I laureati che piacciono all’industria italiana
Su Repubblica di oggi due pagine (di cui non esiste purtroppo traccia nell’edizione on-line) sono dedicate ad un incontro svoltosi a Cernobbio tra i responsabili degli uffici di orientamento lavorativo di alcuni atenei lombardi e i selezionatori di personale di alcune aziende. L’incontro, della durata di tre giorni, e’ stato organizzato dal Politecnico di Milano e dalla societa’ di consulenza Emblema.
Nel breve resoconto che ne da’ Repubblica, emergono alcune delle critiche che le aziende fanno alla preparazione dei neolaureati:
1) Non sanno l’inglese, e non sono in grado di partecipare a meeting con colleghi stranieri
2) Non sanno scrivere un curriculum, e nei colloqui vanno spesso nel pallone, non sanno vendersi bene e puntano a posizioni troppo alte
3) Non sanno come comportarsi sul luogo di lavoro, scambiando l’informalita’ con un rapporto tra uguali, anche con i propri superiori
Sostanzialmente le aziende sostengono che la preparazione tecnica ha per loro scarsa importanza, mentre vorrebbero piu’ preparazione alla vita d’azienda, piu’ capacita’ collaborativa, piu’ creativita’ e capacita’ comunicativa. Ma sopratutto vogliono la conoscenza vera dell’inglese e la disponibilita’ a trasferirsi, anche spesso.
Alcune delle richieste mi sembrano del tutto ragionevoli, come quelle di conoscere l’inglese (ma forse anche il tedesco non sarebbe male, e russo e cinese saranno importanti domani), e di avere piu’ consapevolezza di cosa sia la vita di azienda, il lavoro in comune ma anche il vero significato della gerarchia.
Risulta evidente che l’inserimento di stage presso aziende come elemento obbligatorio di molti percorsi universitari sia necessario e benefico. Cosa che nella gran parte delle nazioni europee viene normalmente fatto.
Ma altri aspetti delle richieste aziendali mi sembrano piu’ discutibili. Non vi e’ dubbio che i giovani italiani hanno delle difficolta’ a muoversi, ma non e’ solo per il forte richiamo della “cuccia”, della famiglia e degli amici del luogo di crescita, ma anche, e probabilmente sopratutto, perche’ muoversi in Italia e’ spesso economicamente improponibile. Magari provassero le aziende a pagare di piu’ le persone che vorrebbero molto “mobili”, e forse qualche risultato lo otterrebbero. O offrissero alloggio e spese di trasferimento, come era tradizione quando trovare personale all’altezza delle richieste era difficile.
Perche’ qui veniamo al problema principale che si puo’ derivare dalle richieste aziendali: a loro la preparazione tecnica importa assai poco. A loro serve sostanzialmente personale qualsiasi, purche’ ragionevolmente colto e capace di “sgomitare” facendosi magari lievemente sfruttare. Non hanno bisogno di laureati di alto livello, anche se poi snobbano le lauree triennali, credo sostanzialmente per snobismo e perche’ non gli manca il “materiale umano” disposto ad accettare uno stipendio basso pur di trovare un lavoro.
E’ questo il vero problema dei laureati italiani: la maggior parte delle aziende non ha bisogno delle capacita’ che hanno sviluppato nel corso di studi. Ha bisogno solo di qualcuno che parli bene, sappia come muoversi specialmente nei riguardi dei superiori, sia del tutto disponibile per qualunque esigenza, e abbia grandi capacita’ comunicative. Chissa’ a quale qualifica e a quale lavoro corrispondono queste richieste.
Che non mi stia inventando un problema che non esiste lo dimostra, nella pagina a fronte di Repubblica, l’intervista all’Amministratore Delegato di Augusta Westland. Industria ai massimi livelli tecnologici e all’avanguardia internazionale. Per lui, e per la sua azienda, le capacita’ tecniche dei laureati da assumere importano moltissimo, ed e’ estremamente soddisfatto della preparazione dei laureati italiani. Ma e’ quasi un’eccezione nel panorama generale, perche’ e’ una ditta di alta tecnologia, cosa assai rara in Italia. Una maggiore preparazione alla vita d’azienda piacerebbe anche a lui.
Ma su questo credo ci sia accordo generale.
