Il rinnovo del contratto dei dipendenti pubblici ha scatenato molte polemiche. Troppe, e troppo variegate, per essere discusse in un post del genere.
Vorrei, per il momento, fare una semplice osservazione.
Da diverse parti, a cominciare da alcuni esponenti del governo fino ad alcune frange significative della Confindustria, si sono alzati lamenti sul costo di questo contratto, ponendo l'accento sull'eccessivo numero dei dipendenti pubblici in Italia, confrontati col resto del mondo.
A parte che il confronto andrebbe fatto in modo omogeneo, tenendo conto di quanto e' "pubblico" in Italia e negli altri paesi, rimane il fatto che l'eccesso di dipendenti pubblici Italiani e' reale.
Cosa a cui ha gia' cercato di porre rimedio questo governo delle meraviglie, che aveva dichiarato, come programma della propria amministrazione, di voler portare la ricchezza per tutti.
La ricchezza l'ha senza dubbio portata ad alcune particolari categorie di persone, quelle che il nostro PdC ha recentissimamente portato ad esempio di come sono ricchie e felici gli Italiani.
Per i dipendenti pubblici, invece, per risolvere il problema del loro numero la decisione e' semplicemente stata quella di bloccare qualunque assunzione. Dovunque e in qualunque caso (a parte poche "deroghe" faticosamente contrattabili, e immaginatevi come, con l'esecutivo stesso).
Cioe' non si fa' alcuna distinzione tra settori efficienti e con scarsita' di personale e settori con personale pletorico, incompetente ed inefficiente. A mia personale conoscenza esistono realmente entrambe le situazioni.
Il risultato e'un effettivo aumento dell'inefficienza dell'amministrazione pubblica, chiunque capisca qualcosa dell'organizzazione del lavoro puo' confermarlo.
In compenso, passando ieri per il centro di Roma, quello della "politica", ho potuto osservare un numero enorme di persone che ciondolavano attorno ai "palazzi", tra autisti in attesa, scorte che non scortavano, semplici guardaspalle, poliziotti e vigili messi a fare ... non si capisce cosa, e a finire anche alle guardie impalate, a coppie, ad ogni cancello, anche se chiuso.
Onestamente la maggior parte di questi mi sembrano assolutamente inutili, qualunque cosa pensi l'ego dei nostri politici.
Una ultima osservazione la vorrei fare sulle lamentele che accordando un aumento del 5.1% si e' superato il valore dell'inflazione dei due anni in questione.
Ma stiamo scherzando?
Quando verra' fatto e pubblicato un indice di inflazione adeguato ai dipendenti pubblici, in cui le zucchine avranno il loro adeguato peso, e non compariranno i viaggi in business class, e cose analoghe, allora si vedrebbe chi in ogni caso ci rimette.
Non so perche' sono arrivato a questo pensiero. Forse per un'osservazione su un forum che mi ha fatto pensare a da quanto tempo io sia coinvolto nel mondo dell'Universita'/ricerca.... o forse il fatto che cercando di revisionare un rapporto di ricerca, mi sia reso conto che io non riusciro' nemmeno a vederne la conclusione della fase progettuale, per non parlare della costruzione ed attivita'.... e ci lavoro da dieci anni.....
In ogni caso, indipendentemente dalla ragione, quello che mi e' balzato in mente e' la mail ricevuta un paio di settimane fa da parte del Presidente dell'Ente di ricerca che mi paga lo stipendio:
Egregio Sig, xxxx (e' una mail diretta a tutti, quindi abbastanza impersonale), in occasione della discussione sul prossimo Piano Triennale del (
nostro ente), avremo il piacere di consegnare una medaglia ricordo a tutti i dipendenti che,
come lei, hanno per tanto tempo.... etc etc....
Li' per li' l'avevo presa con indifferenza. Che sono vecchio lo so per ben altre ragioni.....
Oggi pero' la cosa mi ha colpito in modo diverso. E' come se mi fosse stata consegnata la dichiarazione ufficiale che sto in fin dei conti rompendo le palle. e se mi togliessi di torno, sarebbe meglio....
In realta' so bene che non e' cosi' (non fosse altro che, grazie al nostro super primoministro, se andassi in pensione oggi, non potrei comunque essere sostituito prima del 2008.... e quindi tanto vale che si tengano me

). Le attivita' che ancora svolgo sono tante, specialmente di supporto al lavoro di gente molto giovane.... e qualche idea continua a venirmi.... e ci sono programmi che solo io posso portare avanti....
