Alitalia: la Beffa Finale
Sta prendendo consistenza e credibilita' il "piano" del governo per "mantenere l'italianita' dell'Alitalia", cosa che il "cattivo" governo Prodi non voleva prendere in considerazione.
Si sta ancora discutendo se l'Alitalia, intesa come attuale societa' aerea, debba essere dichiarata fallita o no.
La differenza non e' certo da poco per i possessori di azioni Alitalia, che, non dimentichiamolo noi, perche' il governo lo ha fatto da tempo, che si sta trattando di una societa' quotata in borsa, anche se soggetta a frequenti ritiri dal mercato per eccessive fluttuazioni, sempre indotte dalle "indiscrezioni" di Berlusconi come candidato prima delle elezioni e del governo nel suo insieme dopo.
La "soluzione italiana" che sta prendendo corpo ha una sola evidenza: che i costi economici e sociali della riduzione di Alitalia ad una piccola compagnia aerea regionale saranno pagati tutti e solo dai cittadini italiani.
Rispetto alla "vendita al nemico" rappresentata dalla offerta Air France, gli esuberi saranno circa il doppio, i debiti tutti a carico delle finanze statali italiane, l'ingresso di Air One, presentata come la salvatrice italiana, mantenuta a toni estremamente bassi per l'altissimo livello di indebitamento dell'Air One stessa, indebitamento che peserebbe in modo spropositato su quella pseudo "New Company" che si vorrebbe produrre.
In breve, per ragioni di politica spicciola, per alimentare l'egoismo localistico della Lega su Malpensa, si e' alimentata la protesta sindacale a fronte di una offerta, quella dell'Air France, che era piu' che positiva per la compagnia e i suoi dipendenti e molto meno costosa per lo stato italiano. Ora si cerca di far passare come "accettabile" una soluzione "lacrime e sangue", che si riduce poi ad un regalo agli "amici", che riceveranno praticamente gratis rotte e slot molto remunerativi, quando invece la loro stessa situazione economica, non molto migliore di quella dell'Alitalia, li avrebbe dovuti invece spingere sempre piu' ai margini del mercato.
Un'altra brutta esibizione di potere a favore degli amici e di interferenza diretta della politica sul mercato da parte di una forza politica che si dice, ma solo a parole, liberista ma che persegue con tenacia e coerenza le politiche della P2 di Licio Gelli.....
Il Prode Tremonti e la robbing tax
Dico subito che non sto parlando della cosiddetta “Robin Tax”, cioe’ una tassa alla “Robin Hood”, secondo la cui leggenda rubava ai ricchi per dare ai poveri…. ma e’ ovviamente una leggenda, perche’ nella realta’ non e’ mai successo nulla di simile e il Governatore della Banca d’Italia Draghi ha chiarito ampiamente che nemmeno la nuova “tassa creativa” di Tremonti si discosta dalla solita logica che le tasse le pagano sopratutto i “meno ricchi”.
Con il termine di “robbing tax” mi riferisco invece a tutto l’insieme dei provvedimenti economici di questo governo, che dimostra un accanimento di classe che era forse difficile da prevedere in partenza, ma che ora si sta dispiegando in tutta la sua imponenza.
E’ una politica economica che letteralmente “ruba”, spesso in modo spudoratamente esplicito, ad intere categorie di cittadini gia’ in condizioni difficili, e concede con estrema larghezza, ma quasi sempre in modo molto indiretto e nascosto, a quella massa di sostenitori principali della loro parte politica, a quella vera e propria classe da sempre caratterizzata da una forte percentuale di evasione fiscale e da redditi piu’ alti che medi.
Tutto cio’ senza avere alcuna idea di come contrastare la continua perdita di competitivita’ dell’Italia, che riesce a mantenere alti i propri indici economici solo nei settori tradizionali, poveri di innovazione e soggetti piu’ degli altri alla pressione concorrenziale dei paesi emergenti, grazie sopratutto alla compressione dei salari. Cosa che genera una grande caduta della domanda interna (mentre aumenta la domanda dei generi di lusso…. guarda caso….) e quindi una spirale negativa verso un tenore di vita generale sempre piu’ basso, e che comunque non potra’ essere sostenuto per molto ancora.
