Ma la gente vuole il Partito Democratico o piu’ democrazia nei partiti?
L’argomento piu’ usato a favore del Partito Democratico e’ che hanno sempre raccolto piu’ voti le liste unite della somma dei voti di DS e Margherita. Inoltre si porta l’esempio del successo delle primarie per l’investitura ufficiale di Prodi.
In nome di questo vantaggio elettorale si arriva alla forzata convivenza nello stesso partito di chi ritiene ancora attuale la lotta di classe tra padroni ed operai, anche se senza piu’ una evidente direzione verso cui muoversi, avendo perso il comunismo buona parte della sua credibilita’ di realizzazione concreta, e chi si ritiene di sinistra perche’ dalla propria fede religiosa riceve il dovere morale di soccorrere i poveri e i deboli, per alleviare in parte le loro pene. Concezioni di vita quasi totalmente antitetiche e da cui non puo’ assolutamente derivare un’azione politica condivisa, se non per una piu’ o meno temporanea alleanza sulla base di un ben definito e limitato programma comune.
Io penso invece che un partito debba riunire delle persone che abbiano una visione del mondo sostanzialmente simile, e che condividano un’idea di base delle finalita’ dell’azione polititica, anche se possono dividersi, magari ferocemente, sui dettagli.
Inoltre ritengo impossibile formare un partito semplicemente in base all’ipotetico numero di voti che puo’ ottenere, senza una profonda discussione preliminare sul programma politico che il partito intende sviluppare.
Ma forse vi e’ un’incomprensione, una valutazione sbagliata dei desideri popolari.
Forse la gente vorrebbe semplicemente superare la chiusura burocratica dei partiti, che impedisce di fatto una partecipazione di persone nuove, desiderose di dare il proprio contributo, ma che rifiutano la trafila delle riunioni di sezione, degli schieramenti precostituiti, delle elezioni interne scontate. O forse semplicemente non hanno il tempo di partecipare in questo modo, perche’ hanno una vita fin troppo assillante da vivere, problemi cui far fronte, e il politico a tempo pieno non e’ un possibile secondo lavoro per loro.
Magari auspicano proprio la possibilita’ di una partecipazione piu’ leggera, un contatto attraverso le tecnologie moderne, non necessariamente con la presenza fisica nelle sezioni ed in orari impossibili. Ma con la possibilita’ di discutere, di esprimere e di far pesare la propria opinione sulle questioni importanti, tra cui, su tutto, prevale la scelta dei candidati alle elezioni. Ci sono sicuramente tanti modi organizzativi per cui questo puo’ essere reso possibile, ma alla base di tutto ci deve essere una precisa volonta’ di rinnovamento da parte delle attuali dirigenze.
E qui temo caschi l’asino.
Perche’ ormai la politica di professione si e’ cristallizzata non solo ai vertici piu’ alti, ma, grazie al proliferare delle posizioni intermedie, nelle strutture di regioni, province, comuni, quartieri, ed al continuo aumento delle relative retribuzioni, ormai e’ la norma per una massa molto grande di personale politico, che dalla politica deriva il proprio sostentamento, spesso decisamente, ed eccessivamente, alto. Per non parlare del mare di pseudo manager che affollano aziende statali, municipalizzate, societa’ esternalizzate etc etc. Tutti con prebende non indifferenti e tutti dipendenti dalla politica partitica.
Ormai non sono piu’ semplicemente un ceto sociale, ma sono diventati una vera e propria classe che difende se’ stessa, che si alimenta per nepotismo e cooptazione.
Chiedere a loro di fare spontaneamente ben piu’ di un passo indietro, che sarebbe il minimo indispensabile, credo sia improponibile. Ma senza questo, il problema rimarra’ irrisolvibile, poiche’ il Partito Democratico non puo’ essere la risposta alla richiesta di partecipazione della base, perche’ prima di tutto non sara’ un partito, e poi perche’ non potra’, per ovvie ragioni di lotte interne tra le correnti dei vecchi partiti, aprirsi veramente a nuove partecipazioni che vadano oltre il semplice voto.