Ma non e' questo il problema.... in realta' non so quale sia.... ma in ogni caso... accidenti.... che cosa brutta e' farti notare che sei diventato vecchio.....
Sta tornando di moda dare la colpa all'euro di tutte le difficolta' dell'economia italiana. E' colpa dell'euro se le esportazioni diminuiscono, e' colpa dell'euro se siamo invasi da prodotti cinesi, ma sopratutto e' colpa dell'euro se i prezzi sono aumentati.
L'infondatezza di queste accuse e' evidente. Basta pensare che usare la lira o l'euro e' puramente un fatto nominale, essendo il loro rapporto un numero fisso. Euro o non euro, rimane pero' da spiegare perche' in Italia in questi anni ci sia stato un aumento dei prezzi cosi' superiore al resto d'Europa.
In attesa di una spiegazione completa da parte di qualcuno che capisca e padroneggi veramente l'intero problema, qualche osservazione spicciola, basata sull'esperienza personale, puo' essere fatta.
Nell'Italia della lira, si era in presenza di una continua lievitazione dei prezzi, che veniva accettata con una paziente rassegnazione, alimentata da aspettative di inflazione piu' alta che nel resto d'Europa. L'aumento dei prezzi faceva poi aumentare l'inflazione giustificando, a posteriori, i timori iniziali, ed il circolo perverso poteva riprendere. E' un fenomeno molto ben conosciuto. Una periodica svalutazione della lira resettava le tensioni che venivano causate sul mercato internazionale dei cambi. In tutto questo pochi ci guadagnavano e molti ci perdevano. L'aumento spropositato del debito pubblico e' anche servito a far si' che le perdite dei molti non fossero cosi' alte da generare una reazione collettiva.
L'entrata nella moneta unica, ben prima che l'euro apparisse materialmente in circolazione, ha per un po' interrotto questo circuito vizioso. L'impossibilita' di svalutare ha per un periodo limitato portato ad una certa stabilita' dei prezzi, aiutata anche da una decisa discesa del livello degli interessi fino ad un valore vicino a quello medio europeo.
Ma l'industria italiana e' fortemente esposta alla concorrenza dei paesi del terzo mondo, la rete di distribuzione ha troppi passaggi che drenano troppo valore (non si capisce se no come e' possibile che la frutta italiana costi sui mercati tedeschi meno che su quelli italiani, anche se sempre di piu' della frutta spagnola) e la burocrazia, spesso inutile e controproducente, rende difficile, costosa e lenta qualunque operazione.
In questa situazione, con l'aggravante di altri aspetti che non e' il momento di affrontare, prima un settore, poi un altro, ed infine praticamente tutti hanno ricominciato ad aumentare i prezzi, come se la stasi precedente fosse stata psicologicamente insopportabile. Poiche' pero' il vecchio meccanismo non era piu' perseguibile, dato che la svalutazione riequilibratrice e' ora impossibile, e' stato trovato il modo, formalmente corretto, di far aumentare i prezzi e tenere bassa l'inflazione nominale, in modo da bloccare sostanzialmente i salari.
Per chi invece non era vincolato da fattori del genere (tipo parcelle di liberi professionisti), l'adeguamento ai prezzi e' stato immediato, e spesso anche superiore.
Il risultato complessivo e' stato che una piccola parte della popolazione ha visto aumentare i suoi reddidi effettivi, mentre la maggior parte li ha visti drasticamente diminuire. E cio' in presenza di una continua perdita di competitivita' del complesso dell'economia italiana.
Che Moby Dick fosse in gestazione era ormai evidente. Ma molti speravano che la gestazione si risolvesse in un aborto spontaneo....
Ora invece mi sembra quasi di sentire i primi vagiti.....
Mi rimane solo la flebile speranza che si tratti del pianto di Rutelli.... ma non ci posso credere troppo...
L'argomento del giorno sembra essere la recessione in cui e' caduta l'Italia.
Ovviamente ci siamo dentro da diverso tempo, come molti indici rendevano evidente.... ma solo da pochi giorni sembra permesso parlarne.
Chissa' se dopo le elezioni a Catania di domani sara' anche permesso occuparsene.