Piu’ che un “Robin Hood”, Tremonti appare sempre piu’ il grassatore di strada che e’ sempre stato, nel suo vero mestiere di esperto di evasione fiscale.
Il Futuro della Sinistra: e il PS?
Da diverse parti, specialmente tra i blogger di ispirazione socialista, e’ arrivato l’invito, o meglio la richiesta, di un possibile “apparentamento” con il PS per formare il nocciolo di una nuova sinistra che sia capace di superare la chiusura nelle proprie identita’, vere o presunte che siano, derivanti dai vari congressi dei partiti formalmente costituiti.
L’invito e’ particolarmente forte per la SD, unica formazione che ha decisamente sposato l’idea di creare una formazione di sinistra rispetto al PD ma che sia nello stesso tempo caratterizzata come forza socialdemocratica e con vocazione a governare il paese.
Questo appello e’ rimasto per lo piu’ inascoltato, senza risposte da parte di alcuno. Mi chiedo se la ragione generale assomigli alla mia, che pur essendo un accanito sostenitore della possibilita’ di creare una forza socialdemocratica a sinistra del PD, provo fortissime difficolta’ a considerare il PS come un partner prioritario.
Le mie ragioni sono facilmente illustrabili: e’ il puzzo di marcio e di corruzione che emana da alcuni dei loro esponenti piu’ in vista, unito all’odore acre della rancosita’ che permea ogni loro dichiarazione. Una rancosita’ che sembra ignorare il fatto che il loro partito, proprio quello in cui molti che ancora cercano di avere una posizione politica evidente, e di conseguenza una remunerazione adeguata, ricoprivano ruoli affatto marginali, e’ stato la punta di diamante dello sviluppo della corruzione politica, quasi il teorico della nascita della nuova “classe sociale” a cui non si poteva chiedere conto dei disastri che veniva attuando nella sua corsa al potere e alla ricchezza personale dei suoi “adepti”.
Finche’ il PS rimane contaminato in modo sostanziale da personaggi del genere, e’ del tutto impossibile che rappresenti un alleato privilegiato per la formazione di una nuova sinistra socialdemocratica, anche tenendo conto che molte, forse troppe, delle posizioni politiche della sua classe dirigente attuale sono estremamente liberiste, con poche relazioni con il socialismo dell’equiparazione sociale.
Se il PS si “sciogliesse” in una formazione di sinistra, non avrei molto da obiettare, ma se anche solo una delle proposizioni liberiste del PS attuale venisse posta come condizione essenziale, quella formazione politica non avrebbe il mio voto.
E non credo di essere l’unico a pensarla cosi’.
Credo di aver reso chiaro perche’ la “commistione” con l’attuale PS non e’ considerata realistica da parte di alcuni che pur spingono per la costituzione di una forza di sinistra socialdemocratica affiancata al PD. Il PS e’ un partito troppo liberista, tanto da oscillare con facilita’ da una parte o dall’altra, e contaminato da troppi malfattori, di cui non si e’ ancora liberato, e da una pretesa di “rivincita” che non solo e’ irrealistica, ma anche del tutto erronea, viste le colpe non dimenticabili del vecchio PSI in cui molti del PS ricoprivano ruoli di vertice.
Il futuro della Sinistra
La conclusione del Congresso di PRC, dove l’ambigua e molto instabile alleanza delle minoranze, tra l’altro estremamente numerose per le dimensioni globali del partito, ha portato alla nomina di Segretario di PRC di Ferrero, con un programma che, se anche sopravvivesse alle divisioni e individualita’ inconciliabili degli “alleati”, sarebbe un programma di chiusura intorno a concetti ed aspirazioni ideologicamente molto datati e sempre piu’ distanti dalla realta’ della storia di oggi.
