Livellatore di Utopie

Anche se le utopie sono utili, per mantenere una direzione verso cui andare, spesso prendono la mano... e hanno bisogno di una "piallata"

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venerdì, 29 dicembre 2006

Grandi Opere: Lotta Continua

La discussione sulle Grandi Opere continua indefessa. Oggi ha sparato Di Pietro:

TREZZO (MILANO) - C'è qualcuno all'interno della coalizione di governo che "dietro ad una parvenza di tutela ambientale nasconde ostracismo per realizzare le opere", parola del ministro delle Infrastrutture Antonio Di Pietro.

Parole riferite con ogni evidenza ai Verdi, che però non hanno atteso a lungo prima di replicare a muso duro all'ex magistrato. "Di Pietro? Parla come Lunardi", ha risposto secco il capogruppo del Sole che ride alla Camera Angelo Bonelli. "Per giorni siamo stati in silenzio di fronte ai continui attacchi rivolti in numerose occasioni da Di Pietro ai Verdi e agli ambientalisti - ha aggiunto il parlamentare - Il ministro, che ha ipotizzato addirittura l'uscita del Sole che ride dal governo, mostra una preoccupante chiusura culturale e un'assenza di sensibilità sui temi ambientali".

Le parole che hanno fatto scattare sulla poltrona Bonelli, Di Pietro le ha pronunciate a margine dell'inaugurazione della quarta corsia sulla A4 Milano-Bergamo funzionante per i primi 10 chilometri (2 nei pressi di Bergamo e 8 tra Trezzo e Milano). "Questo ministero - ha spiegato - vuole dialogare per costruire le opere, non per impedirle". Di Pietro ha poi chiarito di riferirsi "anche a quella parte della mia coalizione che dietro a una parvenza di tutela ambientale nasconde ostracismo per realizzare le opere".

Secondo il ministro "impedire le infrastrutture è lavorare contro il Paese mentre oggi bisogna lavorare per il Paese dotandolo di infrastrutture in linea con gli altri paesi europei".

Di Pietro ha anche sottolineato che "la Tav si farà". Il ministro ha spiegato che "si è già deciso che la Tav ci sarà, ma dove si farà passare si deciderà nell'ambito dell'osservatorio e della commissione tecnica".

E sempre in tema di grandi opere, da ambienti vicini al ministro dei Trasporti, Alessandro Bianchi, arriva una replica alle dichiarazioni attribuite ieri al sottosegretario alle infrastrutture Angelo Capodicasa: il ponte sullo Stretto di Messina non rientra nei piani del Governo. "Sia il programma di governo dell'Unione che i provvedimenti dei collegati alla legge finanziaria, chiariscono - si sottolinea - in modo inequivoco che l'opera di cui si parla non rientra nei piani del governo. Dunque questa è la linea alla quale il governo si atterrà. Ciò detto, ciascuno è libero di dire le sciocchezze che vuole".

a cui ha risposto Francescato (Verdi):

"A Di Pietro manderemo in regalo per le festivita' natalizie un plico con il piano dei cantieri e delle infrastrutture davvero utili al Paese, elaborato e presentato dai Verdi di recente". Lo dice la deputata dei Verdi Grazia Francescato replicando alle parole del ministro delle Infrastrutture. "Di Pietro e' ormai diventato noioso - aggiunge - Piuttosto che esternare a tutto spiano, farebbe meglio a leggersi le nostre proposte per la realizzazione di quelle opere pubbliche realmente utili e per lo sviluppo di una vera mobilita' sostenibile".