Temo concretamente che se si continua cosi’, il Partito Democratico sara’ un gran fallimento.
Sullo stesso tema del Partito Democratico avevo gia' scritto diversi post nel passato:
http://mikecas.splinder.com/post/6905541
http://mikecas.splinder.com/post/9003523
http://mikecas.splinder.com/post/9338374
http://mikecas.splinder.com/post/9862426
Il clima cambia
Oggi sono tornato in riva all'Elba, e ci dovro' stare una settimana di lavoro molto intenso, per cui temo non potro' aggiornare il blog.
Siamo stati accolti da uno scroscio di pioggia che ci ha "infracidiati" completamente. Un tipo di pioggia violento e prolungato che non avevamo mai trovato da queste parti, dove imperava il cielo grigio e la pioggerella perenne, quasi una nebbia troppo densa, un'aria bagnata.
Oggi invece era una pioggia romana, da clima tropicale, con una temperatura tutto sommato abbastanza alta, non proprio tipica del luogo e del tempo.....
Ma e' sicuramente un inverno particolare....
Speriamo bene....
Ambiente, allarme Ue sull'effetto serra "Anche l'Italia a rischio desertificazione"
ROMA - Il riscaldamento globale potrebbe costare all' Europa migliaia di vite e miliardi di euro entro i prossimi 70 anni. E' impietoso lo studio sulla situazione climatica e ambientale elaborato dalla Commissione europea e pubblicato oggi dal Financial Times. Tanto impietoso da lasciare pochi margini al dubbio, tra cifre e prospetti che delineano un quadro da film del terrore. Se non saranno presi provvedimenti sulle emissioni dannose, ammonisce infatti Bruxelles, l'effetto serra e il relativo surriscaldamento del pianeta andranno avanti a passi veloci. E le prime avvisaglie del clima bizzarro, d'altra parte, sono sotto gli occhi di tutti.
Dall'articolo su Repubblica on-line, dove puo' essere letto interamente.
Stavo aspettando questo momento. Perche' il fatto che il clima stesse cambiando era evidente da almeno 10 anni. In questo periodo pero' si sono contrapposti solo due opinioni: quella totalmente catastrofista, per cui l'aumento dei gas serra, prodotti dall'attivita' umana, stavano portando il mondo alla distruzione, e quella che non so definire, ma che racchiude gli scettici per principio, gli esperti di clima, che sanno di variazioni climatiche anche piu' forti nel passato della Terra, i chimici e fisici che ancora cercano di capire i misteriosi percorsi dell'assorbimento ed emissione dell'anidride carbonica da parte degli oceani, con le ovvie, ma difficili da predire, interazioni con lo sviluppo del plancton e quindi di tutta la vita marina, che in realta' non sapevano che pensare, non avevano una opinione certa.
Sicuramente ci sono correlazioni tra l'aumento dei gas serra e la temperatura media della terra che sono altamente significative, ma la domanda e' se vi e' anche un rapporto di causa-effetto. Perche' indubbiamente la Terra ha subito, per cause del tutto naturali, cioe' dovute al ciclo fisico della Terra stessa, variazioni climatiche ben piu' forti di quella che stiamo sperimentando, anche nelle peggiori previsioni. E' pero' abbastanza credibile l'osservazione che mai una tale variazione si sia avuta in un tempo tanto breve.
E questo e' sicuramente un argomento che da preoccupazione.
In ogni caso, tra il catastrofismo esagerato, ed il menefreghismo di chi tanto il fatto non lo tocca, siamo finalmente arrivati ad un punto in cui il problema diventa evidente.
Onestamente non riesco a capire la ragione per cui il problema diviene improvvisamente di interesse generale. Puo' dipendere dal fatto che e' diventato tanto evidente da superare la soglia per cui diventa un "vero problema", o forse ora qualche grossa multinazionale ha trovato il modo di ricavare un maggiore reddito dallo sposare la filosofia della riduzione dei gas serra, o forse solo perche' i mass media non sapevano che altro dire.
