Livellatore di Utopie

Anche se le utopie sono utili, per mantenere una direzione verso cui andare, spesso prendono la mano... e hanno bisogno di una "piallata"

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mercoledì, 27 giugno 2007

Veltroni ed il Partito Democratico

Io ho deciso da tempo che la nascita del nuovo Partito Democratico non mi puo’ vedere coinvolto, perche’ troppe sono le limitazioni, i paletti a senso unico, i dictat margheriti senza adeguato riscontro ed opposizione di alcun genere perche’ io possa pensare di partecipare alla sua formazione.
Ma io sono sicuramente vetero-qualcosa, legato a vecchi concetti tipo l’evitare di buttare il bambino con l’acqua sporca. Perche’ sara’ anche vero, e ne sono convinto anche io, che le ideologie del secolo scorso hanno fallito, ma questo non significa affatto il dover fare tabula rasa di tutta la storia. E il ripartire insieme alla Binetti non significa ripartire da tre, ma almeno da -100.
Pero’ leggendo in giro, vedo molti giovani che non hanno affatto le mie perplessita’, non riconoscono per niente del valore alle esperienze passate, vogliono solo poter credere a qualcosa che sembri a loro nuovo e promettente, senza poi tante distinzioni di valore ed analisi socioeconomiche di cui capiscono poco.
Per questo non ho voluto sentire il discorso di Veltroni. Non perche’ non mi interessi quello che ha voluto dire, me lo leggero’ con calma. Ma perche’ in fin dei conti quello che ha detto e’ inessenziale. Veltroni e’ il prototipo perfetto di chi raccoglie consenso, indipendentemente dall’argomento in questione. E’ bravissimo a non scontentare nessuno, pur riuscendo poi a fare qualcosa. Ovviamente facendo poco, perche’ ci sono alla fine dei limiti all’evanescenza, ma sempre molto di piu’ di quanto apparirebbe a prima vista.
Credo sia la deriva inevitabile della politica moderna, di cui forse in Italia siamo i precursori. Perche’ per fare qualunque cosa serve il consenso, e l’ottenerlo e’ l’aspetto principale. Dopo viene il compito assai meno importante del realizzare una qualsivoglia politica.
Ma se c’e’ il consenso si puo’ fare tutto, o far sembrare che si sia fatto tutto.
postato da: mikecas alle ore 22:28 | link | commenti (2)
categorie: politica, satira politica
martedì, 26 giugno 2007

La Valutazione della Ricerca - La Relazione Finale

E' stata pubblicata, nei mesi scorsi, la Relazione Finale del Comitato di Indirizzo per la Valutazione della Ricerca (CIVR) relativa al processo di Valutazione Triennale della Ricerca (VTR) per gli anni 2001-2003. E' un poderoso volume di 812 pagine in cui, oltre a tutti i dati gia' presentati nelle due relazioni precedenti, sugli Enti di Ricerca e sui Panel di Area, vengono presentate molte tabelle aggiuntive in cui i dati stessi sono correlati diversamente, ed in particolate le tabelle riassuntive istituzione per istituzione. Il mio commento puo' essere trovato qui, mentre quelli relativi alle relazioni precedenti sono qui e qui. Le informazioni aggiuntive che se possono ricavare da quest'ultima pubblicazione non sono tante, ma una cosa risalta sopra tutto, ed e' il numero di universita' che risultano estremamente piccole in termini di ricerca svolta, al limite dell'inesistente, dando consistenza al discorso che avevo iniziato a fare su Universita' di massa e centri di eccellenza.
Sarebbe ormai ora di far partire il nuovo ciclo di Valutazione, perche' solo un'azione continuativa permetterebbe a questa innovativa procedura di dare i frutti sperati, ma anche per la volonta', per altri versi encomiabile, di questo governo di creare una vera e propria Agenzia per la Valutazione, niente per il momento sembra muoversi.
C'e' il serio rischio di perdere anche questo treno
postato da: mikecas alle ore 22:39 | link | commenti
categorie: scienza, scienza e politica
domenica, 24 giugno 2007

Il Potere dei Nomi

Esistono dei nomi che sono evocativi, per cui chi li porta sembra destinato a fare certe cose, un certo mestiere, compiere quello che il destino legato al suo nome gli impone...
Ci sono poi persone che, avendo un certo nome, dovrebbero guardarsi bene dallo svolgere certi mestieri, certe funzioni, perche' il ridicolo li colpirebbe inesorabilmente....
Mi spiegate allora perche' il nuovo Capo della Polizia si debba chiamare Manganelli?
Che futuro avra' nelle cronache quotidiane? Quali saranno i commenti al primo scontro nelle piazze?
Deve proprio far concorrenza al Commissario Manetta di Topolino?
postato da: mikecas alle ore 21:09 | link | commenti (5)
categorie: cazzeggio, satira
sabato, 23 giugno 2007