Per puro pudore non riporto le ulteriori esternazioni di entrambe le parti.
Pero' una curiosita' mi coglie: quali sono le Opere Utili che i Verdi dicono di sostenere?
Dalla storia passata delle loro proposte (e la storia e' una severa maestra) tenderei a considerare qualche pista ciclabile nelle grandi citta', ma sopratutto a Roma, sede di eccellenza del minipartito dei Verdi. O forse qualche percorso di montagna, un tratturo per la transuminanza, un percorso pedonale per la visita delle basiliche (ormai l'appiattimento sul chiesastrico fa molta moda)....
E questo per i trasporti.
Ma rimane aperto il problema dell'energia. Quale sara' la proposta dei Verdi?
Sicuramente il risparmio energetico.... degli altri. Ma anche lo sviluppo delle energie alternative: l'eolico... no, l'eolico deturpa l'ambiente. Il solare, che noi di sole ne abbiamo tanto... ma non i pannelli fotoelettrici, che poi si inquina l'ambiente con tutto quel minerale pericoloso da smaltire.... meglio gli scaldabagni solari ad acqua calda..... che non servono a nessuno.... meglio cosi', perche' tutti quei serbatoi sui tetti deturpano l'ambiente. Bisognera' sviluppare il teleriscaldamento, sfruttando il calore delle centrali elettriche che altrimenti inquinerebbe i fiumi ed i mari. Ma la centrale non puo' essere a carbone, perche' inquina l'ambiente. Nemmeno a gasolio, perche' puo' essere anche peggio. Solo a metano. Tutte le centrali elettriche italiane dovranno essere a metano, con impianti di teleriscaldamento. Ma senza rigassificatori, che sono pericolosi per le persone e per l'ambiente. E se il metano dei metanodotti risultera' insufficiente, daremo la colpa al governo (hoops... il governo siamo noi) daremo la colpa a Putin e al comunismo che ha prodotto Putin.
Pero' bruciare metano produce anidride carbonica... non si puo', perche' si aumenta l'effetto serra. Nemmeno il metano e' accettabile.... tanto con il riscaldamento globale, cui noi ci opponiamo, non servira' piu' riscaldarsi troppo.
E se poi fara' troppo freddo, qualche coperta di lana, ovviamente solo dal commercio equo e solidale, sicuramente bastera'....

Ho esagerato, lo so. Ma non credo poi troppo....

postato da: mikecas alle ore 20:57 | link | commenti (10)
categorie: politica, sociopolitica, realta
mercoledì, 27 dicembre 2006

Mitrokhin: Guzzanti minaccia querele

Da Repubblica on line:

"Da un mese Repubblica diffonde mostruosita' contro di me e contro la Mitrokhin: prima un'intervista a Evgeni Limarev, fatta solo di prefabbricate menzogne, che e' stata inspiegabilmente utilizzata dal ministro dell'Interno e dall'intero concerto dei leader del centrosinistra; poi un'intervista postuma a Litvinenko, priva di verificabilita'; poi una campagna civetta contro il consulente Mario Scaramella, destinata a colpire me; poi un'intervista a Oleg Gordievski che lo stesso Gordievski rigetta con sdegno come una manipolazione, e infine l'articolo di oggi, che contiene un'ipotesi diabolica e falsa - come sempre - con cui si suggerisce alla magistratura di indagarmi come fabbricatore di falsi attentati a me stesso, allo scopo di accollarne la responsabilita' a un non dichiarato, ma perfettamente identificabile, 'personaggio politico'". Lo afferma il senatore di Forza Italia, Paolo Guzzanti. "Siccome - prosegue Guzzanti - solo in questo Paese simili follie rischiano di essere prese sul serio, mi riservo di tutelare la dignita' mia e del Parlamento della Repubblica in tutte le forme e in tutte le sedi".

Evidentemente Guzzanti si riferisce all'articolo di Giuseppe D'Avanzo su La Repubblica di oggi. D'Avanzo e' pero' troppo smaliziato per fare affermazioni che possano cadere sotto la mannaia di una querela per diffamazione, per cui credo che le urla di Guzzanti sono solo un tentativo di fare fumo per oscurare un poco le sue responsabilita', almeno quelle politiche, che sono ovvie ed evidenti. Non credo possa seguirne alcun atto vero e proprio, che si ritorcerebbe contro di lui, facendogli perdere la faccia ancor piu', se e' possibile, di quanto non sia gia' successo.
Tenendo poi conto delle ultime notizie sulla piena collaborazione, almeno dichiarata, di Scaramella con la giustizia, forse Guzzanti farebbe bene a preparare una querela preventiva contro lo Scaramella stesso....
Sarebbe piu' prudente.
postato da: mikecas alle ore 19:21 | link | commenti
categorie: politica, satira politica
martedì, 26 dicembre 2006