Ma ora e' esploso e ne dovremo tenere conto. Solo che il tipico atteggiamento sara' ancora una volta quello catastrofista, anche se, a quello che si legge attualmente, ancora non siamo coscienti di quello che il catastrofismo autentico, quello scientifico, e' in grado di minacciare.
Ma e' meglio sorvolare su questi aspetti, perche' la tensione sociale che deriva dalle notizie diffuse ora e' gia' abbastanza alta, e non c'e' bisogno di aumentarla ulteriormente.
Dal punto di vista scientifico, il clima terrestre e' un sistema complesso, e quindi difficilmente prevedibile, se non proprio impossibile. Un sistema complesso e' caratterizzato dalla interconnessione di un gran numero di variabili, con relazioni non lineari tre di loro. Semplicemente il nostro cervello non e' in grado di capire questo andamento. Per limitatissime situazioni, sia spaziali che temporali, una estrapolazione anche non lineare, ma limitata a bassi ordini dello sviluppo in serie, e' possibile. Pero' e' necessario conoscere ogni parametro ed ogni effetto, mentre noi, dovendo dipendere dalla nostra conoscenza empirica del mondo, possiamo tranquillamente ignorare rapporti tra variabili che ancora, nelle condizioni attuali, non hanno dimostrato di esistere.
Discorso complesso che credo pochi capiranno.... ma e' il destino della scienza....
In ogni caso, se vogliamo riassumere in una frase tutto il problema, direi che saremmo estremamente fortunati se il problema del riscaldamento del mondo dipendesse sostanzialmente dall'attivita' umana.... perche' a llora potremmo anche pensare di porvi rimedio....
Purtroppo non e' affatto sicuro.
I dipendenti corrotti verranno licenziati anche se scelgono il patteggiamento
ROMA - Licenziamento in tronco per i dipendenti pubblici riconosciuti colpevoli di corruzione, concussione e peculato, anche se scelgono la via del patteggiamento. A prevederlo è il disegno di legge presentato dal ministro per le Riforme Luigi Nicolais e approvato dal Consiglio dei ministri prima di Natale.
Da Repubblica on-line, dove puo' essere letto tutto l'articolo.
Nella disperata necessita' che l'Italia ha di rendere piu' efficente, meno costosa la Pubblica Amministrazione, questo provvedimento, sicuramente positivo, non puo' pero' essere considerato un "primo passo" nella direzione giusta. Mi sembra al massimo l'accorgersi di quale e' la direzione giusta.
Sicuramente meglio di prima, ma c'e' molti da fare per ottenere qualche risultato. E non e' certo il portare la banda larga in tutti gli uffici che si risolvera' il problema (mi riferisco al Masterplan per l'Innovazione della Margherita presentato in campagna elettorale e che ho commentato in un mio vecchio post e successivo). Al massimo si permettera' agli impiegati una maggiore efficienza nel navigare e giocare in rete.
Sta diventando assolutamente prioritario lo stabilire dei criteri oggettivi di Valutazione per la PA, da affidare ad una Agenzia indipendente dalla politica, come si intende fare, ed in parte si e' gia' cominciato ad attuare, per la Ricerca e l'Universita'.
TAV o non TAV?
Un articolo recente sull'Espresso, in cui si suggerisce che nella gestione della costruzione delle linee ferroviarie ad alta velocita' ci siano stati incrementi eccessivi dei costi, sintomi di ruberie, di intrecci tra politica ed affari e quant'altro la fantasia di ognuno puo' immaginare, ha riaperto la strada alle lamentele del partiti anti-TAV, che continua a sostenere la non necessita' delle nuove linee, ritenendo sufficiente una riorganizzazione di quelle esistenti. Inoltre si ritiene che privilegiare con gli investimenti una utenza ritenuta di elite, invece della massa dei pendolari, sia socialmente sbagliato.
Il problema e' invece, e lo e' sempre stato, che in Italia si e' sempre sottovalutato il significato delle infrastrutture, privilegiando invece il finanziamento dell'occupazione, che non sempre, o quasi mai, sono cose che coincidono.
