta maggiore importanza concreta, ieri sera abbiamo scoperto con sommo dispiacere che e' cambiato il cuoco del Bistro'. Ora non ci va piu' nessuno, e sappiamo perche'.
Questa sera siamo andati in un centro commerciale qui vicino, dove abbiamo fatto alcune spesucce (te' verde giapponese e cinese, uova di salmone e patatine al peperoncino), e poi ci siamo fermati a mangiare qualcosa in una mangiatoia di pesce. Era un posto che avevo sempre rifuggito, appartenente ad una grossissima catena, ma devo dire che il risultato e' stato migliore del previsto. Del pesce impanato e fritto con un riso all'orientale. Scopriro' in nottata se l'impressione era veritiera o se vi e' una trappola nascosta...
Per ora, buona notte a tutti...
postato da: mikecas alle ore 20:30 | link | commenti
categorie: amburgherie
lunedì, 14 marzo 2005

Questa mattina, quando mi sono svegliato, fuori era tutto bianco. Pochi millimetri, ma resi ben sodi dalla bassa temperatura. Il cielo era pero' sereno, e di li' a poco e' spuntato il sole, cosa piuttosto rara da queste parti. L'aria limpida e frizzante, la mancanza di vento, e quel "tepidore' che il sole riusciva comunque a far giungere, hanno reso la giornata una bella giornata. Abbiamo addirittura toccato, per poco pero', i 4 gradi Celsius.
Per il resto, nulla da dichiarare.... Il lavoro prosegue come previsto, e la preparazione del meeting di domani, causa prima della mia presenza qui, avanza tranquillo. I ragazzi (ragazzi per modo di dire...) che dovranno tenere le relazioni principali, hanno quasi completato la loro stesura, solo uno e' ancora al lavoro anche questa sera, ma e' un perfezionista ... sono sicuro che domani mattina sara' tutto a posto, e il meeting incomincia solo a mezzogiorno... c'e' tempo piu' che sufficiente per le ultime correzioni. Uno dei due e' alla sua prima esperienza... ma deve dire solo poche cose... vedremo come se la cavera'.
E' un meeting di gruppo, comunque... tra pochi intimi. Non ci dovrebbero essere problemi di emozione.
Domani vi faro' sapere... perche' sono sicuro che sarete ansiosi di sapere come andra' a finire....

postato da: mikecas alle ore 21:37 | link | commenti (2)
categorie: amburgherie