Universita' di massa e centri di eccellenza

Nei mesi scorsi, durante la discussione sulla Legge Finanziaria 2007, sono apparsi sui maggiori quotidiani degli articoli che affrontavano alcuni problemi, veri o presunti, dell'Universita'. Lo stimolo era rappresentato dalla protesta generalizzata delle universita' e degli Enti di Ricerca contro gli ulteriori tagli economici prospettati nella finanziaria a fronte delle grosse promesse fatte in campagna elettorale per un forte rilancio della ricerca come principio base per una svolta dell'economia industriale italiana.
A seguito di questi articoli, ho scritto alcuni commenti che possono essere letti, sotto appunto il titolo di Universita' di massa e centri di eccellenza, sul mio sito web.
Il discorso avrebbe dovuto essere molto piu' completo, ma mi avrebbe preso troppo tempo e avrebbe superato i limiti di un articolo. Indubbiamente ho toccato solo parzialmente molti temi che meriterebbero ben altro svolgimento. Sara' per un'altra volta. Nel frattempo spero di essere riuscito a rendere chiaro che non esiste una sola universita' con un insieme di regole ben precise, ma ne esistono tante, ognuna retta dalle regole di quella parte di societa' cui si riferisce.
Inoltre, le motivazioni che avevano spinto a certe promesse elettorali non solo continuano ad essere presenti, ma aumentano di urgenza, per cui non vi e' piu' molto tempo da perdere in discussioni inutili e lotte di potere.... la societa' italiana richiede un immediato intervento serio e forte per un effettivo cambio di indirizzo economico e culturale allo stesso tempo, pena il suo totale decadimento.
C'e' da sperare che anche il teatrino della politica riesca a rendersene conto in tempo utile, e sappia prendere le decisioni necessarie per l'utilita' generale, non solo quella di alcune "caste" e/o corporazioni.
postato da: mikecas alle ore 13:49 | link | commenti (3)
categorie: politica, economia, scienza e politica
mercoledì, 20 dicembre 2006

L'assalto alla diligenza

La vecchia tecnica dell'assalto alla diligenza della legge finanziaria da parte di lobby e lobbine non sembra essere tramontata. Anche in presenza di un unico maxiemendamento da parte del governo, si e' assistito all'inserimento, apparentemente per puro intervento dello spirito santo, di articoli, commi, sottocommi, di cui nessuno sembra disposto ad assumersi la responsabilita' ufficialmente e che hanno in comune una sola cosa: sono sostanzialmente interventi clientelari che non potrebbero mai passare se resi pubblici.
L'ultimo scoperto e' il subdolo finanziamento a universita' private, ma forse non solo universita', che ho fatica a cogliere nella sua estensione, ma che, con le parole di Repubblica:

I fondi sono destinati a tutti i collegi universitari che abbiano la finalità di ospitare studenti e che "siano iscritti ai registri delle prefetture", criteri poco selettivi per ricevere complessivamente 32 millioni l'anno nei prossimi tre anni.E' scontato che la maggioranza dei collegi ai quali andranno i fondi sono di natura religiosa

La cifra e' affatto indifferente, potendo rappresentare per molti enti scientifici di livello internazionale la differenza tra il vivacchiare non facendo nulla e la possibilita' di rilanciare una vera ricerca.
Il vero problema e' pero' che cose del genere si scoprono per caso, e a quel punto l'operazione sembra non avere un autore ne' dei sostenitori, lasciando la sensazione che un gran numero di azioni del genere possano essere passate inosservate, e sistematicamente a favore di una ben definita parte del panorama politico della maggioranza.
Perche' poi dovremmo anche farci un partito unico insieme, rimane uno dei maggiori misteri religiosi di questo secolo....
postato da: mikecas alle ore 22:25 | link | commenti (3)
categorie: politica, scienza e politica
martedì, 12 dicembre 2006

Basil Argyros, Agente dell'Impero di Bisanzio

E' il romanzo di fantasy che ho da poco finito di leggere e di cui parlo nel mio sito web.
Harry Turtledove, l'autore, e' specializzato in "storia alternativa" e si e' laureato con una tesi su Bisanzio. Nessuno meglio di lui poteva percio' analizzare cosa sarebbe potuto succedere se Maometto, per sfuggire ad uno scontro tribale, si fosse rifugiato ad Alessandria e convertito al cristianesimo, divenendo San Maometto.
Sia Bisanzio che il suo grande nemico, l'impero persiano, non avrebbero dovuto confrontarsi con la grande espansione araba, che li indeboli' entrambi, ma avrebbero avuto modo di consolidare i propri territori, continuando la loro guerra anche in modo indiretto.
Purtroppo pero' Turtledove pone poca attenzione alla possibile evoluzione storica e si concentra sulle avventure dell'involontario agente semi segreto Basil Argiros.
E' un romanzo piacevole per una lettura disimpegnata. Peccato, perche' avrebbe potuto essere di piu'.
postato da: mikecas alle ore 14:49 | link | commenti (1)
categorie: libri
domenica, 10 dicembre 2006

Gli operai sono ancora una classe?

