Alitalia: i piloti vogliono vedere un piano
Da Repubblica on-line:
D'accordo con il piano Alitalia "se questo porterà ad un futuro per la compagnia. Altrimenti lo osteggeremo". Queste le parole del presidente dell'Unione Piloti, Massimo Notaro, che dall'incontro governo-sindacati di lunedì si aspetta "che ci sia un piano di rilancio vero della compagnia aerea. Noi lo valuteremo. Mi auguro che si vada incontro a una stagione di intelligenza e ragionamento".
e ci credo che vogliano vedere un "piano", almeno "piano" come quello precedente di AirFrance....
Tutto quello che vedono ora e' invece un "cono", il cui futuro uso e' del tutto evidente.....
Alitalia: Brunetta, il commissario sara' Fantozzi
da Repubblica on-line
ecco..... lo sapevo che non poteva essere una cosa seria....
Alitalia: i nodi vengono al pettine
Credo che chiunque avesse una visione realistica della situazione dell’Alitalia, e ne avesse a cuore il futuro, abbia pianto lacrime amare quando, per puro calcolo elettorale e per vellicare le aspirazioni “lumbard” ad avere un hub internazionale, Berlusconi si mise di traverso alla trattativa con l’AirFrance, inventandosi una fantomatica ed inesistente “cordata patriottica” che avrebbe potuto mantenere Alitalia in mani italiane e rilanciarne a livello internazionale la competitivita’.
Ora, dopo moltissimi mesi di governo Berlusconi, finalmente i nodi vengono al pettine. La “cordata italiana” sembra disposta solo ad “accollarsi” la parte sana e redditizia della vecchia Alitalia, mentre tutti i debiti, il materiale obsoleto (buona parte del parco aerei), e un numero di dipendenti in esubero che ammonterebbero a circa tre volte quelli che erano dichiarati dall’ultima offerta AirFrance, sarebbero a carico dello stato italiano. Di Malpensa come possibile hub ormai non ne parla piu’ nessuno, anche grazie alla struttura disastrata di quell’aereoporto.
A queste condizioni avrei messo qualche euro anche io, non ci sarebbe stato bisogno di tanto “spirito nazionalistico”, che poi, per altre ragioni, sappiamo quanto poco ne abbiano in realta’ i Benetton, i Ligresti e compagnia cantando…..
Che poi i Benetton, con il loro coinvolgimento pesante nella gestione dello scalo di Fiumicino possano entrare in conflitto di interessi con la gestione di una compagnia aerea che di quello scalo sarebbe l’utilizzatore principale e’ una quisquilia…. in Italia i conflitti di interesse sono come i confetti: fanno parte del folclore locale.
Va poi aggiunto, come “bonus” aggiuntivo, che nel cumolo dei debiti di Alitalia, che e’ tutto sommato una compagnia a maggioranza pubblica, sarebbero aggiunti quelli, non indifferenti, di AirOne, che e’ invece una societa’ del tutto privata.
Sembrava anche, dalle prime indiscrezioni, che Toto, il proprietario di AirOne, entrasse marginalmente nella nuova Alitalia, limitandosi a cedere i debiti e le strutture, ma chiamandosi fuori per il futuro. Apparentemente questo non gli e’ stato reso possibile, ed e’ un elemento di interesse, perche’ devo anche ammettere che le ultime notizie portano elementi che meritano considerazione.
Colaninno sembra debba essere l’elemento di punta della “cordata”, ma Colaninno non e’ mai stato un “amico” di Berlusconi. Toto, che sembrava volersi disfare dei problemi di AirOne sembra dover rimanere coinvolto. E poi si torna ad inseguire AirFrance, per molti aspetti il partner piu’ coerente per una compagnia italiana, lasciando perdere il “convitato di pietra” Lufthansa.
A me sembra che nel gioco complesso che si e’ creato, la “cordata berlusconiana” abbia dovuto pagare pegno ai suoi avversari, almeno entro certi limiti.
Staremo a vedere con una certa curiosita’ l’evolversi della situazione, che non e’ certo del tutto definita.
