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giovedì, 29 dicembre 2005

L’etica, gli affari e la politica

Gli avvenimenti di questi giorni nel mondo della finanza, che ha coinvolto anche il mondo delle cooperative, con le indagini su Conforte e Sacchetti, meritano alcune considerazioni, specialmente perche’ da molte parti questo fatto e’ colto come l’evidenza che la sinistra non e’ diversa dalla destra nella gestione degli affari, o perche’ se ne e’ approfittato per un attacco interno alla sinistra stessa, spesso in realta’ tra diverse forze economiche, in concorrenza tra di loro.
Una considerazione ovvia e’ che gli affari si possono fare in modo legale ed in modo illegale, modo che normalmente e’ piu’ efficiente, a scapito dei concorrenti, e di gran lunga piu’ facile. Se un affare e’ stato fatto illegalmente, e’ giusto che i responsabili vengano inquisiti e, se del caso, condannati (cosa che purtroppo non succede piu’ tanto spesso, per certi reati, grazie alle ultime leggi approvate da un governo che di fatti del genere se ne intendeva).
Pero’ a sinistra si fa un’ulteriore distinzione, anche se un affare e’ condotto del tutto legalmente, ed e’ una distinzione “etica”. Si dice che c’e’ modo e modo di fare affari, ma la linea di separazione tra il modo “etico” e quello “non etico” e’ tirata in modo del tutto personale, spesso sulla spinta dei propri interessi specifici, elevati ovviamente ad “etici” per principio, dei propri alleati o degli obiettivi politici del momento.
Sembra proprio una guerra sulla portata ed i limiti dell’eticita’, tipica guerra di principio tanto amata da una certa sinistra, che lascia sempre il tempo che trova, piu’ un certo numero di morti e feriti sul campo e la destra in posizione di maggior vantaggio.
Pero’ non e’ solo questo. Nel caso in questione una certa distinzione credo sia possibile farla in modo oggettivo.
Prima di tutto vorrei pero’ osservare che non solo non e’ possibile separare completamente la politica dall’economia, come viene richiesto da alcuni, ma e’ anche sbagliato farlo. Se un partito politico e’ il difensore ufficiale degli interessi di alcune categorie di persone (non uso la parola “classe” perche’ oggi, in questo contesto, non mi sembra piu’ facilmente applicabile), non puo’ fare a meno di occuparsi di economia. Il problema e’, semmai, che non diventi un soggetto economico lui stesso, ma questo e’ un altro discorso.
Quindi di economia la politica deve occuparsi, ed ovviamente non tutte le forme ed i soggetti economici sono equivalenti per gli interessi delle categorie di persone che si rappresentano, a meno che non si rappresenti la categoria degli “affari” per definizione.
Qui entra allora in ballo la forma e l’etica della cooperazione. Perche’ se e’ ormai abbastanza ovvio ai piu’ che c’e’ una notevole differenza sociale tra la rendita e la produzione, anche se questa cognizione non si e’ ancora tradotta in un diverso trattamento legale e fiscale, come invece sarebbe auspicabile, il mondo della cooperazione e’ ancora maggiormente diverso, perche’ il suo obiettivo non e’ perseguire il guadagno in quanto tale, ma e’ un obiettivo di solidarieta’ tra i soci, in cui ovviamente l’innalzamento del tenore di vita ha il suo ruolo, ma non ne e’ lo scopo principale. La cooperazione non e’ quindi completamente omogenea alla logica capitalistica di libero mercato, ed e’ infatti difesa da opportune leggi e facilitazioni fiscali. Leggi e facilitazioni che presuppongono che la cooperazione non operi “esattamente” come un normale operatore economico.
E qui viene al pettine la questione originaria.
Se alcune o tutte le espressioni della cooperazione si vogliono muovere, o si muovono, nel mondo capitalistico come qualunque altro soggetto economico, non devono essere penalizzate per la loro origine, ma devono riconoscere di non poter aspirare ad una maggiore “eticita’ “ e non meritano di essere considerate legalmente e fiscalmente in modo diverso. Se vogliono conservare almeno una parte adeguata degli obiettivi originari, devono accettare di non potersi muovere sul mercato capitalistico nello stesso modo di altri operatori, a volte loro diretti concorrenti, proprio per gli impegni “etici” alla loro base. Questo comporta, credo, una sensibile minor redditivita’, ma e’ un prezzo che ritengo giusto debba essere pagato a fronte dei vantaggi che la legge concede ed al valore aggiunto di un maggior significato sociale.
Oggi come oggi credo debbano essere solo i soci delle varie cooperative a dover decidere che strada seguire, ma credo che ormai non sia piu’ possibile tenere i piedi in entrambe le scarpe. Sara’ anche piu’ facile per la parte politica che ha sempre favorito lo spirito solidaristico delle cooperative rendere chiara la propria posizione ed evitare di cadere in trabocchetti tesi da chi ha solo interesse a sollevare grossi polveroni per nascondere le proprie vere responsabilita’.
Nonche’ evitare sgambetti molto poco ortodossi da parte di presunti compagni di strada.