Il PD e la partecipazione

Io, da persona che si ritiene di sinistra ma senza alcuna tessera di partito, avevo visto con piacere le iniziative per far nascere il Partito Democratico, cioe’ il superare i vecchi paletti ideologici a favore di quello che pensavo dovesse essere la versione italiana dei grandi partiti socialisti (socialdemocratici) europei. Anche l’evidente difficolta’ di strategia che colpisce la socialdemocrazia in tutta Europa poteva favorire l’unione di forze ancora parzialmente divise se l’obiettivo di elaborare una nuova analisi sociale e derivarne un programma politico insieme a tutti i partecipanti al PSE diventava un elemento primario.
Tenendo poi conto dell’estrema chiusura della politica italiana, un allargamento di partecipazione al cosiddetto “popolo delle primarie” non poteva che essere estremamente positivo, poiche’ all’aspetto propositivo, di discussione e di scelta deve poter partecipare la massima parte di persone possibile, non solo quelli che della politica ne fanno una professione o sono disposti a rinunciare quasi completamente ad una vita privata per dedicare tutto il tempo libero ai giochi di potere. E oggi abbiamo i mezzi tecnici perche’ le discussioni importanti e le decisioni relative possano avvenire tra un numero di partecipanti molto piu’ ampio di quello che frequentava le sezioni dei partiti.
Ma tutto cio’ non sta avvenendo, anzi. E in un partito che mette durissimi paletti a sinistra e lascia completamente aperto a destra, in un partito che causa la frattura di una parte dei DS mentre accetta tranquillamente la presenza della Binetti e dei suoi simili, in un partito che invece di proporre una politica che riesca a convincere persone che avevano votato a destra, cerca di attirare al suo interno politici di destra, in modo che ognuno poi voti sempre allo stesso modo, in un partito del genere io non mi riconosco.
Ho perso quindi l’interesse diretto alla formazione del PD, ma ne osservo dall’esterno le dinamiche di formazione, e vedo che, a parte molte discussioni in rete, il procedimento ufficiale di formazione procede nel modo piu’ tradizionale.
Molte delle mie stesse perplessita’ sono ben esposte in un post di Corrado Truffi  sul Blog di Pennarossa.
Vedo inoltre molta agitazione e sgomitamenti da parte di persone gia’ inserite nella classe politica ufficiale, anche se in posizione secondaria, e formazione di liste che sotto la maschera di “aprire al nuovo” temo tendano solo alla sostituzione dei “vecchi” politici con politici “nuovi” solo in termini anagrafici.
Faccio ovviamente i miei migliori auguri a iMille, tra cui vi sono degli amici, ma ho la piu’ che fondata impressione che, al di la’ di tanti bei discorsi, finiranno per fare i portatori d’acqua a chi vuole semplicemente sostituirsi nella gestione del potere, magari dando una ripulitina superficiale innovativa al tanto deprecato “vecchio modo” di fare politica, senza significativamente cambiare le cose.
Spero si tratti solo di eccesso di pessimismo da parte di un “anziano” anagraficamente, ma ho l’impressione invece che non mi sto sbagliando.
Cosa succedera’ poi, sara’ tutto da vedere, perche’ anche a sinistra del PD la confusione e’ tanta.
postato da: mikecas alle ore 18:30 | link | commenti (20)
categorie: politica, sociopolitica

Millennium People

Un amico mi ha "passato" questo romanzo di Ballard chiedendomi di leggerlo e di dare il mio parere.
Ne parlo sul mio sito web con una presentazione che, data la richiesta esplicita, e' un po' piu' lunga del solito.
E' un romanzo del 2003, quindi precedente a Regno a Venire di cui avevo suggerito la lettura a Marzo2007.
Il tema dei due romanzi e' molto simile, le inquietudini, le insicurezze e le contraddizioni che sta attraversando la classe borghese media dei paesi occidentali in questo periodo.
I dettagli sono diversi, diverse le soluzioni che vengono date a problemi sostanzialmente analoghi, anche se Ballard, come sempre, e' molto piu' interessato alle reazioni individuali, alle emozioni delle persone che ai problemi sociologici veri e propri. Ed e' ancora meno interessato a proporre delle soluzioni realistiche, visto che  i suoi finali sono tipicamente degli Happy end poco probabili.
Ma e' l'analisi delle pulsioni individuali che e' il pregio di Ballard, fin dal tempo in cui scriveva dei romanzi di fantascienza vera, anche se sempre proiettati all'interno dell'animo umano, e queste sono studiate, evidenziate, rivoltate in tutte le dimensioni, forse anche troppo, perche' alla fine la carenza di un'analisi generale si fa sentire.
Ma sono romanzi da leggere, per poterli criticare.
postato da: mikecas alle ore 12:38 | link | commenti
categorie: libri
martedì, 19 giugno 2007

E le Rendite?