Lo sport preferito (oggi) da Alemanno
Da Repubblica on-line:
Sindaco Gianni Alemanno, cinque mesi dopo il suo insediamento una turista è stata stuprata sotto gli occhi del marito. Li hanno quasi ammazzati. Vengono in mente i casi di Luigi Moriccioli, morto dopo l'aggressione dell'estate scorsa, e quello di Giovanna Reggiani, uccisa a ottobre. Roma è ancora una città insicura.
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"Non stavano uscendo da una stazione della ferroviaria né andavano sulla ciclabile, come la Reggiani e Moriccioli. Se due turisti vengono a Roma in bicicletta e si vanno ad accampare in un posto abbandonato da dio e dagli uomini dopo aver chiesto consiglio su dove mettere la tenda a un branco di pastori immigrati, ebbene è difficile garantire loro la sicurezza. La loro è stata una grave imprudenza".
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A parte il fatto che in Italia è vietato dalla legge fare campeggio libero nella periferia di una città, ma i due dovevano raggiungere un camping autorizzato a Ostia e lì non sarebbe successo loro nulla.
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"Ripeto, oggi non stiamo parlando di luoghi di transito come può essere una stazione ferroviaria. Ma se la sinistra ha proposte serie contro la violenza carnale, che non sia il braccialetto proposto da Rutelli, siamo pronti ad ascoltarla. Ma la smettano di creare ostacoli alla nostra azione per garantire la sicurezza".
Ha unghie dure e lunghe, il nostro Sindaco Alemanno, e ce ne siamo resi conto quando le ha affondate con estrema facilita' nel ventre molle del suo avversario alle elezioni comunali Rutelli....
Anche se bisogna pure ammettere che nel caso di Rutelli ricandidato a Sindaco di Roma, valeva il detto di una nota pubblicita':
"Si puo' tagliare con un grissino"
Pero' Alemanno ha affondato le unghie senza alcuna difficolta'.
Ora, diventato Sindaco, e dovendo cercare di tener fede a tutte le promesse fatte in campagna elettorale, ed anche all'aria di "duro e decisionista" che ha sicuramente avuto un ruolo nel suo successo, si trova nella non piacevolissima situazione di dover utilizzare le sue poderose unghie per un nuovo tipo di sport, ancora non ammesso alle Olimpiadi ma per la cui introduzione ha gia' fatto domanda il PdL, data l'altissima presenza di veri campioni nelle sue fila:
L'arrampicata sugli specchi a mani nude
Giustizia: Capezzone, il PD non perda occasione
Da Repubblica on-line:
"Se il Pd non contribuira' alla riforma della giustizia promossa dal Governo Berlusconi, non solo perdera' l'occasione di contribuire ad un cambiamento importante per i cittadini, ma si fara' anche trascinare da Di Pietro su una posizione di minoranza per un ventennio". Lo dice Daniele Capezzone, portavoce di Forza Italia, che aggiunge: "Separazione della carriere; abolizione del feticcio dell'obbbligatorieta' dell'azione penale (che e' di fatto, oggi, completamente arbitraria); riforma del Csm; snellimento del processo civile: sono tutte cose che esistono in tutti i maggiori Paesi dell'Occidente avanzato, inclusi quelli governati dalle sinistre liberali. Per il Pd e' l'ultima chiamata. Dopo, c'e' solo la sudditanza nei confronti di Di Pietro e dei suoi".
Il titolo mi aveva fatto per un attimo sperare si trattasse del classico cartello: "Tutto a meta' prezzo per chiusura attivita' ", ma leggendo bene si capisce che si tratta di una Offerta Speciale "Prendi uno e paghi Tutto" accettando la quale il PD non sarebbe in sudditanza di Di Pietro e dei suoi, ma sarebbe in sudditanza del Popolo della Liberta'.
E queste sono soddisfazioni da non perdere....