Ilvo Damianti su Repubblica oggi 10/12/2006, a proposito della contestazione subita dai segretari sindacali da parte di gruppi operai a Mirafiori, si pone la domanda sul perche’ il ceto operaio ha perso di visibilita’ e di peso politico, anche se rappresenta una frazione considerevole della forza lavoro italiana.
Da’ anche delle risposte molto ragionevoli, dall’aumento forte del terziario, alla flessibilita’ spinta, alla delocalizzazione di molti lavori di piu’ basso livello, alla forte immigrazione dai paesi del sud e dell’est. Ma credo che gli sfugga un fatto che e’ poi anche conseguenza di tutte le ottime ragioni che lui porta, e cioe’ che gli operai ormai non rappresentano piu’ una classe.
Immanuel Wallerstain sostiene, con molte ragioni, che un ceto sociale diventa una classe solo quando acquista l’autocoscienza di esserlo, di avere dei valori ed interessi condivisi. Nel corso della storia umana qualche volta non si e’ avuta alcuna classe, spesso ve ne e’ stata solo una, e qualche volta ce ne sono due. In questo ultimo caso e’ inevitabile che siano in conflitto per la spartizione delle risorse, conflitto che diviene ideologico e tende ad assorbire intorno ai contendenti gli interessi degli altri ceti sociali, per cui non possono mai esserci piu’ di due classi presenti contemporaneamente. Quando c’e’ una classe sola, non e’ che manchino i conflitti sociali, ma sono portati avanti da diversi ceti che si ritengono sfruttati, in modo individuale e senza proporre una visione alternativa della societa’.
E’ quello che sta avvenendo oggi, in cui gli operai stanno diventando un ceto sociale tra i tanti che si ritengono, a ragione, sfruttati perche’ ricevono una parte delle risorse globali inferiore a quelle che producono, ma non sono piu’ una classe, non hanno piu’ la forza di una visione alternativa intorno a cui raccogliere non solo se’ stessi e ricavarne la coscienza di classe, ma anche altri ceti sociali non identificabili nella forza lavoro operaia. Privi di questa capacita’, stanno diventando un ceto tra i tanti, ognuno con i suoi particolari problemi, e suddivisi al loro interno, in base alle esigenze specifiche dei vari gruppi.
Questo e’ successo per tante ragioni che non possono essere discusse completamente in un post, ma la globalizzazione del lavoro, dopo quella finanziaria e commerciale, ha avuto un grosso ruolo, paragonabile all’effetto del crollo ufficiale dell’Unione Sovietica, anche se ormai il vecchio mito di una societa’ socialista era caduto da tempo. Le delocalizzazioni, gli spostamenti delle attivita’ produttive all’inseguimento del minor costo della manodopera e delle leggi piu’ permissive, la perdita del ruolo degli Stati Nazionali, che sono ormai largamente impotenti ad imporre regole a strutture economiche di gran lunga piu’ ricche e potenti di loro, sono altri elementi che contribuiscono a far perdere all’operaio la vecchia consapevolezza di essere elemento insostituibile e fondamentale nella catena produttiva, fino a portarlo a credere di poterla controllare direttamente.
Tutto questo pone grossi problemi di identita’ anche alla politica di “sinistra”, che ha perso molti dei suoi punti di riferimento e, per varie ragioni, fatica a trovarne di nuovi.
Questo spiega la perdita di “visibilita’ “ degli operai, ma ancora non ne ha diminuito in modo veramente significativo il numero, per cui, anche se nuovi ceti sociali, nuove emergenze e poverta’, saltano piu’ agli occhi, non si puo’ certamente dimenticarsi di loro.
postato da: mikecas alle ore 22:16 | link | commenti (5)
categorie: politica, economia, sociopolitica
sabato, 02 dicembre 2006

