Livellatore di Utopie

Anche se le utopie sono utili, per mantenere una direzione verso cui andare, spesso prendono la mano... e hanno bisogno di una "piallata"

Chi sono

Utente: mikecas
Nome: michele castellano
basta guardare qui

Partecipano

Foto recenti

Bottoni

  • Contattami
  • Il mio profilo
  • Linkami


  • RSS 2.0
  • ATOM 0.3
  • Powered by Splinder

Contatore

visitato *loading* volte
domenica, 30 aprile 2006

Cofferati vs Caruso

A Bologna succede spesso che dei problemi interni alla sinistra diventino evidenti e arrivino ad uno scontro che deve essere risolutivo.
Succede anche questa volta tra l'amministrazione di sinistra guidata da Cofferati ed alcuni esponenti di PRC, che apparentemente a Bologna, al contrario che in sede nazionale, hanno piu' voce in capitolo.
Il tema in discussione e' sempre lo stesso: la volonta' di governare in nome di interessi generali e condivisi o il voler fare opposizione  ad ogni costo, pur facendo parte della maggioranza. Specialmente quando si tratta di condannare azioni violente, che nulla dovrebbero avere a che fare con un governo della societa' civile, ma che troppi di sinistra ancora giustificano, in nome di un ribellismo rivoluzionario dimostratosi non solo perdente, ma addirittura dannoso proprio per chi voleva difendere.
L'ulteriore aggravante che pone questi gruppi al margine dell'accettabilita' democratica e' che questa azione ribellistica non e' appoggiata ad alcuna analisi socioeconomica accettabile, risultando esclusivamente in un ribellismo di puro interesse personale, e come tae del tutto inaccettabile politicamente.
Se PRC ritiene, secondo me sbagliando, che queste forze portano reale sostegno i termini di voti, tanto da dover veramente essere presi in considerazione, allora PRC ha un grave problema interno.
Ma io non credo sia cosi' perche' chi agisc in modo anarchico e completamente oppositivo, non ha significhitivamente votato PRC.
Che questo partito, che e' un aspetto importante per la sinistra, anche se non tanto quanto i suoi supporters pensano, valuti con adeguata attenzione questo problema.... puo' rappresentare la differenza tra il successo o la sconfitta del loro stesso partito....
postato da: mikecas alle ore 22:04 | link | commenti (6)
categorie: politica, realta
martedì, 25 aprile 2006

Mile Vorkossigan ed il ciclo dei Vor

Ho preso spunto dalla recente pubblicazione di un romanzo breve, finalista al Premio Hugo 2005, della scrittrice Lois McMaster Bujold: Festa d'Inverno a Barrayar, per presentare come suggerimento di lettura per il mese di Maggio, sul mio sito web, l'intera serie che si incentra sul personaggio di Miles Vorkossigan.
Una serie tra le piu' piacevoli mai scritte nella storia della fantascienza, ma anche piena di osservazioni profonde sui rapporti umani e sulle conseguenze di molte scoperte scientifiche, specialmente nel campo della biologia genetica. Una serie composta ormai da piu' di 15 volumi, tutti estremamente godibili.
postato da: mikecas alle ore 20:59 | link | commenti (2)
categorie: libri
venerdì, 21 aprile 2006

L'ultimo giap nella jungla

Ora che anche il governo USA (il governo, non l'amico Bush) ha riconosciuto la vittoria di Prodi e ha fatto le sue congratulazioni, buon ultimo ma sicuramente benvenuto, rimane un ultimo resistente. Un irriducibile che non puo' tradireil proprio onore riconoscendo la sconfitta e la vittoria dell'odiato avversario. Uno che si chiede perche' mai debba congratularsi con il vincitore, visto che questa vittoria segnera' la disfatta dell'Italia, come se la disfatta non l'avesse gia' resa drammaticamente reale lui, ed ora si deve cercare di porre rimedio al disastro lasciato da un governo di assoluti incapaci, oltre che di avvoltoi che si sono ingozzati delle vittime della loro stessa politica economica, separando il paese in modo violento tra una maggioranza che continuava a rimetterci ed una ben precisa minoranza che incrementava la sua ricchezza. L'ultimo resistente nella jungla, che si rifiuta di riconoscere la realta', che spera ancora che i suoi sogni si avverino.... e che i suoi incubi non ricomincino il cammino cosi' faticosamente interrotto dalle leggi "ad personam". Un giapponese nella jungla senza l'attenuante dell'ignoranza, con l'aggravante della supponenza. Un giapponese nella jungla abbandonato dai suoi compari, che gia' sopportavano a fatica il suo volere avere sempre ragione, anche quando cozzava pesantemente contro la realta'. Un giapponese nella jungla rancoroso e spaventato da quello che gli potra' succedere.
Un giapponese nella giungla che merita di essere inviato in un paradiso tropicale di sua scelta, e dimenticato la'.
postato da: mikecas alle ore 21:15 | link | commenti (6)
categorie: politica, satira politica
giovedì, 20 aprile 2006

