Valutazione della Ricerca Scientifica italianaE' stato finalmente pubblicato il rapporto sulla ricerca scientifica italiana dal 2001 al 2003 effettuato dal Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR). E' stata un'impresa notevole, e ben lo sa chi l'ha dovuta vivere, specialmente per omogeneizzare settori diversi, con diverse tipologie di giudizio e spesso del tutto estranee a criteri di valutazione precedenti. E' stato in fin dei conti un buon lavoro. E ora me lo devo leggere. Piu' di 250 pagine solo la relazione finale, con alcune centinaia di pagine per i panel delle varie Aree che, con l'ausilio di referee sostanzialmente stranieri, hanno analizzato i cosiddetti "prodotti" (pessimo nome, tipico dell'arroganza industrialista che aveva permeato l'azione di questo governo all'inizio... stemperata poi in una tranquilla nullita') che ogni soggetto alla valutazione doveva presentare. Si tratta sostanzialmente di articoli su rivista, libri, brevetti, realizzazioni documentate, che possono rappresentare il risultato dell'obbiettivo di ricerca.Tutto il risultato di questo lavoro e' a disposizione di ognuno sul sito del Comitato.La lettura del tutto non sara' facile, anche perche', come era inevitabile, la politica ha svolto il suo ruolo. In primo luogo nella scelta del comitato di valutazione stesso, anche se l'uso dei referee esteri ha sicuramente smussato gli attriti tra le diverse parti, che comunque sono ancora visibili, e poi perche' i rapporti finali risentono un po' troppo degli interessi in gioco, e solo analizzando il dettaglio e' possibile capire meglio come stanno in realta' le cose.E' comunque un lavoro notevole che, se ripetuto con continuita', dovrebbe portare aria fresca e stimolante in alcuni settori disperati. Ma gia' oggi credo sia possibile trarne interessanti informazioni, ed e' quello che intendo fare nei prossimi giorni.Per ora mi limito ad osservare che, come era gia' evidente a chi e' del mestiere, esiste ancora della ricerca di livello internazionale in Italia. Ma ci sono anche dei problemi, specialmente nella ricerca applicata, che devono essere affrontati con urgenza. La prima lettura ha dato sostanziale ragione alle mie perplessita' esposte in questa nota sul finanziamento della ricerca scientifica.Ma mi serve un po' di tempo per leggere tutto.
Il problema energeticoDapprima la crisi tra Russia e Ukraina, poi il gelo russo, con aumento dei consumi interni, hanno reso evidente in Europa occidentale, ma specialmente in Italia, cosa significa essere importatori netti di energia, quando nei mercati o nella politica, ma anche solo nel clima, vi sono cambiamenti.Queste novita' hanno riaperto la discussione sulla quasi totale dipendenza dall'estero del rifornimento di energia italiano, con i soliti scontri tra i favorevoli al nucleare e chi alla sola parola iniziano a sparare contro. Io non ho mai affrontato qui questo argomento, ma ne ho discusso in varie parti, specialmente su forum vari. Poiche' ormai sta diventando un argomento quasi obbligatorio, credo sia il momento di incominciare ad esporre il mio pensiero. Dico incominciare perche' il discorso e' troppo complesso per potersi esaurire in un post.Come dicevo, il tema e' ormai di moda, e per esempio, si puo' vedere il post sullo stesso argomento dell'amico Supramonte.La mia opinione e' semplicmente riassumibile in questo: nella situazione italiana, la parola d'ordine e' differenziazione.Deve essere chiaro che quando intendo differenziazione intendo davvero l'uso di tutte le possibili fonti di energia, anche di quelle non troppo economiche o non proprio ecologiche. Cercare di trovare il pelo nell'uovo, nella situazione in cui siamo, significa semplicemente impiccarsi da soli.Entriamo un po' nel dettaglio.Il mio mestiere mi mette al sicuro dalla paura irrazionale della parola "nucleare" di cui invece e' affetta una buona parte della popolazione italiana. Poiche' convivo con le radiazioni, so benissimo quanto sono pericolose, ma anche come ci si protegge, e quando e di cosa avere veramente paura. Per questo sono favorevole ad un adeguato uso dell'energia nucleare in Italia, considerato poi che la concezione moderna delle centrali nucleari e' ancora piu' intrinsecamente sicura di quelle, gia' senza problemi, che avevamo in funzione, Chernobyl e' stata una cazzata umana, aggravata della instabilita' intrinseca della tecnologia, ma senza la voluta stupidaggine umana, niente sarebbe successo. Con le centrali occidentali, nemmeno questa stupidaggine avrebbe creato quel casino. Al di fuori di Chernobyl, gli incidenti in centrali nucleari, nell'intero pianeta, hanno causato un numero di morti infinitamente minori di quelle tradizionali, e sono anche estremamente piu' pulite per l'ambiente circostante. Ma tant'e'. So benissimo che, nonostante la razionalita' e la dimostrabilita' di quello che ho detto, nessuna centrale nucleare potra' mai essere costruita in Italia in tempi ragionevoli. Allora sviluppiamo contratti di cooperazione con i paesi circostanti, che ancora non ci possono garantire completamente, ma e' sempre meglio di sperare che nessuno