Livellatore di Utopie

Anche se le utopie sono utili, per mantenere una direzione verso cui andare, spesso prendono la mano... e hanno bisogno di una "piallata"

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domenica, 28 maggio 2006

Il libro del mese

Il romanzo di Fantascienza e/o Fantasy di cui, sul mio sito web, consiglio la lettura per il mese di giugno 2006 , e' Dune, di Frank Herbert.
Un libro di 40 anni fa, che ha avuto un grande successo, da cui e' stato tratto un film (di successo un po' inferiore), e che ancora, a tanti anni di distanza, conserva un'enorme freschezza e fascino.
Ne auspico una nuova ristampa, vista l'attuale difficolta' di reperimento.
postato da: mikecas alle ore 13:28 | link | commenti (1)
categorie: libri
lunedì, 22 maggio 2006

Il Calcio Italiano e' uno Sport?

Credo che la risposta alla domanda sia facile: no, non e' uno sport, e' uno spettacolo. E' un'associazione di persone che vendono un intrattenimento allo scopo di fare soldi. Tutto lo sport professionistico e' in questa situazione, a diversi livelli di sviluppo dell'aspetto affaristico, ma per tutti lo scopo e' fare soldi.
Ci sono diversi livelli in cui lo sport puo' diventare spettacolo. Si va dallo spettacolo completamente organizzato, in cui ogni gesto atletico e' concordato in precedenza, come il Wrestling, a situazioni in cui si preferisce l'assoluta aleatorieta', come certi circuiti di corse automobilistiche, dove le macchine sono sostanzialmente uguali, il circuito privo di variazioni, ma in caso di ogni incidente, che e' parte fondamentale dello spettacolo, entra la Safety Car, resettando la situazione, e facendo si' che anche una evidente superiorita' possa essere messa in discussione anche nell'ultimo giro.
Negli USA, patria di eccellenza dello Sport Spettacolo, questi aspetti sono curati con attenzione. Ogni spettacolo ha le sue regole precise per far si' che possa continuare autoalimentandosi, e quindi continuando ad estrarre denaro dagli spettatori. Nessuni pretende particolari onesta', semplicemente il rispetto delle regole condivise che permettono al baraccone particolare di continuare la sua esistenza, e magari di acquisire piu' pubblico, piu' interesse televisivo... piu' soldi, insomma.
Noi invece vogliamo il calcio come sport, come espressione di un aspetto di gelosia campanilistica, retto da regole di "onesta' " sportiva che nemmeno De Coubertain accetterebbe piu'. Regole cosi' assurde che ovviamente le forze interne hanno superato, creando una situazione ibrida, una situazione in cui si gestisce si' lo spettacolo, ma senza l'equilibrio generale dato da regole condivise da tutti. Per cui risulta, nel marasma generale in cui nessuno puo' chiamersi "onesto", che qualcuno e' piu' "protetto" di altri. Ma tutti sono sulla stessa barca, e tutti erano perfettamente coscienti di quello che succedeva.
L'unica soluzione percorribile e' quella che ci indica la patria dello sport professionistico: regole chiare per tutti. Obiettivi evidenti: fare soldi, e condizioni che permettano al sistema di continuare a farli, evitando particolari privilegi, ma gestendo il baraccone come il baraccone richiede. In fin dei conti e' un circo.
postato da: mikecas alle ore 21:13 | link | commenti (1)
categorie: realta
sabato, 20 maggio 2006

Un sassolino che sembra un macigno

Non mi e' mai piaciuto Cossiga, uomo dai troppi segreti e associato a troppi gruppi piu' o meno legali, ma comunque poco democratici. I suoi "sassolini" che ha incominciato a togliersi da quando stava scadendo il suo mandato presidenziale mi sono sempre sembrati piu' dei messaggi in codice, in stile mafioso, per ottenere risultati ben diversi da quelli dichiarati che semplici esternazioni.
Anche quest'ultimo "sassolino" verso Berlusconi (il cui resocondo puo' essere trovato qui) puo' sembrare piu' un avvertimento che una denuncia. Ma questa frase:

 "Ben diversa", prosegue, "è l'accusa di 'immoralita che tu, con molta avventatezza e leggerezza, hai rivolto ai senatori a vita. "Si fosse trattato di un'accusa per qualche mio normale ma irregolare 'rapporto' per così dire sentimentale con qualche bella ragazza venezuelana o napoletana da te presentatami, passi! Ma la 'politica' e il servizio dello Stato", continua Cossiga, "sono stati per me e per la mia famiglia cosa troppo seria, perchè io possa accettare accuse di immoralità da un, anche se simpatico e abile, 'Paperon dei Paperoni' prestato alla politica, e non senza utile personale!".