Si scazzino, ma trovino un vero equilibrio

Il girotondo delle indiscrezioni, pilotate o meno, sulle trattative per l'assegnazione delle cariche istituzionali nel prossimo governo, cui faranno seguito quelle per i ministri, che gia' tendono a sovrapporsi, e cui seguiranno quelle per i sottosegretari, e via via quelle per tutte le posizioni di apparente o supposto potere, stanno gia' riempiendo i media di ogni genere e tendenza, ognuno con il suo bravo obiettivo da raggiungere....
A me importa assai poco che ci si litighi ferocemente. Sono abbastanza vecchio (fin troppo) da aver ormai assistito a moltissime esibizioni in situazioni analoghe, cui e' seguito a volte un periodo di stabilita' e di lavoro vero dell'esecutivo, e a volte un continuo mettere in discussione gli accordi appena raggiunti, con come risultato un governo del tutto inefficiente.
La differenza e' fatta dal livello di equilibrio che il litigio permette di raggiungere. Se l'equilibrio rispecchia effettivamente le forze relative, la probabilita' di un periodo di equilibrio e' abbastanza alta, specialmente se la figura del Premier e' tale da riuscire a risistemare le piccole variazioni richieste dal mettere in pratica l'accordo teorico.
Se invece riescono a prevalere nella discussione iniziale i piccoli privilegi di posizione, amplificando ambizioni che si basano piu' su illusioni di quello che potrebbe succedere che sulle reali forze in campo, allora sara' difficile, anche per un Premier rispettato, riuscire a tenere a bada le ripicche e le rivalse. L'equilibrio sara' perturbato da continue oscillazioni indotte dalle insoddisfazioni che hanno una vera base di supporto.
Per cui si litigassero pure ferocemente ora.... ma venissero fuori con una soluzione che, qualunque sia, rispetti veramente i rapporti di forza reali, dandoci almeno la speranza di un governo non immediatamente preda dei sussulti interni.
Che di attacchi esterni ne dovremo subire di ben forti....
postato da: mikecas alle ore 21:12 | link | commenti
categorie: politica
mercoledì, 19 aprile 2006

Ora incomincia il difficile

La Cassazione ha dato il suo verdetto: ha vinto l'Unione. Ma su questo c'erano pochi dubbi, per chi sapeva pensare. Ha anche detto che il ricorso di Calderoli non ha fondamento. E anche questo era piu' che evidente a chiunque sapesse contare almeno fino a tre..... tanto evidente che ho anche temuto (ma il timore non e' completamente scomparso) che fosse la classica scusa scema per giustificare un golpe di qualche tipo.... anche solo il rifiuto a mollare la poltrona....
Ufficialmente, in ogni caso, le cose sono chiare: Prodi deve formare un governo.
E qui vengono i veri problemi.... Sara' in grado di formare un governo che duri abbastanza a lungo e sia capace di affrontare i giganteschi problemi che questo disgraziato paese ha di fronte e che sono ineludibili?
Spero di si, basando questa speranza piu' sul fatto che e' l'unica via possibile che sulla capacita' di accordo sui dettagli di realizzazione del programma condiviso da parte di tutte le varie anime dell'Unione.....
Speriamo che non ci sia un novello Sansone, anche se su questa possibilita' non ci scommetterei sopra....
postato da: mikecas alle ore 22:15 | link | commenti (3)
categorie: politica
lunedì, 17 aprile 2006