Per il momento si assiste ad una guerra di tutti contro tutti... la Confindustria vuole la diminuzione del costo del lavoro, la Confcommercio vuole un aumento dei consumi, il cittadino comune vorrebbe tanto consumare di piu'... ma se non aumenta il costo del suo lavoro non potra' farlo.... :)
Poiche', al di la' degli scherzi, uscire da questa situazione non sara' ne' semplice ne' indolore, speriamo di affrontarlo il piu' presto possibile e seriamente, evitando soluzioni demagogiche o iperliberiste... entrambe hanno sempre il fiato corto, e a noi serve una soluzione di respiro piu' lungo...
Su un forum e' stata lanciata una domanda a tutti: come eravate dieci anni fa?
Inizialmente l'ho presa un po' sul ridere... dieci anni sono un periodo lungo per un trentenne, e magari anche per un quarantenne... ma per me, dieci anni rappresentano una frazione abbastanza piccola della mia vita... che differenza poteva esserci, dieci anni fa?
Invece.... a pensarci bene... una grossa differenza c'e' stata.
Dieci anni fa ero nel pieno del mio periodo lavorativo in cui una Persona Importante (o che si credeva tale) stava cercando di fare terra bruciata intorno alle attivita' del gruppo in cui lavoravo, nel tentativo di farlo morire per consunzione. Ed il potere per farlo lo aveva. Per fortuna il nostro ambiente permette vie di fuga, e noi un sentiero di uscita dalla zona bruciata l'abbiamo trovato. Il sentiero ci ha portato pero' all'estero, in una collaborazione internazionale che voleva sviluppare molto oltre i limiti conosciuti una tecnologia di accelerazione di particelle. Un'attivita' a rischio, e nemmeno molto centrale, ma ben considerata a livello mondiale.
Per me si e' trattato di guidare un gruppo in una attivita' in cui ero entrato da poco, in un ambiente che non conoscevo, ed in cui le gerarchie e le competenze erano antiche.....
Ho sgomitato, ho pestato qualche piede, mi sono fatto qualche nemico, ma anche molti amici, che lo sono tutt'ora.... ho raccontato un mucchio di palle.... e ho dovuto lavorare durissimamente per cercare di rendere concrete almeno alcune di quelle palle....
Dieci anni fa ero nel momento in cui le prime risposte positive a tutto questo sforzo stavano arrivando... in cui ormai avevo la considerazione di tutta la collaborazione... e anche se riconoscimenti di carriera o semplicemente scientifici, in Italia, non potevano ancora arrivare, ero ormai abbastanza soddisfatto del mio lavoro.
Avrei dovuto aspettare ancora qualche anno per poter vedere passare il cadavere (metaforico) della Persona Importante lungo il fiume.... ma alla fine e' passato....
Poi sono arrivati anche i riconoscimenti in patria, anche di carriera, ma sopratutto scientifici... e la possibilita' di far vincere qualche concorso di passaggio di livello interno a chi mi aveva aiutato in tutti quegli anni con un lavoro tecnico di alto livello.... e quell'attivita' ha avuto un successo al di sopra di ogni speranza, e sara' la base del prossimo grande acceleratore mondiale... ma dovra' occuparsene qualcun altro, perche' ci vorranno altri dieci anni prima che il progetto decolli realmente. Chissa' se in quel momento ci si ricordera' nemmeno che la partecipazione italiana e' dovuta anche al lavoro di quel piccolo gruppo di persone cosi' poco considerate....
Effettivamente dieci anni possono essere molti anche alla mia eta'... ora non avrei sicuramente la forza di fare quello che ho fatto allora....
Negli ultimi giorni non riesco piu' ad accedere ai controlli del mio sito web. Non riesco a collegarmi ne' via ftp ne' via web. Il sito e' li', e lo potete vedere... ma non posso aggiornarlo.
Sembra sia un problema temporaneo, ma temo non abbiano capito cosa sia.
Nel frattempo, anche per prepararmi ad una eventuale migrazione che potrebbe diventare necessaria per varie ragioni, tra cui il limite di spazio gratuito che virgilio mette a disposizione, e la non chiara (per me) relazione che esiste tra virgilio/tin e telecom/alice, ho aperto un sito "mirror" su altervista, che, oh che fantasia..., si trova a:
http://mikecas.altervista.org
Per ora quest'ultimo e' piu' aggiornato, anche se e' solo un "restiling", non c'e' in realta' niente di nuovo.
Per un poco li portero' avanti entrambi (quando riusciro' nuovamente ad avere il controllo di virgilio)... poi vedro' il da farsi...