Se poi si tiene conto delle analoghe, se non maggiori, chiusure ideologiche derivate dai congressi di PcdI e dei Verdi, unite alla sempre piu’ evidente incapacita’ della SD a darsi una identita’ precisa, le prospettive per il prossimo futuro della sinistra italiana non sembrano affatto positive.
In realta’ la chiusura su se stessi di tutti i partiti formalmente costituiti, a difesa delle rendite di posizione personali dei loro vertici, sembrerebbe aprire spazi sconfinati a sinistra del PD per una forza socialdemocratica, con possibilita’ ampie di poter ospitare anche posizioni molto diverse, perche’ ormai non esiste alcuna forza politica strutturata che ne rivendichi la priorita’. Per ottenere questo basterebbe presentare un programma che si ispiri alla socialdemocrazia europea, che sia anche capace di cogliere le priorita’ italiane, e che sia cosciente dei problemi di identita’ e di programma che la stessa socialdemocrazia europea ha in questo momento, ponendosi anche il compito di contribuire fattivamente al processo di sviluppo in atto.
Purtroppo sembra che non siano le idee e le possibilita’ che mancano, ma molto piu’ banalmente non sembrano esistere le persone capaci di proporre analisi adeguate della societa’ attuale e proposte concrete nella linea europea.
Ho l’impressione che l’identificazione di una Casta politica non sia solo una battuta ben riuscita, ma l’identificazione di un problema forse generale, ma che in Italia sta avendo lo sviluppo maggiore, e cioe’ la nascita concreta di una vera e propria Classe sociale, in cui si entra solo per cooptazione e che sta sviluppando evidenti elementi di eriditarieta’ acquisita.
In questo caso, che reputo il piu’ probabile, il futuro della sinistra italiana diventa sempre piu’ oscuro.
Tremonti: Robin Hood o semplice grassatore?
Le azioni concrete effettuate da quel genio della finanza creativa che e’ il Prode Tremonti non dovrebbero lasciare dubbi in proposito al quesito del titolo del post.
Tremonti ha introdotto una tassa speciale per banche e compagnie petrolifere. Grande gaudio da parte dei suoi sostenitori.
Draghi, il Direttore della Banca d’Italia, non un “Livellatore di Utopie” qualsiasi, dichiara che questa tassa non fara’ altro che aumentare i costi per gli utenti, non essendo accompagnata da alcuna imposizione (del resto impossibile) a non scaricare la tassa stessa sui costi.
L’inossidabile Tremonti ha negato, senza portare ragioni a sostegno, che “questa porcheria” sia possibile. Nel frattempo sono aumentati i costi dei mutui. Sicuramente le banche non sono cosi’ stupide da far apparire un aumento diretto e coerente, ma intanto si muovono secondo i loro interessi.
Per quanto riguarda l’energia, staremo a vedere.
Ma per decidere la vera natura del prode Tremonti, bisogna anche considerare le altre decisioni economiche, che si possono facilmente riassumere in una sola parola: TAGLI.
Tagli diffusi e incondizionati. Tagli fatti “a priori” ed indipendentemente da ogni considerazione di qualita’ e di merito…..
E’ insomma l’esempio piu’ eclatante di una mancanza di una politica economica precisa, per cui, in presenza di un deficit, e nell’incapacita’ di capirne le ragioni e di poterne ridurre le cause, si “editta” una generalissima riduzione di spesa. Tocca a chi tocca...
In realta’ la situazione non e’ cosi’ tragica, perche’ gia’ si avvertono i sintomi della solita operazione tremontiana: di fronte a decise e ferme proteste per la riduzione di fondi essenziali, il Governo Tremontiano (e Berlusconiano, non dimentichiamolo mai) decidera’ che, per pura bonta’ del governo stesso, i tagli a questo o quello non saranno effettuati nella misura proposta in generale, ma solo in parte.
Il risultato sara’ che le tasse non diminuiscono, che gli enti regionali sono costretti ad aumentare le loro per i “regali” del governo, come l’eliminazione dell’ICI sulla prima casa, e che i tagli saranno abbondanti ed indiscriminati.