Ricette liberiste e opinioni di parte

Oggi un articolo del Corriere della Sera, che riporta un articolo del Finalcial Times sulle elezioni italiane, ha procurato un certo trambusto sui media e sui vari blogs.
L'articolo dichiara che la soluzione uscita dalle urne alle recenti elezioni e' la peggiore possibile per l'Italia, che, secondo l'articolista, vicedirettore del FT, non riuscira' a rimanere entro l'Euro e sara' costratta ad abbandonare la moneta comune entro il 2015. A quel punto l'enorme debito pubblico fara' precipitare il paese, senza piu' la protezione dell'Europa, nel baratro del fallimento, impossibilitato a far fronte al debito stesso.
A parte che questa situazione e' vista con favore da una parte minimissima della nostra politica, che dichiara che la remissione, senza alcuna restituzione tranne che per fantomatiche "piccole proprieta' ", del debito pubblico sarebbe l'unica possibilita' di recuperare risorse per il rilancio, in una operazione "all'Argentina", il risultato sarebbe una depressione totale per molti anni dell'intero paese. Una situazione argentina, appunto.
A questa visione apocalittica si e' dapprima opposto l'ex ministro dell'Ulivo Vincenzo Visco, secondo il quale: "Potremmo andare in default solo se la gestione dell'economia ricadesse in mani irresponsabili, come accaduto negli ultimi cinque anni". Secondo Visco al momento "la situazione è recuperabile, anche se difficile". Visco definisce il contenuto dell'editoriale del quotidiano britannico "molto malevolo e molto forzato": "In Italia un titolo come quello sarebbe passibile di aggiotaggio", aggiunge Visco e quella del Financial Times "è un'analisi sbagliata perché il programma di Prodi è un programma di modernizzazione, di liberalizzazione e di interventi incisivi".  E' seguita poi una smentita dalle stesse autorita' dell'EU.
In realta' credo che l'articolo del FT avesse poi poco a che fare con l'Italia, se non in maniera indiretta. E' vero che abbiamo dei grossi problemi, che c'erano gia' prima di Berlusconi, ma che sono stati aggravati enormemente dal suo governo a totale favore dei pochi e privilegiati, ma sono problemi che possono sembrare piccoli raffrontati a quelli dovuti all'enorme debito pubblico USA, al suo gigantesco deficit commerciale, che e' sicuramente una spada di Damocle sulla testa dell'intero sistema economico mondiale. Perche' quindi una tale "sensibilita' " per i nostri problemi?
Credo sia in realta' un attacco all'Euro, che ne sarebbe indebolito da una ipotesi di un paese come l'Italia costretta ad uscirne, indebolito tanto da non rappresentare piu' la spina nel fianco all'iperliberismi britannico, di cui il FT e' espressione, da sempre contrario ai vincoli della moneta comune, ma che sente l'avvicinarsi dell'inevitabile entrata anche della GB.
Sulle ricette economiche che il quotidiano finanziario poi elargisce molto liberamente, sempre a carico degli altri, a parita' di quelle, molto simili, del FMI, bisognerebbe che fosse obbligatoria per legge la scritta:
NUOCE GRAVEMENTE ALLA SALUTE
postato da: mikecas alle ore 21:42 | link | commenti (2)
categorie: politica, economia, realta
sabato, 15 aprile 2006

E ora?

Supponendo di aver vinto le elezioni, ed esserci liberati di Berlusconi, grazie al fatto che i suoi stessi alleati lo vogliono in pensione, rimane un dubbio fondamentale: riusciremo, e come, a convincere buona parte di quelli che lo hanno votato a non cadere nuovamente nella trappola del populismo, a verificare i propri veri interessi nel lungo periodo, a capire cosa e' l'ideologia e cosa la realta'? (questo ultimo proposito va pero' rivolto anche a molti di sinstra). Senza questa opera di convinzione, tenendo conto della ancora significativa presenza di un'idea massimalistica, se non rivoluzionaria (almeno a parole e come obiettivi proposti), nella collaborazione di sinistra, sara' veramente difficile governare questo paese in modo da farlo uscire dalle secche in cui una sbagliata politica economica lo ha cacciato. Politica sbagliata sopratutto da parte del mondo economico, incapace di proporre ed attuare una strategia che evitasse di cadere nella trappola del minor costo del lavoro, in cui noi possiamo solo perdere rispetto ai paesi in sviluppo. E per questo ancora piu' difficile da risolvere, perche' occorrera' modificare la struttura stessa della struttura produttiva italiana, evitando, nel frattempo, di cadere vittime della propaganda di chi propone il miracolo di un mondo post-produttivo, basato solo sull'informazione e la "conoscenza" (senza che sia mai possibile avere una idea precisa di cosa concretamente si vuole "conoscere").
L'Italia e' un paese industriale, e puo' sopravvivere con il tenore di vita che ha solo se continua ad esserlo. Il vero problema e' che deve cambiare sostanzialmente il suo ruolo nel mondo produttivo globalizzato, e questo significhera' lacrime e sangue per tutti, con scomparsa di gran parte dei piccoli produttori tradizionali e lo sviluppo di produzioni innovative ad alto contenuto tecnologico. La forma in cui questo cambiamento sara' possibile e' tutta da discutere e verificare. Anche i rapporti tra le competenze richieste devono cambiare sostanzialmente, con una spinta molto forte verso una vera meritocrazia e la premiazione delle competenze scientifiche e tecnologiche, senza le quali nessuna produzione innovativa sara' possibile. Che queste competenze siano normalmente prodotte dalle nostre strutture educative, ma non utilizzate dal nostro mondo produttivo, e' evidente dall'enorme emigrazione dei nostri migliori laureati.
E' una situazione che deve essere cambiata completamente, e, se possibile, totalmente capovolta. Dovremmo essere noi ad attirare i migliori del mondo, ma per fare questo dovremmo pagarli almeno al livello degli altri paesi, incominciando magari a pagare abbastanza i nostri.
Se non vi e' una convergenza di intenti in questa direzione, e non mi riferisco ad accordi tra partiti, ma di un vero supporto popolare, dato il quale gli accordi politici diventerebbero ovvi ed obbligati, difficilmente l'Italia riuscira' ad evitare una profonda crisi economica, con tutte le tensioni sociali che questo comporta.
postato da: mikecas alle ore 21:45 | link | commenti (3)
categorie: politica, sociopolitica
martedì, 11 aprile 2006