Non posso entrare nel concreto della questione TAV si' o TAV no in un semplice post, poiche' questo lo possono fare solo quelli che "hanno capito tutto" e hanno la loro Verita' da proclamare. E la questione non puo' essere risolta dal fatto che qualcuno ha rubato o truffato, perche' quella e' argomento di denuncia penale.
Mi limito ad un paio di osservazioni:
Tra Roma e Milano c'e' un aereo ogni mezz'ora, in entrambe le direzioni. Se ci fosse un treno che unisse le due stazioni centrali in un tempo di 3 ore e mezza, sarebbe competitivo con l'aereo, molto piu' rilassante e produttivo per chi lo prende, ed estremamente piu' ecologico.
Tra Roma e Parigi c'e' un aereo ogni ora, e ogni tanto piu' spesso. Se un treno ad alta velocita' collegasse le due citta' in meno di 8 ore, per moltissimi sarebbe un'alternativa reale all'aereo, per cui il tempo reale impiegato dall'utente sfiora ormai le 6 ore.
Per non parlare delle destinazioni intermedie e delle diramazioni possibili.
Poiche' un treno equivale a circa 4 aerei come capienza minima, dovrebbe essere evidente il vantaggio economico ed ambientale, poiche' il kerosene avio e' il carburante piu' inquinante che ci sia.
Il costo delle linee e' molto alto, ma non piu' di nuovi aereoporti, che sarebbero presto necessari. E si tratta delle famose infrastrutture, che servono per sempre, una volta fatte.
Ovviamente non e' rimodernando le linee esistenti, o ottimizzandone l'uso, cose che devono comunque essere fatte, che si ottiene questo risultato.
PS e a proposito dell'inquinamento aereo, questa e' una notizia di oggi
L'impero degli Incanti
Il primo consiglio di lettura Fantasy del 2007, che rappresenta anche l'esordio del mio sito web nel nuovo dominio di webalice, e' L'impero degli Incanti. Un Romanzo picaresco, in cui l'ironia della narrazione predomina. In un'Europa riconoscibile geograficamente, ma affollata di ogni genere di creature che tutti i miti del mondo hanno creato, la magia si estrinseca attraverso la musica. L'avventura di maghi avinazzati, spadaccini provetti e belle ragazze alla ricerca degli strumenti di un potere inimmaginabile, ma con il compito di distruggerli, si svolge in modo coinvolgente, ma sempre con il distacco che l'ironia riesce a dare ad avvenimenti del tutto inverosimili. Una lettura disintossicante.
Spostamento del mio sito web
A partire da oggi, 1 gennaio 2007, il mio sito web viene spostato su webalice. Il nuovo link d'ingresso sara' quindi http://www.webalice.it/michele.castellano/index.html come ho gia' provveduto ad indicare nel mio profilo.
La ragione dello spostamento e' dovuta semplicemente al fatto che Alice si e' ristrutturata, offrendo uno spazio molto maggiore sul nuovo dominio. Inoltre il vecchio era un po' ibrido, tra il defunto Virgilio e la nuova Alice. Oltre ad essere molto limitato, incominciavo ad avere timore che potesse essere chiuso. Lo spostamento andava fatto, prima o poi, e prima e' meglio di poi, per tante ragioni.
Il vecchio sito con indirizzo http://xoomer.alice.it/mikecas/index.html rimarra' attivo con l'aggiornamento al 31/12/2006, fino a quando sara' permesso.
Ricordo che in questo sito trovano posto articoli di politica, di scienza e politica della scienza, e suggerimenti di lettura di romanzi di Fantascienza e Fantasy.
Il problema ora e' "convincere" Google che esiste un nuovo sito, anche se e' identico, quasi, a quello precedente. Cosa che non sembra facile, per cui la posizione niente affatto male raggiunta da alcune delle mie pagine nella classifica di Google dovranno essere rimesse in discussione, e faticosissimamente riconquistate, almeno lo spero.
Invito quindi chiunque abbia, anche solo per caso, un link al mio sito, a modificarlo di conseguenza.
Grazie e a buon rendere....