Avevo sempre pensato che Pietro Folena fosse politicamente inesistente, ma dopo la sua lettera pubblicata oggi su Repubblica mi sono convinto che e' addirittura dannoso.
Dopo una filippica sulla sudditanza della politica all'impresa, da cui non si capisce se vorrebbe una politica che ignorasse l'impresa o addirittura una politica contro l'impresa, come inizio per una politica a favore dei lavoratori propone l'introduzione di una "tassa di scopo" sugli stipendi pubblici piu' alti a favore dei precari.
Mi piacerebbe sapere se e' tutta farina del suo sacco o se e' condivisa da altri nella cosa rossa.
L'assurdita' di una proposta del genere, la sua genericita' totale che la rendono tanto populistica che ridicola, non deve far pero' dimenticare che questo governo, tra cui gli esponenti della costituenda cosa rossa che ha come obbiettivo il superamento del capitalismo, si siano totalmente dimenticati dei loro propositi di adeguare almeno in parte al livello europeo la tassazione sulle rendite, di ogni tipo.
Di questo passo essenziale per recuperare risorse e favorire la produzione ed il lavoro, ed anche per riposizionare l'industria italiana nei settori a maggior valore aggiunto, si e' persa ogni traccia.
E questa volta non e' colpa del Vaticano.
postato da: mikecas alle ore 11:17 | link | commenti (4)
categorie: politica, economia
domenica, 17 giugno 2007

Anharra

Durante la settimana scarsa in cui sono stato ricoverato in ospedale, non ho avuto la possibilita' di leggere molto, ma qualcosa si', ed ora, durante quella che spero sia una non lunga convalescenza, ho la possibilita' di ridurre un poco la consistenza dello scaffale della libreria con i libri "ancora da leggere".
Avro' quindi modo di aumentare il ritmo delle mie segnalazioni.
Incomincio con un romanzo di Fantasy, Anharra, di J.P. Rylan, pseudonomo di un autore italiano descritto dall'editore come "scrittore di thriller di fama internazionale".
Non essendo un appassionato di thriller, non faccio alcuna ipotesi su chi sia in realta'. Se qualcuno ha informazioni sicure, e' gentilmente pregato di informare anche me.
Tornando al romanzo, arrivato recentemente al secondo capitolo di quella che spero si limiti ad essere una triologia, presenta diverse ingenuita' che denotano la non completa padronanza del genere, ma e' ben scritto, scorrevole e con una trama al momento ben solida, in cui si mescolano tutti i miti preponderantemente mediterranei ma non solo.
Temo si dovra' avere pazienza per il seguito.
postato da: mikecas alle ore 17:31 | link | commenti (2)
categorie: libri
giovedì, 07 giugno 2007

Se ne va un altro pezzo di politica di sinistra

Da Repubblica-on-line:

"Monta la protesta contro le novità sugli studi di settore. Già a partire dalle prossime dichiarazioni, entreranno in vigore i nuovi indici con i quali commercianti e artigiani dovranno calcolare le tasse. E le categorie protestano contro quello che considerano un vero e proprio inasprimento della pressione fiscale."

"Il vicepremier Francesco Rutelli invita a "dare ascolto a queste preoccupazioni""


L'adeguamento a livello medio europeo della tassazione sulle rendite e' scomparsa nelle nebbie... ora sta scomparendo anche quel minimo di riallineamento della tassazione del lavoro autonomo a quello dipendente che derivava dalla prevista ed indispensabile revisione degli studi di settore. Studi che oggi danno un reddito medio almeno un ordine di grandezza inferiore a quello reale, e che e' quindi una forma di evasione legalizzata. Nemmeno una piccola revisione a questa situazione di insopportabile privilegio e' accettabile per queste categorie "oneste" fiscalmente....
Credo che si stia avvicinando il momento di una vera rivolta fiscale del lavoro dipendente, le cui avvisaglie si sono gia' avute dal massiccio astensionismo alle ultime elezioni.
Le prese per il culo si sopportano solo fino ad un certo punto, e la politica gode di tanti privilegi perche' le si chiede anche di imporre delle soluzioni spiacevoli ad alcuni ma profiqua per la societa' tutta.
Non mi sembra che tenere basse le tasse a chi gia' non le paga sia una operazione di equita' sociale, e neppure un'azione politica di sinistra.
Ma gia'.... chi ha mai sostenuto che Rutelli e' di sinistra?
E allora dove sono le urla di quella parte di governo che si dichiara di sinistra?
postato da: mikecas alle ore 23:04 | link | commenti (6)
categorie: politica, economia, sociopolitica
martedì, 05 giugno 2007