Una finanziaria (Conf)industriale
E' chiaro che tutto puo' cambiare, anche in 24 ore, visti i tempi stretti, ma quello che traspare dalle ultime indiscrezioni sembrerebbe una finanziaria completamente appiattita sulle richieste confindustriali, e totalmente a favore delle imprese, che dovrebbero vedersi diminuita sia l'IRES che l'IRAP. E tutto questo completamente gratis, senza alcuna condizione per tentare di pilotare l'industria stessa fuori dalla palude dei prodotti maturi, dove conta solo il costo del lavoro, e per di piu' di bassa qualificazione, fuori dal "piccolo e' bello" che ha dimostrato ormai tutti i suoi limiti, cercando di rientrare, ma sarebbe comunque molto difficile, nel novero dei paesi industrializzati, da cui stiamo inesorabilmente uscendo. E' poi assolutamente rifiutata ogni ipotesi, contemplata esplicitamente nel programma elettorale, di adeguamento alla media europea per le rendite finanziarie. Provvedimento facile, senza grandi effetti sulla finanza pubblica, ma capace di dare un minimo segno che questo governo preferisce il lavoro alle rendite. Sarebbe stato un segnale per il mondo finanziario ed anche per quello produttivo, un segnale nella direzione giusta. Ma e' un provvedimento che non piace al mondo della finanza, che tiene a sua volta in pugno l'industria, mondo che ha forti sostenitori in questa maggioranza governativa, e quindi non si fara', ne' ora ne' mai.
Per il lavoro dipendente non vi e' invece alcun alleggerimento della pressione fiscale ormai assurda, perlomeno per chi le tasse le paga davvero, come invece era stato promesso come effetto del successo della lotta all'evasione fiscale. Pagare meno, pagare tutti. Era lo slogan che era di moda quando a pagare erano sempre i soliti. Ora i soliti continuano a pagare, anche se il governo si fa bello per il successo della riduzione dell'evasione. E gli stipendi, tutti, sono i piu' bassi in Europa.
Se poi riusciranno a spuntare qualcosa, come sicuramente riusciranno, le richieste sia della Margherita che della Sinistra cosiddetta radicale, per la riduzione da una parte dell'ICI, ma solo per i redditi bassi, e dall'altra di numerosi altri interventi sempre a favore di chi, realmente od apparentemente, ha un reddito estremamente basso, forse il governo riuscira' a scamparla, ma per i lavoratori dipendenti "normali" non ci sara' assolutamente niente, anzi, bisognera' solo sperare che le promesse di Padoa Schioppa di non aumentare ulteriormente le tasse saranno mantenute.
Mi sembra pero' che questo governo si stia inimicando completamente i ceti medi, che comprendono la maggior parte del mondo produttivo, e che sono tipicamente lenti a prendere coscienza di quello che gli sta succedendo, ma alla fine se ne accorgeranno. E non credo che gli attuali partiti governativi, con solo i voti di confindustria e del sottoproletariato assistenziale, potranno andare molto lontano.
Prepariamoci ad un nuovo governo di destra. Sperando solo che sia veramente di destra, e non solo personalistico come il precedente.
Mastella ed il volo di Icaro
"Il mio volo e' diventato piu' famoso di quello di Icaro". Intervenendo alla trasmissione televisiva Ballaro', il ministro della Giustizia, Clemente Mastella, si concede una battuta
Piu' famoso non so, sicuramente meno utile per l'umanita' tutta, e purtroppo anche con un finale diverso....
Di Pietro e i farabutti
C'e' un nuovo scontro nel governo, e non se ne sentiva assolutamente la mancanza. Ad innescarlo e' ancora una volta l'esimio Di Pietro, a caccia di visibilita', ma sempre piu' a corto di coerenza, in particolare sul tema che dovrebbe essergli piu' caro della legalita'.
Da Repubblica on-line:
L'uscita di Palazzo Chigi arriva dopo la sortita del ministro Antonio Di Pietro che, dopo il caso Speciale, aveva chiesto a Visco "un passo indietro" con la rinuncia alle deleghe sulla Guardia di Finanza e al governo un "atto di responsabilità politica", con il taglio dei sottosegretari e dei ministri (non più di 15). "Serve un necessario rimpasto organizzativo" aveva proposto l'ex pm. Mettendo l'esecutivo davanti ad un aut aut: "Se i cittadini non vogliono più questa realtà, si deve tornare al voto".