Ma ogni categoria pensera’ di essere privilegiata e ben considerata dal governo perche’ i tagli per lei saranno minori di quelli che si era deciso potessero essere…..
Ben gestita da una grancassa medianica senza limiti, il grassatore Tremonti puo’ anche essere che appaia ad alcuni il Robin Hood dei poveri…..
Che nel frattempo aumentano a dismisura…. ma sara’ sempre colpa di Prodi e dei “comunisti”……
La Politica e le proprie azioni
Ho sempre pensato che per fare politica vera, nel mondo reale, bisogna saper valutare in modo oggettivo e possibilmente spassionato le possibili conseguenze delle proprie azioni, indipendentemente da quanto corrette e moralmente giuste possano apparire, e questo valutazione deve essere fatta prima di compiere le suddette azioni.
Gli organizzatori della manifestazione di piazza Navona hanno niente da dire a proposito?
Nemmeno un piccolo mea-culpa?
Eluana: Ordine Medici Milano "Preoccupato" per Sentenza
da Repubblica on-line:
L'ordine dei medici di Milano ha accolto con preoccupazione, pur riconoscendo "il dolore vissuto dalla e' si e' detto "molto preoccupato per il riflesso che questa sentenza avra' nel contesto del mondo medico, mettendo l'accento, da qualunque prospettiva lo si voglia vedere, su di una maggiore divergenza tra norme giuridiche e norme deontologiche". In una nota, l'OMCeO fa infatti sapere di ritenere che il caso di Eluana sia stato "usato a pretesto per mettere in discussione principi findanti la nostra societa'" che l'ente indentifica nella "sacralita' della vita, a cui viene contrapposto il concetto di qualita' della vita".
Piu' che un "ordine dei Medici" mi sembra un Ordine Confessionale..... a cui bisognerebbe in ogni caso ricordare le clausole del Concordato.....
Io sarei sempre estremamente felice se la chiesa, per riprendere la liberta' di azione che il Concordato in teoria le impedirebbe, fosse disposta a rinunciarci unilateralmente.....
I cittadini italiani ringrazierebbero per il pagamento dell'ICI sugli ingentissimi patrimoni immobiliari e per l'eliminazione dell'infamita' dell'otto per mille.
Qualcosa mi dice che la chiesa si guardera' molto bene da rinunciare ai privilegi derivanti dal Concordato ma continuera' a farsi beffe degli obblighi che ne deriverebbero.
L'Alba del Disastro
Ho passato qualche giorno di vacanza, in compagnia della nipotina, e ho avuto occasione di leggere alcuni libri che erano in lista di attesa da un po' di tempo. Posso ora dare il mio giudizio su tutti, ma uno per volta.
Inizio con quello che e' il mio "consiglio di lettura" per il mese di Luglio: L'Alba del Disastro di Charles Stross. E' evidente che e' 'scoppiata" una corrispondenza di sensi tra questo autore e l'editoria specializzata italiana: dopo Accelerando e Universo Distorto, questo Iron Sunrise e' la terza opera di questo autore che appare in pochi mesi. Pubblicato prima di Accelerando, ma probabilmente scritto dopo, sembra rappresentare una evoluzione positiva. Anche se il linguaggio rimane pirotecnico e l'invenzione di termini per indicare concetti futuri e' solo piu' contenuta, la trama e' piu' logica e uniforme rispetto ad Accelerando.
In questo romanzo il raggiungimento della "singolarita' tecnologica" di Vinge ha prodotto una Intelligenza Artificiale che si e' rapidamente sviluppata a livello di una specie di "supervisore" dell'umanita', anche se il suo problema principale rimane quello di garantire la sua stessa sopravvivenza.
Una lettura che posso raccomandare senza i dubbi che avevo avuto con Accelerando.
Aggiungo un commento veloce per un racconto lungo di Connie Willis: La Voce dell'Aldila'. Come e' tipico di questa eccellente scrittrice, e' una storia in cui l'aspetto fantascientifico e' marginale, ma il coinvolgimento emotivo estremamente forte.
Un'altra lettura fortemente consigliata.