va meditata per bene. Al di la' delle intenzioni dell'estensore, e' una dichiarazione esplicita del ruolo che ha rivestito Berlusconi in questi anni, reso poi piu' evidente da parte del seguito che vi invito a leggere su Repubblica o su quasi ogni altro quotidiano che non sia di Berlusconi.
Berlusconi ne risulta uno dei tanti avventurieri capaci di approfittare delle situazioni a loro favore per arricchirsi. Alcuni di questi avventurieri, spesso dei veri e propri manigoldi, hanno poi saputo sfruttare la propria ricchezza, e le proprie capacita', per fondare dinastie che hanno fatto la storia del mondo. Il livello culturale e politico di Berlusconi gli impedisce di aspirare ad alcun ruolo storico diverso da quello di un occasionale e temporaneo occupatore di potere, che non e' in grado di gestire, causando la rivolta dei suoi stessi sostenitori. Tutto sommato, un povero uomo dall'ego smisurato, ma dalle assai scarse capacita', a parte quella dell'intrallazzo politico e dei rapporti sempre poco chiari con potentati vari.
Quello di cossiga potrebbe essere l'epitaffio sulla tomba politica di Berlusconi.
postato da: mikecas alle ore 20:53 | link | commenti (4)
categorie: politica
giovedì, 18 maggio 2006

Un governo buono, cattivo o cosi' cosi'?

Guardando la lista dei ministri, esistono ovviamente ragioni per ritenere il nuovo Governo Prodi buono, e magari anche molto buono, cosi' come esistono ragioni per ritenerlo cattivo, anche se difficilmente puo' essere considerato pessimo.
In realta' il giudizio vero puo' essere dato solo dall'insieme dei ministri e dei sottosegretari, che a volte possono cambiare di molto il giudizio.
Ma il gran numero totale rende piuttosto difficile un giudizio meditato nello stesso giorno dell'insediamento.... occorrera' un po' di tempo per valutare le varie situazioni e conoscere anche meglio chi sno certi personaggi del tutto sconosciuti al pubblico normale.
Per ora mi limito ad un commento relativo al Ministero della Ricerca, che era argomento di un mio post precedente.
Prima di tutto, la separazione dell'Istruzione (che spero torni ad essee Pubblica, anche se, visto il ministro, non c'e' da sperarci molto) dall'Universita' e Ricerca, visto i rapporti di forza che ancora una volta hanno dominato nella formazione di qesto governo, potrebbe paradossalmente non essere negativa, avendo consegnato nelle solite mani cattoliche "solo" la scuola, e non anche il resto....
Mussi e L'Universita' e Ricerca c'entrano poco, come e' tipico di un ministro dovuto al Codice Cencelli, ma unito ai sottosegretari da' un minimo di speranza in piu'. Indubbiamente Modica e' preparato ed adatto al compito, anche se io avrei preferito altri, ed il ministero potrebbe anche funzionare bene, se Dalla Chiesa si asterra' di mettere voce in cose di cui e' incompetente, evitando di portare semplicemente il volere cattolico del partito che lo esprime.
In ogni caso sarebbe in minoranza.... almeno spero....
postato da: mikecas alle ore 21:14 | link | commenti (1)
categorie: politica
domenica, 14 maggio 2006

Il nuovo governo e la Ricerca Scientifica

Tutti i politici, sia quelli che hanno vinto le elezioni, sia quelli che le hanno perse, hanno ultimamente elevato alti lamenti sul fatto che in Italia bisogna aumentare i finanziamenti ed i risultati della Ricerca Scientifica.
E' abbastanza ovvio, a chi e' del mestiere, che per avere un risultato migliore non basta introdurre semplicemente piu' soldi, ma occorre anche avere una capacita' di organizzazione, cosa che il governo precedente ha ampiamente dimostrato di non avere, sia per la scelta delle persone (vedi Pizzella improbabile Presidente del CNR), sia per la capacita' di visione strategica (vedi il finanziamento "per gli amici" dell'Istituto Italiano di Tecnologia).
Ma il nuovo governo fara' di meglio?
I nomi che per il momento ho sentito fare per il Ministero dell'Istruzione e della Ricerca Scientifica sono stati quelli di Rosy Bindi e di Asor Rosa. La prima ha tutta la mia considerazione come persona seria, ma del tutto estranea alla problematica in questione. Del secondo preferisco tacere perche' potrei essere incriminato per vilipendio.
In ogni caso saremmo nella cacca.
postato da: mikecas alle ore 23:09 | link | commenti (3)
categorie: politica, scienza e politica

I Mercanti di Borgomago

Il romanzo Fantasy che sto leggendo ora e' La Nave in Fuga, seconda parte di "Ship of Magic", che in Italia e' stato diviso in due. Un romanzo che e' il primo di una triologia, e che parte in modo banale, ma che sembra gia' riscattarsi nella sua seconda parte, come e' forse tipico della sua autice. Lo presento, un poco in anticipo sui tempi tipici, sul mio sito web. Un buon romanzo, tutto sommato.
postato da: mikecas alle ore 22:44 | link | commenti
categorie: libri
sabato, 13 maggio 2006

L'Italia puo' ignorare il Vaticano?