Sono un tifoso di calcio molto moderato. Nel senso che se vince la Juventus sono lievemente piu' contento che se perde.... ma niente piu' di cio'. Sono anche ormai convinto che questo calcio italiano vada sostanzialmente chiuso, con tutti gli attori principali mandati a casa. E i calciatori non sono poi la parte peggiore... solo, in generale, la piu' stupida.
Pero' oggi.... be'.... sono stato un po' piu' contento del solito....
Non ho molto da scrivere, in questi giorni... e non voglio mettere qui quello che sto scrivendo sul medioevo, la sua nascita ed il suo trasformarsi nel capitalismo, perche' sono ancora all'inizio, e devo ancora definire completamente la linea generale del discorso.
Allora vi propongo un vecchio "Racconto Intorno al Fuoco" , uno breve, che puo' stare qui. Mi scuso con chi l'avesse gia' letto da altra parte (non ultimo il mio sito web, dove sono raccolti tutti, tranne l'ultimo che e' ancora in scrittura).
E' una delle "paraboline", senza ovviamente alcuna pretesa di essere scritta bene, ma era solo un esempio in una discussione piu' ampia.
La Caverna
Mikecas, seduto il piu’ possibile vicino al fuoco, tentava di riscaldare un po’ le sue vecchie ossa e quel poco di carne che ancora vi rimaneva attaccato, aspettando che tutti i ragazzi del villaggio prendessero posto intorno a lui. Era ancora pomeriggio, ma in questi gelidi giorni invernali, i pomeriggi erano scuri e freddi come le notti, ed il fuoco bastava appena ad evitare che il fiato condensasse in neve e lo ricoprisse di bianco. Ma forse era solo la sua vecchiaia, ed il non riuscirsi ad abituare al nuovo mondo, perche’ i ragazzi intorno a lui erano si’ ben coperti, ma non sembravano affatto resi piu’ tranquilli dal freddo.
“Questa sera vi raccontero’ la storia della caverna” inizio’ Mikecas, generando un brusio di dispiacere.
Sorrise dentro di se’, perche’ sapeva che non era una delle storie piu’ amate, ma era una storia che andava raccontata spesso.
“Tanti e tanti anni fa,” continuo’ “ una tribu’ viveva dentro un’enorme caverna. Centinaia, forse migliaia, di uomini e donne vivevano in questa caverna. Vi nascevano, crescevano, amavano, generavano figli, li crescevano con il duro lavoro, li abbandonavano al loro destino, rubavano, uccidevano, sfruttavano gli altri, vivevano insomma nel modo che preferivano, ne piu’ ne meno come tutti noi. Solo una cosa era regolata da una rigida procedura di votazione e veniva attuata la volonta’ della maggioranza. La caverna possedeva un complesso e raffinato sistema di illuminazione, tramite il quale era possibile illuminare tutti gli ambienti in cui era suddivisa la caverna di luce intensa o moderata, crepuscolare o abbacinante, rossa, gialla, o azzurra. Anche bianca, se necessario. Ed il livello di illuminazione desiderato veniva messo ai voti periodicamente Da sempre esisteva un gruppo di persone che voleva tenere le luci spente, o al minimo di illuminazione, perche’ in questo modo era piu’ facile rubare, assassinare, usare impunentemente violenza agli altri. La maggioranza voleva invece la caverna illuminata, proprio per evitare o rendere minimi quelle situazioni. Ma chi voleva la luce abbacinante lottava strenuamente contro chi, per non avere problemi agli occhi, la voleva di intensita’ piu’ moderata, dicendo loro che si comportavano peggio di chi la voleva spenta, almeno loro erano coerenti con i loro desideri. Chi la voleva bianca, per poter riconoscere tutti i colori, veniva violentemente attaccato da chi la voleva rossa, per vedere meglio anche negli anfratti piu’ bui. Per la stessa identica ragione, c’era chi la voleva blu, e riteneva che tutti gli altri fossero comunque peggio di chi voleva la luce spenta, perche’ si limitava negli obiettivi ed era oggettivamente dalla stessa parte, per di piu’ in modo non coerente con le proprie dichiarazioni. C’era poi chi dichiarava che in realta’ quello che bisognava fare era trovare il modo di uscire dalla caverna, alla luce del sole, per cui chi chiedeva una buona illuminazione per vivere meglio in realta’ non voleva risolvere il vero problema, mentre quello dell’illuminazione era inessenziale e fuorviante.”