La risposta di Visco non si è fatta attendere: "Di Pietro ha sovrapposto il problema della riduzione del numero dei ministri con il caso Speciale e ancora una volta, pur senza dirlo, si è schierato di fatto e con straordinaria sollecitudine con il generale Speciale"
Di pietro e' recidivo nella sua difesa di personaggi impresentabili, che gli sono semplicemente utili per raccattare l'appoggio di settori di sottopolitica del tutto privi di scrupoli. Sono ormai diventati evidenti molti dei suoi "errori di percorso", tanti che orrmai e' difficile considerarli errori, ma piuttosto ben precise scelte.
Speciale e la sua banda evidentemente portano voti e potere. Alla faccia della legalita' e dei valori di cui si vanterebbe di essere alfiere.
Magari guardando bene, i valori sono quelli delle mafie economiche e dei vari potentati in grado di "acquistare" sul campo compagnie di ventura, o meglio, Insiemi Di Ventura, disposti a tutto pur di mantenere quello straccio di potere e di rendita che sono finora riusciti ad ottenere.
Purtroppo da un governo che dipende ogni giorno da personaggi del genere, che politica ci si puo' attendere?
Nel migliore dei casi, il non fare niente.
Il Papa contro il Capitalismo?
In un intervento a Velletri, il Papa ha avuto parole dure per lo sfruttamento dell'uomo sull'uomo:
"La logica del profitto, se prevalente, - ammonisce il Papa - incrementa la sproporzione tra poveri e ricchi, come pure un rovinoso sfruttamento del pianeta". "Quando invece - commenta - prevale la logica della condivisione e della solidarietà, è possibile correggere la rotta e orientarla verso uno sviluppo equo, per il bene comune di tutti". "In fondo - per il Papa - si tratta della decisione tra egoismo e amore, tra giustizia e disonestà, in definitiva tra Dio e Satana".
E se d'altra parte "si trova gente pronta ad ogni tipo di disonestà pur di assicurarsi un benessere materiale pur sempre aleatorio quanto più noi cristiani dovremmo preoccuparci di provvedere alla nostra eterna felicità con i beni di questa terra" ha osservato ancora papa Ratzinger, rilevando che "l'unica maniera di far fruttificare per l'eternità le nostre doti e capacità personali come pure le ricchezze che possediamo è di condividerle con i fratelli".
Qualche analisi nuova del capitalismo finanziario e globalizzatore? Qualche soluzione di come superare questo meccanismo sociale che sembra inarrestabile, sempre piu' efficiente a produrre ricchezza, ma ricchezza distribuita con sempre piu' disuguaglianza?
Ovviamente no.
La solita ricetta che viene proposta dal medioevo in poi: dovete essere piu' buoni e pensare agli altri....
Poi qualcuno si stupisce che la Chiesa venga ritenuta una forza conservatrice....
Articoli di fisica
Da tempo sul mio sito web ho aperto una sezione intitolata Scienza e Politica della Scienza. La ragione della distinzione era dovuta al fatto che oltre ad articoli legati ai problemi politici della scienza, al suo insegnamento ed al suo uso economico, argomento di tutti gli articoli scritti fin'ora, avevo l'intenzione di metterci anche degli articoli piu' propriamente scientifici. Qualcosa di intermedio tra la divulgazione e l'articolo di ricerca, ma senza avere una vera idea di cosa mettere e di che livello.
Ora ho incominciato a scrivere qualcosa in questa nuova sezione che ho chiamato Fisica. Incomincio con il proporre i primi capitoli di una specie di dispensa sull'irraggiamento elettromagnetico da parte di particelle cariche in moto relativistico. E' un argomento fondamentale trattato in tutti i libri di testo di elettromagnetismo classico. Perche' allora queste pagine?
Perche' cerco di darne una visione meno formale e piu' intuitiva, ma sempre per chi l'elettromagnetismo di base lo conosce.
Perche' questo, nonostante l'apparente "classicita' " e' un argomento su cui si fa ancora ricerca, in quanto non tutti gli aspetti sono stati chiariti, e nuovi fenomeni riescono ancora ad apparire.
Perche' e' un argomento con speciali interessi applicativi, nella generazione di radiazione coerente a lunghezze d'onda in cui non esistono laser tradizionali.