Nella sua giornaliera rubrica "L'Amaca" su Repubblica, Michele Serra scrive oggi una nota del tutto condivisibile (non sono riuscito a trovare questa rubrica nell'edizione on-line). Sostanzialmente il suo ragionamento consiste nell'osservare che solo in Italia si da' importanza ad ogni esortazione del Papa, stigmatizzando su ogni media l'ingerenza nella politica italiana, mentre all'estero si limitano ad ignorare queste esternazioni, chiaramente rivolte solo ai fedeli cattolici, senza implicazioni con gli affari di stato.
Serra sostiene cioe' che e' l'ansia di contrastare le indicazioni papali che gli danno piu' importanza di quello che in realta' meriterebbero, e che basterebbe comportarsi come gli altri paesi europei per non essere piu' sotto questo ricatto.
E' una posizione condivisibile, ma temo del tutto inutile nelle sue conseguenze.
In realta' il papa, quando esterna sulle coppie di fatto, usa, per necessita', i toni del capo di una confessione religiosa verso i suoi fedeli, ma in realta' si riferisce esplicitamente alla politica italiana che e' in grado di influenzare. Di Zapatero o di Chirac gli importa molto poco, infatti le lamentele per le decisioni molto piu' estreme del primo si sono limitate a poca cosa. Sull'Italia invece il controllo sembra dover essere completo, per cui e' inutile cercare di ignorare le sue esternazioni, come si possono permettere di fare gli altri, perche' queste esternazioni sono dirette esplicitamente alla politica italiana, come se fossero ordini, e non sono evitabili in modo cosi' semplice, ne' sono facilmente ignorabili le loro conseguenze.
Il perche' questo avvenga, dove risiedano le responsabilita' di questa situazione decisamente unica e' discorso troppo lungo per essere fatto qui.
Pero' vorrei fare osservare che viviamo in un paese che non puo' permettersi certe posizioni che si possono permettere gli altri paesi europei, perche' subiamo un vincolo del tutto unico ed abnorme.
Dire "facciamo come Zapatero" e' facile, come quasi sempre lo e' l'indicare la luna con il dito.... difficile e' trovare la strada per arrivarci, che dipende in modo sostanziale dalle condizioni di partenza.
postato da: mikecas alle ore 20:51 | link | commenti (9)
categorie: politica, realta
mercoledì, 10 maggio 2006

Una Sinistra Consapevole

Mi riallaccio al post di una settimana fa in cui mi chiedevo, e chiedevo, cosa fosse la Sinistra oggi. Ringrazio tutti quelli che hanno dato la loro opinione, e spero continuino a darla, ma ora e’ forse necessario che cerchi di precisare meglio la mia, di opinione.
Sono stato criticato per avere usato il termine “illusioni” per definire alcune posizioni politiche. Indubbiamente il termine ha alcune sfumature che possono apparire negative, ma avrei potuto usare la parola “sogni”, che mi sembra priva di queste negativita’, ed il senso non sarebbe cambiato. Quello che con quel termine volevo indicare era una visione di un mondo ideale, una personale utopia, anche se in parte condivisa con altri, resa possibile, come ogni paradiso, dalla sua stessa indeterminazione e mancanza di dettaglio. Infatti, nessun “paradiso” e’ mai sopravvissuto come tale ad una descrizione dettagliata del suo funzionamento e delle sue leggi e regole. Ma quello che caratterizza di piu’ questi “sogni” e’ la mancanza totale di una strada per arrivarci, una comprensione dei singoli passi che devono essere compiuti, giorno dopo giorno, per ottenere il risultato desiderato. Spesso l’ambiguita’ rimane sospesa intorno al termine, non piu’ pronunciato esplicitamente, di “rivoluzione”, ma molte volte c’e’ solo la mancanza di qualunque idea, sembrando sufficiente ed autoassolutorio il “sogno” stesso.
Invece io ritengo politicamente sbagliata ogni posizione che non preveda esplicitamente ed operativamente cosa fare per ottenere che cosa. Cioe’ l’avere obiettivi raggiungibili con percorsi determinati e condivisi e’ l’unica posizione politica che possa avere un senso reale. Non che i “sogni” non abbiano il loro ruolo, purche’ sia chiaro che non possono rappresentare una direzione politica proponibile, senza una ragionevole evidenza che il sogno sia in grado di autosostenersi evitando la necessita’ di un uso costante della forza, e senza una chiara e non ambigua indicazione del percorso concreto che si vuole seguire per realizzarlo. Perche’ i pericoli del perseguire a tutti i costi certi bellissimi sogni sono stati implacabilmente evidenziati dall’intera storia dell’umanita’.
In realta’ anche io ho un “sogno”. Questo sogno deriva da una certa insofferenza che provo nel sentire le tante etichette che vengono affibbiate a questa o quella parte della sinistra, e a volte, ancora peggio, sono etichette autoimposte. Mi riferisco a termini come “sinistra moderata”, “sinistra riformista”, “sinistra radicale” od addirittura “sinistra massimalista”, Non voglio certo disconoscere le tante differenze di interpretazione della realta’ che formano il variegato mondo della sinistra, ma spesso questi termini sono in effetti mistificatori, piu’ prodotti occasionali della lotta apparentemente senza fine tra le diverse anime che una vera differenza politica, perche’ spesso ad un vero confronto sulle scelte concrete non ci si arriva.
In ogni caso il mio sogno e’ che nasca e prenda il sopravvento quella che chiamerei “sinistra consapevole”.
Consapevole della sua storia e della sua natura, che evolve insieme alla storia stessa. Consapevole del mondo che ci circonda ed in cui dobbiamo vivere, delle sue leggi di sviluppo e di quanto possa essere guidato in questo sviluppo e di quanto no.
Consapevole degli interessi che si vogliono difendere, ogni giorno e subito, per quanto e’ possibile, senza forzare oltre i loro limiti di applicabilita’ le leggi del mondo. Consapevole che i punti di vista individuali possono essere diversi, perche’ diversi sono gli individui, ed in questo sta buona parte della forza dell’umanita’. Consapevole che solo insieme si possono ottenere delle conquiste condivise.