La Rinascita della Balena Bianca

Ormai i sintomi e gli indizi sono molti, e tutti convergenti. Casini si "sfila" dalla manifestazione contro Prodi. Mantiene un'atteggiamento di opposizione, ma non viscerale. A San Giovanni invece avviene l'investitura di fatto di Fini come successore di Berlusconi. Solo che senza Berlusconi, e sotto la direzione di Fini, la Casa delle Liberta' diverra' meno ibrida, molto piu' caratterizzata a destra perche' moti attirati da Berlusconi, dalle sue dichiarazioni liberiste mai attuate, non si sentiranno coerenti con una destra in cui gli ex-fascisti e i leghisti sono predominanti. Una fuga verso il centro sara' inevitabile, e Casini e' li' che aspetta.
Dall'altra parte la tormentata formazione del Partito Democratico va nella stessa direzione, infatti vi e' un entusiasmo generalizzato all'operazione da parte dei margheriti e un dubbio molto diffuso tra i DS. Il risultato non sembra essere in dubbio, qualunque speranza possano avere i vertici dei DS: sara' un partito dominato dall'ideologia cattolica, da un sostanziale rifiuto del laicismo e del socialismo. Basta vedere con quale fermezza Rutelli mantenga le sue posizioni di chiusura e con quante oscillazioni e cedimenti i DS cechino di contrastarle.
Il risultato finale e' ai miei occhi ormai ovvio. Una parte dei DS, quella piu' sensibile alle lusinghe del potere e della vita individualmente comoda, accettera' di far parte del PD, senza un grande seguito elettorale, ma la cosa e' inessenziale. Unendosi al loro equivalente di destra, si formera' un nucleo di centro estremamente forte. Se poi non verra' modificata la legge elettorale verso un piu' deciso bipolarismo o, a maggior ragione, prevarra' un piu' forte proporzionale, non vi saranno piu' ostacoli alla rinascita della Balena Bianca, e mi tocchera' morire democristiano. Cosa che ormai speravo di aver evitato.
E' stupefacente che le "forzette" di sinistra non si rendano conto che il loro sostegno al proporzionale, nella speranza di mantenere le poltroncine, indubbiamente molto appetibili, per i loro vertici, li condannera' ad abbandonare per sempre ogni speranza di partecipare al governo del paese.
Forse per alcuni e' proprio quello che vogliono.... un ricco stipendio senza responsabilita' e con la possibilita' di ululare i soliti proclami richiedenti un capovolgimento del mondo... nella sicurezza che nulla di grave, per loro, potra' mai accadere....
Ma per i loro elettori l'inganno dovrebbe essere almeno un poco apparente, perche' loro hanno solo gli svantaggi, senza le prebende che li rendono assai accettabili.....
Ma e' forse la forza dell'ideologia che rende ciechi....
postato da: mikecas alle ore 21:24 | link | commenti (8)
categorie: politica

Hyperion

Il consiglio di lettura di romanzi di SF e/o Fantasy per il mese di dicembre consiste in  Hyperion e La Caduta di Hyperion, i primi due romanzi di una quadrologia che e', al momento, la migliore opera di Dan Simmons.
Come spiego nella mia presentazione, ho avuto difficolta' iniziali, perche' la vicenda e' complessa e l'approccio e' da direzioni diverse, per cui bisogna leggere il primo volume tutto di seguito per riuscire a mantenere il controllo degli avvenimenti. Con il secondo volume si arriva ad una conclusione di molte delle linee di azione che si sono sviluppate. Anche se non tutto e' spiegato, vi e' un salto temporale e logico con i romanzi successivi, che devo ancora finire di leggere. Per questo mi sento di consigliare la lettura anche solo dei primi due.
E' una storia complessa, troppo per essere spiegata in due parole. Si ritrovano alcuni temi che, per caso o perche' e' il momento giusto per evidenziarli, sono apparsi anche nei romanzi che ho consigliato nei mesi precedenti. Osservati e descritti ovviamente da un punto di vista originale, e inseriti in una storia intrigante, logica, ben controllata da un autore tra i migliori di questo periodo.
postato da: mikecas alle ore 19:19 | link | commenti
categorie: libri