interrompa un tubo lungo migliaia di chilometri e che passa tra molti stati non in pace garantita tra di loro.Poi, se le energie rinnovabili sono auspicabili, vediamo di svilupparle, tenendo conto di come e' fatta l'Italia. Per cui non ha senso richiedere a gran voce l'uso di energie rinnovabili e poi opporsi all'istallazione delle torri eoliche perche' deturpano il paesaggio, spostando sempre piu' in la' il problema e senza mai risolverlo. Noi non abbiamo a disposizione un mare con fondale basso e venti preponderanti favorevoli per poter sposare il lusso dell'eolico solo off-shore. Il Tirreno sprofonda di chilometri a poche centinaia di metri dalla costa, e non ci sono molte zone con vento garantito. L'eolico o lo si mette dove si puo', o niente. Anche il solare, con i pannelli fotovoltaici, puo' essere sviluppato, sicuramente. Siamo sicuramente molto indietro rispetto al resto dell'Europa, e dobbiamo recuperare. Purche' si accetti la realta' e non si parta per sogni irrealistici: ad oggi, tutte le sorgenti rinnovabili sono saltuarie, e non possono garantire una disponibilita' continua. Se non si risolve il problema dell'accumulo, ed intendo realmente, in modo operativo, non a parole e favole, possono rappresentare al piu' una piccola percentuale del totale, le cui mancanza puo' essere compensata da centrali tradizionali.Rimangono ancora molti problemi: il carbone e i suoi residui, la distribuzione e l'allacciamento in rete dei produttori individuali, sara' per un prossimo seguito.
Rutelli e Berlusconi: uno scontro che non dovrebbe avvenire
Oggi ho letto alcune dichiarazioni di Rutelli in cui si dice pronto ad incontrare in un dibattito pubblico Berlusconi e sicuro di batterlo.
Sono dichiarazioni che dimostrano come le accorate dichiarazioni in favore del Partito Democratico e della leadership di Prodi sono solo strumentali, da parte sua, perche' in una visione unitaria non toccherebbe a lui incontrare Berlusconi, ma a Prodi.
A Rutelli dovrebbe toccare lo scontro con Fini, ma meglio ancora con Casini, in cui sarebbe il caso facesse ogni sforzo possibile per rendere evidente che esiste una seppur minima differenza tra la parte della Margherita che lui rappresenta e l'UDC, cosa non del tutto evidente. E non mi risulta nessun recente spostamento a sinistra dell'UDC.
Partito Democratico, forse... ma sicuramente laicoLe ultime vicende del tira-e-molla sul costituendo Partito democratico mi spingono ad alcune considerazioni.Non vi e' dubbio che, oggi, la Margherita sia piu' favorevole di ieri alla formazione di questo partito unificato con i DS, perche' vede la controparte in una certa difficolta', per gran parte causata dalla Margherita stessa, e quindi pensa di poter strappare condizioni piu' favorevoli di quanto i reali rapporti di forza consentirebbero. E questa e' una considerazione che fa molto piacere all'amico Schedabianca, tifoso sfegatato della Margherita stessa.Ma c'e' un elemento che credo debba essere considerato. Un partito di sinistra, come anche il Partito Democratico non puo' che essere, deve assolutamente avere una concezione laica dello stato, ed essere quindi esso stesso un partito laico. Su questo credo non ci possano essere distinguo di almun livello. Deve essere cosi' o non e'.
Invece la Margherita ha mostrato, nei fatti, di essere sostanzialmente un partito confessionale, a volte piu' appiattito sui desideri della gerarchia ecclesiastica di quanto sembrerebbe ragionevole anche ad un normale credente.
Questo aspetto non puo' essere minimamente un aspetto caratterizzante del Partito Democratico, mi sembra ovvio. E l'unico modo per garantirlo e' che la Margherita occupi il suo posto di parte minoritaria, come e' nella logica delle cose.
Qualunque soluzione diversa non avrebbe vita lunga, perche' non sarebbe mai accettata dal popolo di sinistra, tutto. Compresi molti ambienti cattolici non integralisti.
Universita' e Ricerca: le Soluzioni peggiori del ProblemaSto leggendo il libro "Fardelli d'Italia" di Roberto Napoletano, che e' il vicedirettore de Il Sole 24 Ore. E' una spassionata disamina dei problemi dell'Italia di oggi, una critica condivisibile in larga parte. E' quando si arrivano alle soluzioni che non posso che considerarle assolutamente sbagliate. Perche' sono le classiche soluzioni del liberismo sfrenato: piu' flessibilita', piu' liberta' personale, meno vincoli sociali. La ricetta che sta portando il mondo verso una crisi immensa, con ricchi sempre meno numerosi ma sempre piu' ricchi e la gran massa sempre piu' povera, anche quella dei paesi cosiddetti "sviluppati".Il breve capitoletto su Universita' e Ricerca, dove sposa completamente la riforma approvata (ma non attuata, per ora) dal ministero Moratti (dico cosi' perche' non e' certo la nostra Ministra a poter aver generato quelle idee, vengono da uno staff di collaboratori ben conosciuti), mi ha fatto reagire, e ho scritto una nota in cui cerco di confutare le illusioni di Napolitano che i problemi che pone siano avviati a soluzione.per chi sia interessato, la puo' trovare sul mio sito web: Universita' e Ricerca: la Soluzioni peggiori del Problema.