Vorrei poi fare notare che cercare di porre sullo stesso piano l'affare Unipol-BNL con quello dei "furbetti del quartierino" vs Antonveneta, RCS etc dimostra solo una evidente faziosita' politica, anche se non mi sorprendo affatto che si arrivi a questo.... e' iniziata la vera guerra elettorale
postato da: mikecas alle ore 22:02 | link | commenti (3)
categorie: politica, economia
martedì, 27 dicembre 2005

Informazione e Politica

Sto leggendo il libretto "Scienza e Politica" di Roger A. Pielke Jr. (ed. Laterza 2005). Non l'ho ancora finito, ma ho fatto alcune considerazioni, in parte collaterali all'argomento del libro, che ho esposto in una nota sul mio sito web: Informazione e Politica.
Tratto di alcuni problemi che derivano dall'uso dell'informazione scientifica in casi in cui e' invece necessaria una mediazione politica, e di alcuni aspetti generali di evoluzione della societa' umana alla luce della dottrina della prevenzione introdotta dall'amministrazione Bush.
postato da: mikecas alle ore 23:21 | link | commenti (2)
categorie: politica, scienza e politica
giovedì, 22 dicembre 2005

Tragedia annunciata?

La Roma - Cassino, la linea ferroviaria lungo la quale e' avvenuto l'ultimo disastro alla stazione di Roccasecca, e' la linea che prendo ogni giorno, mattina e sera, per fare il mio normale lavoro di pendolare. Per mia fortuna, viaggio controcorrente, cioe' parto da Roma al mattino e ci ritorno alla sera, e per sole due fermate, quindi non devo subire il viaggio in condizione da sardina in scatola che tocca invece a quelli che viaggiano in senso opposto. Pero' tutto il resto e' uguale. Ugualmente vecchi e sporchi i vagoni, spesso con porte rotte, che se lo scopri al momento di dover scendere, puo' succederti di essere portato alla stazione successiva prima di essere arrivato ad una porta funzionante, con intervallati, del tutto casualmente, pochissimi vagoni abbastanza nuovi.... che quando ti capita, rimani stupito e sorpreso....
Sono state fatte molte accuse, in questi giorni, e dette molte verita'.... ma vorrei fare un esame un poco meno emotivo...
Questa linea e' una linea secondaria, percorsa solo da treni locali e pochissimi interregionali per Caserta o Campobasso, piu' qualche merci. Una linea sostanzialmente deserta, a doppio binario, che non puo' essere certamente accusata di eccesso di affollamento di convogli. Rappresenta pero', specialmente per molti paesi lungo la Casilina in vicinanza di Roma, la soluzione ideale per l'enorme numero di pendolari che, dati i prezzi delle case di Roma, hanno preferito trasferirsi fuori citta', anche a distanza notevole, data proprio la presenza della ferrovia e della parallela autostrada. Il risultato e' che l'autostrada, cioe' la parte finale della Napoli - Roma, e' intasata ogni mattina, con chilometri di coda per immettersi sul Grande Raccordo Anulare. La ferrovia sarebbe la soluzione migliore, ma dovrebbe diventare una vera e propria metropolitana, a paragone della RER parigina, per intenderci, perche' se rimane quella che e', con la frequenza attuale, la sua inagibilita' sara' assicurata. Nelle ore di punta, ogni treno che arriva da Cassino o da Frosinone scarica a Termini dalle 1000 alle 1200 persone, e spesso nelle ultime stazioni in prossimita' di Roma, e' impossibile salire per l'eccessivo affollamento. A