Artificial Kid

Bruce Sterling si conferma ai miei occhi l'autore piu' leggibile del settore cyberpunk, di cui e' stato anche l'ideologo.
Artificial Kid, un romanzo del 1997 che ho appena finito di leggere, non solo e' scorrevole, ma alterna molto sapientemente azione e meditazione, spargendo a piene mani anche molte idee sulla societa' umana ed il suo sviluppo.
Un romanzo che merita di essere letto con attenzione.
postato da: mikecas alle ore 18:34 | link | commenti
categorie: libri
lunedì, 04 giugno 2007

Il Lavoro e le Rendite

Leggendo Repubblica questa sera (io trovo il giornale cartaceo a casa al mio ritorno dal lavoro) ho letto un articolo di Edmondo Berselli che non e' disponibile in rete.
Il titolo e' "Oltre la voglia della spallata", ma non e' del tema principale di questo articolo che voglio parlare.
Verso la parte finale dell'articolo si trova questa frase:

Ma cio' che suona come un paradosso dolente e' che sia stato proprio il governo ad offrire l'idea di una cultura estranea alla dinamica effettiva del paese, una cultura centrata su un'idea di redistribuzione che e' sembrata penalizzare i ceti del lavoro qualificato senza riuscire a favorire le fasce deprivilegiate.

Questa frase e' illuminante del difetto principale di questo governo, che pure sostengo. Dopo cinque anni in cui il solco tra lavoro dipendente e lavoro autonomo e' stato esaltato in un modo esagerato, in cui le rendite hanno sistematicamente avuto ragione del lavoro, alle dichiarazioni esplicite in fase preelettorale di un necessario riequilibrio tra reddito da lavoro e rendite, non e' seguito assolutamente niente.
Non solo, ma il reddito autonomo continua ad aumentare, facendo salire di conseguenza il livello di inflazione, mentre il lavoro dipendente rimane fermo al palo ed e' ormai ai piu' bassi livelli europei. E non basta certo un'elemosina speciale per chi e' ridotto ormai alla miseria, e' necessario un ripristino del potere d'acquisto dei ceti medi, altrimenti non si ha una reale ripresa economica, che non si puo' certo basare solo sull'aumento di capacita' di spesa del ceto piu' ricco.
Non esistono possibili obiezioni a questo fatto. E' cosi' e basta.
Nel frattempo la proposta di innalzare le tasse sulle rendite almeno al valore medio europeo, che certo non puo' essere ritenuto ne' esoso ne' punitivo, visto che al momento siamo al livello piu' basso, e' svanita nel nulla.
Spero che il governo si renda conto che buona parte della disaffezione che ha potuto verificare nelle ultime amministrative non dipende, o dipende assai poco, dal problema della base americana di Vicenza, o dalla partecipazione alla spedizione in Afganistan, ma dipende molto fortemente dal fatto che non si e' avuto sentore di alcun intervento che cercasse di porre rimedio al travaso di reddito enorme che si e' avuto durante il periodo di governo dell'imprenditore Berlusconi a favore delle rendite e delle parcelle e a danno del lavoro dipendente.
Tutte le analisi statistiche indicano che il sostegno al centrosinistra deriva sostanzialmente dall'area del lavoro dipendente, specialmente il lavoro intellettuale, in cui e' quasi impossibile sia evadere che avere secondi lavori in nero (anche se esempi ci sono). E' quindi un particolare esempio di incapacita' politica quella di non intervenire a favore del proprio elettorato, anche quando vi sono ragioni economiche oggettive per farlo, e non si tratterebbe affatto di un'azione clientelare, ma di un riequilibrio di una situazione che aveva avuto una eccessiva deriva di parte. E non si e' ancora entrati nel tema della compensazione degli squilibri passati.
Sono proposte che sembrano fantascientifiche in Italia, ma sono normale e quotidiana prassi nel resto d'Europa.
Se poi Prodi si chiede perche' perde appoggio, a me non rimane che ridere.....
postato da: mikecas alle ore 21:52 | link | commenti (7)
categorie: politica, economia, sociopolitica