Mikecas si guardo’ attorno, osservando tutti i visi attenti. “Secondo voi, chi voleva la luce forte aveva piu’ ragione di chi la voleva moderata?” chiese.
Dopo qualche istante di silenzio, una timida voce si fece sentire
“Certo che se la luce e’ debole non si vedono bene le cose, e se e’ troppo forte puo’ fare male agli occhi, come guardare il sole….”
“…e allora?” lo stimolo’ Mikecas
“Non so… potrebbero avere ragione entrambi… dipende dalla situazione. Per illuminare le parti piu’ profonde c’e’ bisogno di luce forte… ma vicino alla sorgente, questa puo’ dare fastidio… potevano forse mettersi d’accordo in modo che…”
“E chi voleva la luce rossa?” lo interruppe bruscamente Mikecas
“E’ vero che alcune cose si vedono meglio con la luce rossa, se sono in certi buchi…” disse un’altra voce
“Ma con la luce blu si vedono meglio le pietre da lavoro nella caverna centrale” intervenne un terzo.
“E chi riteneva che l’unica soluzione fosse uscire all’aperto?” chiese allora Mikecas
“Beh… sicuramente vivere come noi sarebbe stato sicuramente meglio” disse ancora un altro, ma fu subito contestato dal ragazzo che gli sedeva accanto
“Se vivevano nella caverna evidentemente qualche ragione l’avevano. Ad esempio non avrebbero avuto il freddo che abbiamo noi d’inverno, o forse fuori c’erano animali predatori troppo forti”
“In effetti vivere in una grande caverna puo’ avere molti vantaggi” aggiunse compunto un altro ragazzo. Per un momento vi fu silenzio.
Poi Mikecas riprese: “Quindi ognuno, dal suo punto di vista, aveva ragione”
Un mormorio di assenso accompagno’ queste parole.
“Pero’ “ concluse allora Mikecas “poiche’ ognuno riteneva la propria ragione assolutamente irrinunciabile, e quindi nessuno era disposto a cedere qualcosa per ottenere un compromesso che accontentasse e scontentasse nello stesso tempo tutti, da decenni la luce nella caverna era tenuta spenta, ed era facile rubare, uccidere, stuprare e fare violenza agli altri….”
Questa mattina io e mia moglie siamo tornati a fare il solito giro di Villa Ada. Ce l'eravamo presa comoda, poi il medico mi ha convinto che e' bene fare almeno una piccola colazione al mattino.... insomma, siamo usciti di casa alle 10:15 circa. Alle 10 e mezza eravamo ormai ben dentro Villa Ada, con l'impressione che ci fosse molta piu' gente del solito. Inizialmente abbiamo pensato che fosse dovuto all'ora, piu' ritardata rispetto al nostro solito.... ma poi ci siamo accorti che molti portavano sacconi, cesti, borsoni termici, e ci siamo ricordati improvvisamente che oggi e' il 1˚ Maggio, ed e' tradizione fare un pic-nic all'aperto.
La giornata calda (anche un po' afosa), lo splendore di Villa Ada in primavera, stavano portando frotte di persone a passare li' dentro la giornata.
Mi e' spiaciuto di non aver portato la macchina fotografica, perche' alcuni scorci meritavano di essere immortalati. Gruppi numerosi che cercavano di accaparrarsi gli spazi migliori, anche intorno al gigantesco tavolo con sedia che troneggia al centro di un prato, coppie con "coperta matimoniale" stesa tra sole ed ombra. Tipicamente i maschi tiravano calci ad un pallone, mentre le femmine stavano stese al sole. Frotte di bambini (finalmente ho visto tanti bambini) affollavano i (pochi) spazi attrezzati per loro. E dovunque un enorme numero di cani lasciati totalmente liberi.
Questo e' un vizio veramente duro da eliminare, insieme a quello di non raccogliere mai gli escrementi delle loro bestiole. Meta' dei cani di Roma saranno stati a Villa Ada, oggi, mentre l'altra meta' avra' scorazzato per Villa Borghese... sempre ovviamente liberi. Il grosso numero di cartelli appesi agli alberi da padroni affranti che hanno perso il loro cane non sembra far capire assolutamente niente, oltre al pericolo che possono rappresentare per persone o altri cani.
Una passeggiata molto piacevole, conclusa con uno spumantino al fresco di casa nostra....