Giustizia: e' nervo scoperto della sinistra
Da repubblica on-line:
"E' proprio vero che il tema della giustizia costituisce un nervo scoperto per una parte della sinistra. D'altra parte non appena aprono bocca alcuni magistrati, come Cascini e Ingroia, mettono in evidenza la loro estrema politicizzazione". Lo dice Fabrizio Cicchitto, presidente dei deputati del Pdl, che aggiunge: "Berlusconi ha parlato del problema della riforma della giustizia: non vi si puo' rispondere come fa Cascini evocando il fascismo ne' dandogli lezioni di lotta alla mafia come fa, in modo saccente, Ingroia (per altro molto piu' taciturno e sobrio al tempo del governo di centro-sinistra), malgrado che su questo terreno l'attuale governo con il ministro Alfano abbia gia' fatto cose molto significative". Cicchitto conclude: "Ne' la sinistra, ne' i magistrati appartenenti a Md possono strumentalizzare Falcone, contro il quale, a suo tempo, condussero una lotta senza esclusione di colpi, sia in occasione di nomine importanti alla Procura di Palermo, sia per quello che riguardo' la Procura antimafia, sia quando egli fu impegnato al ministero di Grazia e giustizia. Comunque, risulta evidente che una parte della sinistra non rinuncia all'uso politico della giustizia, che Di Pietro intende cavalcare insieme il qualunquismo e il giustizialismo e che un settore della magistratura viene preso da una crisi di nervi non appena si parla di una riforma globale della giustizia".
Effettivamente deve essere estremamente irritante questa continua opposizione ad una sana gestione piduista della Giustizia, che sta tanto a cuore al PdL e al suo padrone..... il fedele servitore Cicchitto non riesce proprio a farsene ragione.....
Famiglia Cristiana, l'assistenzialismo cattolico ed un governo con la coda di paglia
La "guerra" di Famiglia Cristiana ad alcuni dei provvedimenti per la "sicurezza" del governo Berlusconi vede oggi una ripresa delle ostilita'. Come si puo' leggere su Repubblica on-line, un nuovo editoriale del quotidiano cattolico porta i toni del conflitto ancora piu' in alto, suscitando reazioni rabbiose.
Riporto una breve parte dello scontro per spiegare meglio la mia opinione:
"Siamo e saremo sempre in prima linea su tutti i temi eticamente irrinunciabili", scrive Beppe Del Colle, che ricorda: "Divorzio, aborto, procreazione assistita, eutanasia, 'dico', diritti della famiglia, abbiamo condannato l'inserimento dei radicali nelle liste del Pd"
Famiglia Cristiana ci tiene intanto a garantire la propria totale adesione alle principali tesi cattoliche oltranziste che stanno ancora dilaniando la societa' civile italiana, per dimostrare che l'accusa di catto-comunismo che gli e' stata rivolta dalla destra e' una menzogna.
Io di questo non ho mai dubitato, e lo avevo anche scritto.
Poi pero' si arriva al tema principale, che e' lo zoccolo duro dell'assistenzialismo cattolico, e su quello non solo non si scherza, ma non si deve nemmeno mettere il naso, pena accuse pesanti:
La rivista di stampo cattolico torna anche a parlare della norma sulle impronte ai rom, che definisce "una trovata sciocca e inutile". "Abbiamo definito 'indecente' la proposta del ministro Maroni sui bambini rom - si legge - perché da un lato basta censirli, aiutarli a integrarsi con la società civile in cui vivono marginalizzati, ma dall'altro bisogna evitargli la vergogna di vedersi marcati per tutta la vita come membri di un gruppo etnico considerato in potenza tutto esposto alla criminalità".
Proprio la questione delle impronte porta Del Colle a ricordare le persecuzioni a danno delle minoranze: "Quella foto del bimbo ebreo nel ghetto di Varsavia con le mani alzate davanti alle Ss è venuta alla memoria come un simbolo. Per questo il Parlamento di Strasburgo e il Consiglio europeo hanno protestato". Poi cita la rivista francese Esprit, che ha scritto che "gli italiani sono incredibilmente duri contro i romeni e gli zingari", e dice: "Speriamo che non si riveli mai vero il suo sospetto che stia rinascendo da noi sotto altre forme il fascismo".