Perche' e' uno strumento essenziale per la diagnosi di fasci di elettroni di alta qualita', che sono sorgenti della radiazione di cui sopra.
E' insomma un tema che viene studiato e sviluppato anche oggi, nonostante non sia alla frontiera della conoscenza dell'universo.
E credo che un modo di guardare meno legato al puro formalismo possa essere utile.
Lo e' sicuramente per chi lavora nel mio campo, ma potrebbe essere di interesse leggermente piu' ampio.
Non e' quindi un invito ad andare a leggere, perche' e' effettivamente un articolo per esperti. Ma se c'e' qualcuno che ha piu' di un'infarinatura di fisica classica, e vuole rivedere qualche aspetto, sapendo che sono cose che ancora sono oggetto di studio, e' il benvenuto.
Sono disponibile anche a mail dirette per richieste di chiarimenti e spiegazioni, oltre ovviamente per farmi notare eventuali errori.
Che cavolo di serata
E' una serata un po' fiacca... alla TV scorrono le immagini delle partite della Champion League, partite di cui mi importa assai poco.... le esternazioni del Grillo mi hanno ormai saturato.... se gli elettori italiani sono capaci di farsi infinocchiare da un marpione del genere, che non e' in grado di proporre una soluzione seria nemmeno se gliela scrivono prima in stampatello, forse perche' le soluzioni serie non agitano gli umori viscerali, non portano migliaia di persone in piazza, non riempiono i teatri in giro per l'Italia, ed ovviamente non riempiono le tasche del suddetto, i suddetti elettori se lo meritano tutto, e si meritano tutti gli insulti possibili ed immaginabili.
Dovrei trovare qualche altro argomento per suscitare qualche reazione come quelle dei fanatici di Grillo che hanno fatto visita anche al mio sconosciuto blog, lasciando le loro impronte identificabili fin troppo bene....
Ma non ci riesco, non ho le capacita' satiriche di Galatea che, tra un post complesso e l'altro, riesce a fare battute al fulmicotone, con reazioni ancor piu' umoristiche da parte di chi si sente oltraggiato....
Il Partito Democratico e la guerra falsa dei candidati? Mi cadono le braccia solo a pensarci (in realta' mi cade ben altro, ma questo non e' un blog volgare...).
Sto scrivendo un paio di articoli, uno di fisica vera, il primo articolo sulla mia attivita' di ricerca che ho intenzione di mettere, quando sara' pronto, sul mio sito web, mentre l'altro sono delle considerazioni sul mercato del lavoro in Italia, sul precariato che le leggi in favore della flessibilita' hanno finito per introdurre, e di come credo debba essere risolta la questione, in modo duraturo e non fittizio. Ma questa sera non ho molta voglia di scrivere.
Valerio Pieroni non verra' espulso da kilombo, almeno spero, perche' non ne vedo le ragioni, per quanto sia irritante nelle sue posizioni.
Le borse hanno avuto un'impennata positiva, ma i complottisti continuano a vedere trame segrete da parte di gruppi elitari che controllano il mondo.... tutto normale, non e' cambiato niente.
Qualche bomba qua e la'..... nessuna superiore alla media..... e nemmeno disastri eclatanti.....
Una serata veramente insulsa..... e ho anche smesso di bere superalcolici.....
Che palle......
Bindi, Veltroni e la RAI
Oggi la Bindi risponde alla proposta di Veltroni di eliminare il CDA della RAI a favore di un amministratore unico. Lo fa senza mezzi termini, a leggere quanto riportato da Repubblica on-line:
Oggi Rosy Bindi gli risponde per le rime e boccia la soluzione veltroniana definendola con due aggettivi inequivocabili: "demagogica", perché "in sé non è garanzia di autonomia e indipendenza", e "tecnocratica".
Il ministro della Famiglia è d'accordo con la premessa fatta dal sindaco di Roma. Anche per lei "occorre liberare l'azienda dal controllo partitico e dalle lottizzazioni". Ma la Rai è la prima azienda culturale pubblica, "e come tale deve rappresentare il pluralismo del Paese". Insomma, "bisogna certamente che ci siano manager forti, ma non si può rinunciare ad un organo collegiale di governo". Un organo che deve essere "libero dai partiti", ma "rappresentativo dell'intera società". La Bindi è realista: "Di manager che vivono sulla luna e non hanno rapporti con la politica ne conosco davvero pochi".