E’ un sogno anche difficile da spiegare, pieno di sfumature che si arricchiscono ogni volta che ci penso. E’ un sogno, ma a me piace sognarlo.
postato da: mikecas alle ore 19:00 | link | commenti
categorie: politica
lunedì, 01 maggio 2006

Assenza dal blog

Saro' all'estero senza computer e senza connessione per una settimana.... sara' una settimana di vacanza....
Mi scuso da ora per non poter rispondere in tempo reale ad eventuali commenti ed osservazioni. Rispondero' al mio ritorno.
postato da: mikecas alle ore 21:42 | link | commenti
categorie: realta

Cosa e’ la sinistra?


Molte discussioni di questi giorni portano a questa semplice domanda, per non parlare della famosa frase di Moretti: “di’ qualcosa di sinistra”.
Sicuramente la sinistra di oggi non puo’ piu’ essere identificata nel proletariato industriale ottocentesco che fu la base dell’analisi di Carlo Marx. Un proletariato che poteva ben definirsi “classe”, perche’ consapevole del proprio ruolo, della propria capacita’ produttiva, orgoglioso del proprio essere. Ora la produzione industriale e’ decentrata nei paesi piu’ deindustrializzati, affidata al lavoro di persone che non hanno alcuna specifica capacita’ tecnica, e quindi non possono avere una coscienza di classe, perche’ non rappresentano piu’ una classe.
Lo sviluppo del capitalismo, che avviene indipendentemente dalle analisi che su di lui vengono fatte, ha eliminato storicamente il ruolo centrale della classe operaia, completando il processo di globalizzazione, che ora coinvolge anche l’aspetto del lavoro, dopo quello finanziario e di mercato di prodotti, che sono stati i primi aspetti globalizzati.
Nemmeno chi questo aspetto lo ha capito per primo, come Immanuel Wallerstein, e’ stato in grado di indicare quale sara’ la linea di sviluppo, perche’ la sinistra ha perso troppo tempo, accumulato un enorme ritardo, abbacinata dall’illusione della rivoluzione proletaria, nell’analisi dello sviluppo della societa’ capitalistica, che e’ quella in cui viviamo e con cui dobbiamo confrontarci.
Chiunque pensi ancora in termini di “comunismo” dovrebbe essere cosciente che si tratta di un termine privo ormai di ogni significato costruttivo, che mantiene, al piu’, un significato emozionale, di identificazione personale, ma non di un’indicazione politica per il futuro.
A questo punto si pone una domanda d’obbligo: perche’ ancora tanti si dichiarano “comunisti”?
Sanno cosa quel termine vorrebbe dire?
Sono tuttora convinti della bonta’ di una societa’ basata sulla dittatura del proletariato?
O si rendono conto che dovrebbero cercare di ragionare in termini ormai molto diversi, contribuendo con le loro capacita’ a capire le leggi di sviluppo di questa societa’ attuale, e non quella dell’ottocento?
Per molti di loro sembra proprio di no.
postato da: mikecas alle ore 21:16 | link | commenti (20)
categorie: politica