Famiglia Cristiana risponde poi direttamente alle critiche del sottosegretario Giovanardi, che li aveva definiti "cattocomunisti": "Secondo Giovanardi - scrive - non rappresentiamo la 'vera dottrina della chiesa'. Nessuna autorità religiosa ci ha rimproverato nulla del genere, e lui non ha nessun titolo per giudicarci dal punto di vista teologico-dottrinale".
Giovanardi pero' non se la tiene e risponde a muso duro:
Ma il sottosegretario ex Udc non lascia cadere la polemica, e ribatte utilizzando parole pesanti: "Di fascista oggi in Italia ci sono soltanto i toni da manganellatore che Famiglia Cristiana consente di usare a Beppe Del Colle. Rimane il rammarico che un settimanale che entra in tutte le Parrocchie italiane tenti di coinvolgere una parte del mondo cattolico in una campagna connotata da pregiudizi e livore ideologico senza precedenti".
A me il problema sembra abbastanza chiaro: il provvedimento "sicurezza" del governo Berlusconi e' andato a toccare, anche se indirettamente, uno dei capisaldi dell'economia della chiesa cattolica, e cioe' il grande affare dell'assistenzialismo, da non confondere con la solidarieta' cara alla sinistra, che trova una solida base nella presenza in giro per le strade di una moltitudine di derelitti di professione, che quindi non devono essere toccati, ne' per fargli del male ma nemmeno per fargli del bene. Il giudizio sull'operato del governo e' quindi negativo a priori, tanto da far tirar fuori "l'arma finale", l'accusa di "fascismo".
Un governo di destra "normale" avrebbe avuto buon gioco a respingere queste accuse, anche se oggettivamente non proprio false, dato che la sua cura principale e' stata proprio il "lisciamento" della gerarchia cattolica, ma avrebbe avuto modo di difendere la propria "politica della sicurezza" magari concedendo qualche altra elargizione, oltre all'esenzione dell'ICI per alberghi e negozi, ovviamente sempre a spese del contribuente italiano.
In fin dei conti la violenta protesta del quotidiano cattolico ha origine esclusivamente in questioni di bassa economia, seppure rivestite di alta moralita'.
La confusione tra assistenzialismo, per cui sul problema della poverta' e dell'emarginazione, favorita dall'immigrazione incontrollata, campa bene la bassa e media forza cattolica, e solidarieta', che invece si pone l'obiettivo di eliminare il problema, e' alla base della differenza tra sinistra socialista (che non ha nulla a che fare con il PSI) e sinistra cattolica, ed e' lo iato piu' grosso all'interno del PD.
Ma ritornando alla questione iniziale, un governo di pseudo destra come l'attuale, che ha imbarcato senza porsi tanti problemi gli eredi di Mussolini dopo un veloce bagno nelle acque di Fiuggi, ha ancora una enorme coda di paglia, perche' molti dei suoi migliori sostenitori si sentono fascisti nel profondo dell'animo, ma ufficialmente devono dichiarare di non esserlo.
Un'accusa cosi' diretta ed esplicita puo' essere dirompente per la stabilita' della coalizione di governo, che ha gia' diversi problemi che la rendono non tanto stabile.
Da qui la risposta iraconda di Giovanardi.... che pero' poi a pensare bene al personaggio..... cadono del tutto le braccia.....
Famiglia Cristiana e' diventata di sinistra?
Non sono riuscito a trovare in rete l'originale dell'anticipazione dell'editoriale di Famiglia Cristiana della prossima settimana, ma tutte le notizie trovate in rete sono concordi nel suo contenuto, per cui mi limito a linkare l'articolo di repubblica on-line, che e' sostanzialmente identico a quello degli altri quotidiani e delle agenzie.
Cosa ha intenzione di dire, di tanto sconvolgente, il quotidiano cattolico sempre piuttosto appiattito sulle politiche dei governi di destra, ma sopratutto forte portavoce di alcune opinioni che contano all'interno del Vaticano?