Termini ci vogliono quasi 10 minuti prima che la banchina del treno sia percorribile in senso opposto, altrimenti si sarebbe travolti da una marea umana che, fumando nervosamente una sigaretta dopo ore di astinenza (Cassino-Roma con fermate ovunque comporta un viaggio di circa due ore e mezza), cerca di raggiungere l'uscita. Il treno riparte dopo circa mezz'ora in senso opposto, dopo una saltuaria e veloce pulizia che si limita a raccattare i giornali gratuiti generosamente lasciati sui sedili. Credo che sia un panorama ben conosciuto ad ogni pendolare.
Sono stati messi sotto accusa la carenza di manutenzione, fatiscenza degli impianti, mancati investimenti nella sicurezza..... tutte cose vere. Ma assolutamente non sufficienti a spiegare il disordine che regna su una linea che non ha un traffico tale da richiedere mezzi automatici, poiche' gli incidenti non succedevano quando questi automatismi non esistevano ancora, e questa linea e' rimasta a quel livello di traffico. Il problema, secondo me, e' proprio il disordine.
Mi spiego meglio. Ogni giorno quasi tutti i treni hanno un ritardo che va da 10 minuti a mezz'ora, con punte di oltre un'ora (cioe' maggiore della distanza tra un treno ed il successivo). Nel mio personale caso, di un percorso teoricamente di 20 minuti, questi ritardi sono mediamente superiori al 100%. Sono ritardi di cui non si riesce a capire la causa, poiche' la linea e' assolutamente deserta. Aggiungo che, in ingresso a Roma, il binario del treno, ufficialmente annunciato nell'orario degli arrivi esposto in stazione, cambia invece di giorno in giorno, e viene annunciato solo quando il treno e' effettivamente in ingresso in stazione. Quindi anche il binario di ripartenza e' del tutto arbitrario, nonostante l'orario ufficiale, e spesso e' anche cambiato il treno, per cui non e' detto che quello che normalmente riparte ad una certa ora, lo sia anche quel giorno.... bisogna aspettare l'annuncio ufficiale.... che arriva con notevole ritardo, per cui si aspetta al freddo con il naso in aria guardando il tabellone.
Questi ritardi casuali (ed inspiegabili) sono anche causa di problemi di precedenza, poiche' sulla linea non vi sono molte stazioni con binari supplementari, per permettere il superamento di un convoglio lento da parte di uno piu' veloce, cosa che pero' accade spesso, per l'incapacita' di mantenere gli orari.....
E queste sono le situazioni di pericolo, come a Roccasecca, dove il treno che ha tamponato non doveva fermarsi, ed e' quindi arrivato a velocita' notevole. Roccasecca ha sicuramente binari supplementari, per cui non e' chiara la ragione dell'incidente, anche se non si capisce perche' il treno "lento" diretto a Cassino fosse sulla linea di quello che lo doveva superare. Ma questo lo decidera' l'indagine.
Io voglio solo sottolineare che a mio parere e' la carenza di organizzazione, piu' di quella strumentale, la causa dell'incidente, e di quelli magari evitati per fortuna....
E l'organizzazione non dipende dai finanziamenti, ma dalla motivazione e attenzione sul lavoro dei dipendenti di Ferrovie Italia, che mi sembrano attualmente ad un livello minimo.
Le ragioni richiederebbero un intero volume, e non e' il caso di affrontarle qui.
postato da: mikecas alle ore 23:03 | link | commenti (2)
categorie: realta
martedì, 20 dicembre 2005