Tutto sommato la dimostrazione che nessuno sa cosa fare della RAI, per mantenerne il ruolo di contraltare a Mediaset senza farla diventare un diretto strumento dell'esecutivo. Ci si barcamena su disquisizioni alla stessa altezza della discussione sul sesso degli angeli, nella totale incapacita' di affrontare il problema per quello che e': la TV e' al momento uno strumento di condizionamento dell'opinione pubblica di fondamentale importanza, e non si vede come eliminare il fatto che e' un reale monopolio di un unico individuo, che non solo la usa per arricchirsi sproporzionatamente, ma ne ha fatto la base del suo potere politico. La RAI e' un minimo baluardo e solo se il governo e' antitetico a Mediaset, altrimenti insieme formano la corazzata totalizzante di cui abbiamo avuto recente esperienza.
Tutte le proposte avanzate fin'ora evitano l'unica vera soluzione: lo spezzatino totale delle frequenze, come negli Stati Uniti, mica in Cina, con un feroce tetto ai proventi pubblicitari.
Con una decina di reti indipendenti, e parlo solo di quelle via etere e gratuite, perche' quelle fanno la differenza, in mano ad operatori rigidamente separati, a pena il ritiro delle licenze, con un tetto pubblicitario che non arricchisca nessuno, ma permetta una decente vita per un'iniziativa che dovrebbe avere fini culturali, ci sarebbe spazio per un canale pubblico con un canone e senza pubblicita'.
Poi chi vuole qualcosa di particolare, se lo paghi.
Scommettiamo che funzionerebbe? E funzionerebbe perche' gia' funziona nei paesi "totalitari" come gli USA e l'Inghilterra.
Si lamenterebbe Berlusconi, strillando come un'aquila spennata?
Sai che dispiacere......
Il grillismo si sviluppa
Nonostante la sicurezza con cui tanti sostenitori del V-Day di Grillo hanno sostenuto, nei giorni scorsi, che Grillo avrebbe solo continuato a fare satira, ecco la prima iniziativa squisitamente politica del nostri istrione:
sul suo blog invita tutti i suoi sostenitori a formare liste civiche per le prossime elezioni locali. Lui "si limitera' " a dare il "bollino blu" di beppegrillaggine (testuale) alle liste che saranno fatte secondo i criteri che lui decidera'.
Il tutto avverra' sul suo blog.
Nonostante leggendo i commenti a questa proposta si possa notare che qualcuno incomincia ad avere dei dubbi, la massa sembra voler aderire compatta, senza preoccuparsi troppo dell'evanescenza delle ragioni di una proposta del genere, senza chiedersi cosa possono avere in comune liste civiche in realta' totalmente diverse, con problemi diversi, se non la grillitudine.
E' "una cosa concreta" e si va avanti.... come e' sempre avvenuto alle origini dei regimi populistici.
Questa volta non saranno pecore tele-dirette, ma blog-dirette..... non e' che cambi poi tanto la natura e i modi di fare delle pecore....
Grillo, la Luna e il Dito
In un forum sto discutendo con diverse persone, ma in particolare con un amico, di Grillo, del suo V-Day, dei problemi evidenti e che condivido della politica e dei politici italiani, ma anche dei pericoli che io vedo nelle sue soluzioni estremamente semplificate e nei modi in cui le propone.
Il mio amico ha concluso l’ultimo suo intervento invitando a non guardare piu’ il dito di Grillo e di concentrarsi sulla Luna.
Io credo che il famoso detto, che piu’ o meno, nella sua versione classica suona cosi’:
quando il saggio indica la luna, lo stupido guarda il dito
abbia anche una possibile e probabilmente piu’ realistica interpretazione, che potrebbe essere:
quando l’illusionista ti indica la luna, grande e bella ma lontana ed ininfluente, stai piuttosto attento a quello che cerchera’ di farti con il dito
Nel caso di Grillo, delle sue assemblee di piazza e delle sue soluzioni semplici e salvifiche, la Luna mi sembra l’irragiungibile obiettivo della Democrazia Diretta, mentre il dito e’ il meccanismo con cui sono nati tutti i regimi autoritari e populistici.
Io preferisco preoccuparmi del dito.