Niente che non sia gia' stato evidente a chi non ha sposato l'ideologia salvifica di Berlusconi, e cioe' che le azioni politiche di questo governo sono sostanzialmente servite ad alimentare paure inesistenti di sicurezze personali e hanno favorito l'aumento di reddito delle industrie a scapito delle famiglie.
Ad una lettura veloce, molti di sinistra potrebbero trovarci un aperto sostegno alle loro posizioni, e trovarsi a pensare che Famiglia Cristiana sia diventata un giornale di sinistra, o che perlomeno stia prendendo il sopravvento il cristianesimo sociale come era alle sue origini.
Anche in mancanza del testo originale, vista la concordanza di tutte le notizie riportate in rete, mi sento di dire che questa visione e' del tutto falsa, e che questa nuova campagna di Famiglia Cristiana e' si' contro l'attuale governo, ma e' ben lontana da essere una campagna di sinistra.
Mettere in evidenza l'errore di aver stimolato le sensazioni di paura individuali e' importante, cosi' come l'evidenziare l'impotenza e la pura propaganda delle soluzioni proposte. Pero' non si propone nulla di alternativo, se non la solita politica assistenziale cattolica.
Ma e' sulla questione del reddito che la differenza tra chiesa e sinistra diventa piu' evidente, perche' se Famiglia Cristiana mette in evidenza come anche in un periodo economicamente difficile i redditi industriali siano aumentati, poi si limita a contrapporli a quelli delle "famiglie", che sarebbero in difficolta'.
A me non sembra che la famiglia Berlusconi sia in difficolta' economica, anzi.....
E anche molte altre famiglie di imprenditori, liberi professionisti, commercianti ed affini vedono il loro reddito aumentare, come e' evidente dall'andamento dei consumi di lusso.
La politica del governo Berlusconi e' una politica classista, e questo non viene detto da Famiglia Cristiana, che identifica in una sua fantomatica "famiglia tipo" la parte perdente della societa' attuale.
Mentre invece i perdenti veri sono individui che svolgono ben precisi lavori, che hanno nel lavoro l'unico loro reddito, senza rendite e capitali da sfruttare.
Finche' l'analisi sociale ed economica di Famiglia Cristiana ignorera' questo aspetto essenziale, nascondendo i veri problemi nella melma generale della solidarieta' sociale che il cattolicesimo ha sempre usato per giustificare ed accettare le peggiori discriminazioni economiche, potra' dire quello che vuole contro Berlusconi ed il suo governo, e ne saro' felice, ma non sara' mai di sinistra.
Alitalia e “il convitato di pietra”
Si fa sempre piu’ insistente la voce che la “compagnia aerea estera” con cui Berlusconi ed i suoi sodali stanno segretamente trattando in questi giorni sia in realta’ la Lufthansa. Cioe’ il vero “convitato di pietra” durante tutta l’asta pubblica indetta da Padoa Schioppa, la primaria compagnia europea che non ha presentato alcuna offerta ufficiale, che si e’ sempre tenuta dietro una barriera di silenzio, ma la cui presenza nelle trattative si faceva pesantemente sentire.
Non avendo bisogno di Malpensa come hub internazionale ancor piu’ di Air France, dato che se l’hub principale per quest’ultima e’ a Parigi, Lufthansa ha il suo hub internazionale per il sud Europa a Monaco, giusto ad un tiro di schioppo da Malpensa, non poteva certo fare un’offerta che venisse incontro alle “esigenze padane” degli avversari di Air France, oltretutto avendo uno sviluppo verso il sud superiore alla sua concorrente, e quindi avendo anche meno bisogno di molte delle rotte di Alitalia.
Per questo si e’ tenuta nascosta e ha solo mandato avanti la sua “testa di ponte” AirOne con il compito di guastatore. Compito che, grazie agli interessi elettorali di Berlusconi e all’ingordigia sindacale, e’ perfettamente riuscito, bloccando praticamente sulla striscia di arrivo la trattativa con Air France.