Ora si fa sul serio

Il buon Fazio ha finalmente capito che non era piu' cosa.... Che cioe' aveva ormai perso ogni supporto. Probabilmente ha avuto il tempo, cioe' glielo hanno concesso, di sistemare qualche cosa che doveva essere sistemata. Non ne so assolutamente nulla, ma normalmente questi periodi di "prolungamento" di una crisi ormai definita servono appunto per tappare gli ultimi buchi, mettere una pezza dove si puo', promuovere qualcuno.... le solite cose.
Fazio cadra' comunque in piedi. Berlusconi ha gia' preparato il sostegno, molto al di la' dei famosi "ponti d'oro" che si dovrebbero fare ai nemici sconfitti ma non dominati. Insomma, un poco di rammarico per una operazione non gradita ma resasi necessaria e' anche comprensibile.... in fin dei conti Berlusconi fa parte dell'alleanza che ha sostenuto e difeso Fazio fino allo stremo.
Ora pero' viene il difficile.
Non ho la piu' pallida idea se i giochi sono gia' fatti o se ci deve ancora essere uno scontro di poteri..... ma la successione di Fazio, nonostante i ridotti poteri che ormai il Governatore si ritrova, e' ancora un elemento importante nella guerra tra i veri potentati in Italia. Il voler, almeno a parole, cercare un accordo con l'opposizione mi suggerisce l'esistenza una certa trasversalita' di interessi, o di un equilibrio non facilmente superabile. Staremo a vedere, poiche' niente di piu' potremo fare.
Onestamente, dalla posizione di "succube in ogni caso" in cui mi riconosco, posso solo sperare che, chiunque vinca, lo faccia con l'obiettivo di tirare l'Italia fuori dalla secca in cui si e' incagliata, prima di precipitare nelle sabbie mobili del declassamento a "periferia" del mondo, nel linguaggio di Immanuel Wallerstein.
postato da: mikecas alle ore 20:40 | link | commenti (1)
categorie: politica, economia
sabato, 17 dicembre 2005

Chi concorrera' davvero alla carica di Sindaco di Roma?

In questi giorni a Roma siamo letteralmente affogati da manifesti inneggianti a Baccini o ad  Alemanno come futuro sindaco della citta'. A parte varie considerazioni sull'unita' di intenti delle varie anime del centro destra, che pero' e' piu' che comprensibile, e trova un analogo anche nel centro sinistra, quello che mi lascia perplesso e' un'altra cosa. Al momento attuale il candidato del centro sinistra, e cioe' Walter Veltroni, gode di una tale popolarita' in citta' da far prevedere una sua elezione trionfale al primo turno, chiunque sia l'avversario. Perche' mai, quindi, due personaggi affatto secondari o privi di ambizioni come i due citati stanno spendendo tanti soldi e la propria presenza politica in un'operazione che apparirebbe del tutto velleitaria e destinata ad una sconfitta disonorevole?
Pur ammettendo di non essere particolarmente esperto dei meccanismi di compensazione che rendono spesso accettabile una severa sconfitta, in questo caso non vedo la possibilita' di ricavare vantaggi secondari dalla sconfitta. A meno che i nostri due compari non stiano scommettendo sul fatto che a contrastare quello dei due che diventera' il candidato della CdL non sara' Veltroni, impegnato in attivita' superiori.
Anche se la cosa rientrerebbe sicuramente nella logica della politica, fatta anche, se non sopratutto, di giochi di abilita', sgambetti agli alleati/concorrenti, finte e controfinte.... a me la cosa non piacerebbe, e credo non piacerebbe a molte persone. Spero quindi che non ci siano repentini, ed incomprensibili, cambiamenti di leadership, e che Veltroni strapazzi il suo avversario alla corsa alla poltrona di Sindaco di Roma.
postato da: mikecas alle ore 17:28 | link | commenti (2)
categorie: politica, realta
venerdì, 16 dicembre 2005

Tangentopoli 2 o puro latrocinio?