Paura della legalita'?

Il paese e' sicuramente diviso in due parti sostanzialmente equivalenti. E' indubbio che questa volta si e' raschiato il fondo del barile, portando a votare suore di clausura e moribondi, barboni e perditempo, tanto da raggiungere percentuali di affluenza alle urne che non si vedevano da quando non e' piu' obbligatorio il voto. Ho visto ai seggi gente che chiedeva istruzioni su come si vota e che, apparentemente, l'ultima volta che aveva votato era stato per De Gasperi. Il 3% medio in piu' di votanti spiega anche alcune delle percentuali risultate "piu' scarse" del previsto, perche' questi voti in piu' credo siano andati largamente alla CdL, ed in particolare a Forza Italia. E' una mia sensazione, non ho alcuna prova, ma non credo di sbagliare. Quello che e' sicuro e' che i no-global e simili non hanno votato, ne' per PRC ne' per altri.
In ogni caso la meta' degli italiani hanno votato per Berlusconi o i suoi alleati e, visto come si sono comportati in questi ultimi 5 anni, la cosa non fa differenza alcuna. Poiche' la politica del governo Berlusconi, almeno per quella piccola parte che non e' stata devoluta ad evitare guai giudiziari a lui ed ai suoi stretti sodali, a favorire le sue aziende ed a porre ostacoli ad una politica europea, non e' certo stata una politica favorevole alla massa dei cittadini italiani, c'e' veramente da chiedersi, e questa volta sul serio, come mai tante persone hanno votato contro i propri interessi, votando la CdL. Poiche' non possono essere tutti ricchi professionisti, ne' possessori di ingenti capitali all'estero, o sfigati, ma ricchi, industrialotti alla disperata ricerca di come pagare di meno i propri operai, ma probabilmente per buona parte saranno impiegati, pseudo liberi provessionisti a contratto temporaneo, operai che si fannno il culo per qualche ora di straordinario, al massimo piccoli professionisti alle prese con l'aspirazione al guadagno e la scarsita' dello stesso, il dubbio e' sicuramente grande. Le tasse sono state diminuite (poco) solo per i redditi piu' alti, la normativa del lavoro e' stata ulteriormente peggiorata rispetto a quella, gia' pessima, del "pacchetto Treu, facendo di un'intera generazione dei precari a vita, la scuola pubblica e l'universita' sono state lasciate senza risorse, e "riformate" in senso "privatistico", cioe' favorendo scuole ed universita' private a scapito di quelle pubbliche e reintroducendo una selezione classista come non si era veduta, cosi' esplicita, dall'epoca di Gentile. D'altra parte la situazione e' ovvia ed evidente a tutti. Gli unici ad avvantaggiarsi sono stati sostanzialmente i grandi e medi professionisti e i "maneggioni", del tipo dei famosi "furbetti del quartierino", cioe' i traffichini di denaro, specialmente altrui. A parte ovviamente lui stesso, e lui piu' di tutti gli altri.
E' sicuramente misteriosa questa incapacita' di collegare una indubbia percezione con una azione politica, il voto, che apparirebbe ovvia. Credo occorrano studi sociologici profondi che esulano dalle mie competenze. Mi limito ad una osservazione che ritengo abbia qualche importanza.
Molti italiani godono di qualche forma di piccoli privilegi, ed approfittano di piccole illegalita'. Parlo di pensioni, di livello ridicolo, non sempre giustificate, di doppi lavori in nero, di un po' di tasse evase in modo spesso "fai-da-te" o con l'aiuto di qualche fiscalista amico, normalmente piccole ed occasionali cifre. Sono tanti i modi in cui si riesce a guadagnare pochi euro "forzando" un poco l'interpretazione della legge, o approfittando di conoscenze politiche che portano ad abbeverarsi per pochi e stentati sorsi alla grande greppia della spesa pubblica. Privilegi ed illegalita' che si teme di perdere, se dovesse prevalere un rigore che appare eccessivo, perche' colpisce il proprio piccolo particolare. E per non perdere questi piccoli vantaggi non ci si accorge che vantaggi molto maggiori si avrebbero se tutti i privilegi e tutte le illegalita', anche quelle grosse che produconi veramente ricchezza, potessero essere eliminati. Per difendere pochi euro di guadagno personale, se ne perdono molti di piu' che deriverebbero dalla pulizia generale, che potrebbero essere distribuiti sotto forma di reale diminuizione delle tasse e/o di maggiori servizi.
Ma questi sono gli italiani, individualisti anche nel sotterfugio e nel difendere la propria piccola illegalita'. A costo di finire per difendere quella piu' grande e dannosa per tutto il paese.
postato da: mikecas alle ore 22:53 | link | commenti (11)
categorie: politica, sociopolitica
lunedì, 10 aprile 2006