Campagna elettorale e guerre economiche
Al momento attuale, grazie agli errori tattici di Berlusconi, il tema piu' discusso non e' piu' quello dei DS e l'Unipol, ma incomincia a tornare verso fatti piu' concreti, ladronerie reali, coinvolgimenti di politici, questa volta non inventati, che sembravano scorrere nelle cronache senza lasciare traccia. Ed ovviamente sono tutte della cosiddetta Casa delle Liberta' le persone implicate.
Poi magari arriveremo anche a parlare della situazione economica italiana e di molti degli italiani, quelli il cui reddito reale si e' fortemente ridotto grazie alle politiche e alle leggi di questo governo. La situazione e' veramente drammatica ed anche con le migliori intenzioni di risolverla veramente non e' detto che sia poi possibile. Pero' prima si incomincia e meglio e', e la prima cosa e' mandare a casa chi, nel poco tempo avanzato dal salvare ed arricchire se' stesso, ha provveduto esclusivamente ad arricchire pochi privilegiati oltre ogni limite di decenza, aprendo in modo violento la forbice tra i pochi ricchi ed i molti che lo sono meno. Poi forse, oltre che a casa, si riuscira' a mandarne qualcuno in altri posti, dove meriterebbero di stare.
Nel frattempo si sono calmate le acque all'interno dell'Unione, sempre a proposito delle scalate bancarie. Credo che cio' sia dovuto in parte al rendersi conto, da parte di tutti, che si stava esagerando e facendo un danno per l'intera coalizione, ma sopratutto al fatto che quella parte che ha dato inizio alla discussione, riconducibile ad ambienti vicini alla Margherita, con Luigi Abete tra gli iniziatori, ha ottenuto quello che voleva: fermare la scalata Unipol alla BNL.
Chissa' se sara' permesso anche a noi poveri mortali di sapere, in futuro, a giochi fatti, il perche' ed in difesa di quali altri interessi, oltre a quelli del Banco de Bilbao e dell'ambiente al suo intorno, e' stato dato inizio a tutta questa gazzarra, in cui i vertici DS hanno solo dimostrato di non essere ancora entrati completamente nel gioco che conta, o di essere perlomeno in minoranza.
Un Meta-blog dei blog di sinistraUna lunga discussione, di cui sapevo poco, sta arrivando, forse, ad una qualche decisione. La possibilita' cioe' di avere un punto di unione dei moltissimi blog che, in modi diversi e con tutte le differenze di questo mondo, si richiamano ad una posizione politica di sinistra.C'e' ancora molto da decidere. La forma, prima di tutto, cioe' se una specie di SuperBlog o un aggregatore dei blog individuali, dove i vari post vengono semplicemente presentati e linkati.La forma, se suddiviso in parti tematiche, per facilitare la lettura, o meno.Il nome, anche se e' forse la cosa meno importante, non e' mai quella su cui si litiga di meno :)E molti altri aspetti.Una perfetta introduzione a tutti i problemi si puo' trovare da meslier.Altre discussioni su Blogratico, e sui link che troverete li'.E' un'iniziativa che mi vede consenziente, anche se non mi nascondo le difficolta' che si parano davanti, parenti strette delle difficolta' che avra' il CS a governare veramente questo nostro povero paese nel caso, fortunato, che si vincessero le prossime elezioni.Le differenze sono ancora molte, e spesso "di principio", quasi impossibili da superare con ragionevoli compromessi, se il popolo del "senza i se e senza i ma" dovesse avere un reale potere di interdizione.Pero', cosi' come non possiamo che sperare per un buon governo Prodi attivo e incisivo, speriamo anche che si riesca a fare un sito comune che dia visibilita' alle idee di sinistra, che sia un luogo di confronto senza odi ideologici, che permetta magari di smussare differenze troppo spigolose....
Il consiglio di lettura di romanzi di Fantascienza e/o Fantasy per il mese di Gennaio 2006, che presento sul mio sito web, riguarda una serie di romanzi di David Brin pubblicati negli anni '80 e '90 e conosciuti, nel loro insieme, come The Uplift Saga. La serie completa consiste in sei romanzi, ma io ne presento in particolare due, Le Maree di Kithrup e I Signori di Garth, che ritengo siano in assoluto i migliori e possono, in fin dei conti, essere letti indipendentemente, a patto di accettare di non sapere come va a finire una certa faccenda.Il panorama di civilta' galattica presentato e' molto originale, e i romanzi sono ben scritti, pieni di idee intelligenti.Un'ottima lettura, se si riesce ancora a trovarli.