Quello che sta emergendo, confermato ormai da confessioni dirette, dell'operato della ex Banca Popolare di Lodi, che aveva assorbito la famigerata Banca Rasini, e' al limite dello stupefacente. Date le origini, i personaggi implicati e le protezioni di cui godeva, la novella Banca Popolare Italiana faceva indubbiamente sospettare molto, perche' poi, alla fine, certe ricchezze non proprio oneste, da qualche parte devono pure "riemergere". Ma la realta' ha superato di molto ogni immaginazione....
Se una banca arriva ad appropriarsi di almeno parte dei depositi dei propri clienti defunti, credo non esista piu' alcun limite... e l'insider trading puo' essere solo la piu' innocente delle operazioni.
Nell'attesa che la magistratura faccia completa luce su questa vicenda, c'e' da chiedersi come mai il Governatore della Banca d'Italia sia ancora al suo posto, e se anche,da buon cattolico, non possa considerare l'opzione di spararsi un colpo alla tempia, nulla lo trattiene dal dare delle laiche dimissioni.... prima che venga "dimesso" in un modo o in un altro..... la sua reticenza suggerirebbe che non ha ancora finito di coprire le tracce delle varie malefatte....
Sicuramente a pensare male si fa peccato, ma..... e da buon ateo, mi preoccupo di piu' di azzeccarci.

Un capitolo a parte credo sia la chiamata in causa di Consorte, l'amministratore delegato di Unipol. Indubbiamente, da uomo di affari, che non si fanno con le preghiere e l'aspersorio, almeno gli affari laici delle cooperative, ha avuto contatti con Fiorani. Forse ha anche partecipato a qualche operazione diciamo spericolata. Pero' la sua posizione mi sembra assolutamente diversa da quella dei "furbetti del quartierino", almeno in base a quello che e' di dominio pubblico ora. Se ci fossero responsabilita' maggiori, sconosciute al momento, ci pensera' la magistratura a chiarirlo.
Pero' e' in atto un tentativo di sostanziale identificazione delle due parti. E se l'obiettivo della Casa delle Liberta' e' abbastanza evidentemente quello di sollevare un polverone in cui si perdano di vista i contorni dell'intera faccenda.... e se c'e' colpa da una parte, si vuol far credere che ce ne sia una equivalente dall'altra, e' invece incomprensibile, almeno per me, lo stesso atteggiamento tenuto da parti del Centro Sinistra, in particolare dalla Margherita. E' evidente che siamo in presenza di una guerra di posizione in vista delle elezioni, di un tentativo di mettere in difficolta' l'alleato/concorrente e di rendere complicato il rapporto con il mondo cooperativo.... ma rimane sostanzialmente un errore politico, oltre che un'azione moralmente non molto difendibile, nonostante la copertura di "moralita' " che si e' data. Errore politico perche' la vittoria e' ben lontana da essere garantita, e gli ultimi avvenimenti dicono chiaramente che la guerra sara' totale e dall'esito ancora incerto.....
Inoltre credo che gli amici della Margherita si dovranno prima o poi rassegnare al fatto che all'interno del Centro Sinistra sono una minoranza, per quanto numerosi e ben rappresentati, e lo saranno sempre, a meno che non si lascino tentare dall'obiettivo dal risultato dubbio di resuscitare la Balena Bianca.....
In quel caso sarebbe guerra totale....
postato da: mikecas alle ore 21:51 | link | commenti (8)
categorie: politica, economia
giovedì, 15 dicembre 2005

Rieccomi

Ho trascurato molto questo Blog, nei giorni scorsi.....
Un po' perche' ho avuto molto da fare, ma anche perche' avevo perso per cosi' dire l'ispirazione.... e anche se ci sono stati molti avvenimenti da commentare, non sono mai riuscito a trovare il tempo e la concentrazione per scrivere qualcosa di sensato.
Cerchero' di rimediare prossimamente....
Ma mi ero anche dimenticato la solita pubblicita' mensile ai romanzi di SF&Fantasy di cui consiglio la lettura appunto ogni mese.....
Per il mese di dicembre 2005 ho riesumato un ciclo che e' stato un classico degli anni '70: Il Fiume della Vita, ovvero Riverworld, di Philip Jose' Farmer. Una storia che parte da una bellissima idea, ha  uno sviluppo molto interessante e divertente, ma, come tutte le serie di Farmer, e' un po' debole nella "chiusura".
Una serie di romanzi che vale ancora la pena di leggere, pero'.... a patto di trovarli.....
postato da: mikecas alle ore 20:36 | link | commenti (2)
categorie: libri