Ovviamente l'ingovernabilita' e' a doppio senso

Da parte della sinistra si e' molto paventato il rischio di una sostanziale parita', con conseguenza ingovernabilita' del paese.....
La stessa medesima cosa dovrebbe preoccupare la destra... visto che e' assolutamente improbabile una sua vittoria decisa.
Quindi si arrivera' in ogni caso ad una situazione instabile, che potra' essere rotta solo dal passaggio di qualcuno da una parte all'altra, o di un condiviso ritorno alle urne con regole diverse (cosa che non sara' mai accettata dalla CdL, e quindi potrebbe solo essere imposta da una se pur piccola preminenza del CS).
In ogni caso saranno tanti mesi di instabilita', aggravati dal problema dell'elezione del Presidente della Repubblica in mancanza di una maggioranza decisa. Probabilmente, quando questa crisi politica sara' risolta, l'economia italiana dovra' essere raccolta con un cucchiaino dall'appiattimento a zero che avra' subito.
Questo elemento, che dovrebbe essere chiaro a tutti, e' l'unico aspetto che mi rende ancora un poco ottimista che alla fine gli interessi monopolistici berlusconiani possano essere messi in secondo piano rispetto all'interesse generale del paese....
Ma tenendo conto di cosa sono gli pseudo-imprenditori italiani, di quali interessi sono portatori, alla fin fine non sono molto ottimista....
Onestamente, da sinistra, vorrei la vittoria dei "poteri forti", che quelli almeno una visione generale ce l'hanno.....
postato da: mikecas alle ore 21:46 | link | commenti (3)
categorie: politica

Proporzionale? No grazie

Al momento in cui scrivo, il risultato delle elezioni e' ancora in discussione, specialmente al senato, grazie alla "legge porcata" approvata all'ultimo secondo dalla CdL proprio per rendere ingovernabile la prossima legislatura.
Indipendentemente da come risultaranno i dati finali, e da come scegliera' di agire il CS, che e' comunque risultato il vincitore in termini di voti, risulta chiaro che l'Italia di oggi, divisa sostanzialmente in due, ma con innumerevoli sottodivisioni, un approccio proporzionale sia assolutamente in contrasto con una speranza di governabilita'.
Ho detto molte volte che secondo me non esiste un sistema elettorale "perfetto", poiche' ogni forma reale ha i suoi pregi ed i suoi difetti. In certe situazioni, in certi momenti storici, un sistema puo' essere meglio di un altro.... ma in condizioni diverse anche il sistema elettorale migliore puo' cambiare.
Il risultato, qualunque sara', di questa votazione, dimostra che oggi, in Italia nessuna forma proporzionale, con piccole aggiunte di premi di maggioranza, puo' garantire la governabilita', anzi, tipicamente si finisce sempre in una situazione di sostanziale parita' e di blocco reciproco. Spero che anche gli amici di PRC si rendano conto che continuare a mantenere la testa tra le nuvole, seguendo principri primi non facilmente giustificabili non e', nella realta' concreta italiana, la scelta migliore, per cui, sia o meno il sistema proporzionale piu' democratico, oggi, in Italia dobbiamo puntare ad un sistema maggioritario.
Questo e', al momento, l'unica seria considerazione che mi viene in mente alla luce dei risultati che stanno affluendo.
postato da: mikecas alle ore 21:06 | link | commenti
categorie: politica, sociopolitica, realta