Perche’ ora torna a farsi avanti, seppure in modo quasi clandestino?
Perche’ ora, a pochi giorni da un inevitabile fallimento di Alitalia, dovendo almeno far finta di “aver trovato la soluzione italiana”, il governo ha praticamente accettato di farsi carico di tutti i debiti Alitalia ed AirOne, di gestire direttamente un numero strabocchevole di esuberi di personale sia Alitalia che AirOne (caso piu’ unico che raro al mondo, in cui il venditore paga le spese del compratore) diventando la controparte del sindacato per questa operazione, e lasciando quindi una nuova societa’ aerea, estremamente piccola e praticamente regionale, ma priva di debiti.
A queste condizioni e’ ovvio che Lufthansa sia interessata.
Una cosa e’ chiara: Lufthansa non fa altro che l’interesse suo e dei suoi azionisti, e’ il governo italiano che non sta affatto facendo gli interessi dei cittadini italiani.
La berlusconeide splendidamente rappresentata oggi a Napoli
Le citazioni sono prese da Repubblica on-line
"Credo non ci sarà nessun autunno caldo per le forze politiche. L'opposizione può manifestare contro la Finanziaria ma è come manifestare contro la grandine."
Non sapevo ancora che la grandine fosse populista e classista.
Il premier Silvio Berlusconi, a Napoli per fare il punto sulla situazione rifiuti con il sottosegretario all'Emergenza, Guido Bertolaso, e il generale Francesco Giannini, passeggiando per le strade della città parla della manovra economica e tocca altri temi caldi. Si dice molto soddisfatto dell'operato del governo in questi cento giorni e di una manovra economica che definisce rivoluzionaria. "Non ci sarà più un assalto alla diligenza autunnale - spiega ai cronisti passeggiando per le strade della città - abbiamo tagliato sprechi e non saranno felici solo quelli a cui gli abbiamo tagliati, ma i cittadini sì perchè non dovremo mettere le mani nelle loro tasche".
Peccato che i "cittadini a cui non ha messo le mani in tasca" siano i piu' benestanti, mentre quelli a cui ha "tagliato gli sprechi" siano sempre i soliti che pagano le tasse e stentano a sopravvivere.
Armato di ramazza, Berlusconi ha dato simbolicamente qualche colpo di scopa per dare, come lui stesso ha spiegato, il segno di una situazione che è migliorata e si è complimentato con i volontari della Protezione civile.
La "campagna del grano" ha sempre lo stesso valore propagandistico, anche se, per l'evoluzione dell'agricoltura, deve oggi assumere forme diverse.
Ma oggi il presidente del Consiglio ha anche affrontato il tema Alitalia. Il governo sta trattando "con una grande compagnia straniera"
E ovviamente, nel solco della chiarezza e trasparenza che caratterizza il suo governo, si guarda bene dal dire di che compagnia si tratta, se si tratta su una base in contrasto con le precedenti offerte pubbliche fatte, se ci possono essere palesi conflitti di interesse, e sopratutto perche' si e' mandata all'aria una offerta che sembra sempre piu' migliore di ogni nuova soluzione
Sulle riforme, il premier auspica il ritorno ad un clima sereno e di confronto, come si era augurato il presidente Napolitano. "Il suo auspicio è anche il mio", dice. Ma aggiunge: "Per avere un dialogo bisogna avere rispetto degli altri e comportamenti leali" e questo "finora non si è verificato nell'opposizione"
Il "rispetto" che Berlusconi si aspetta e' ovviamente un piatto assenso ad ogni sua "brillante soluzione", in modo che, con l'assenso dell'opposizione, potrebbe garantirsi la possibilita' di tenere sotto controllo la "fronda interna" nella sua coalizione, che si sta facendo sempre piu' forte, via via che si chiarisce l'aspetto classista della politica di questo governo e le diverse e non omogenee forze che lo costituiscono capiscono di essere destinate semplicemente ad un ruolo subalterno di portatori di voti.
Speriamo che "l'opposizione" rifiuti decisamente questa versione berlusconiana di "dialogo".