Livellatore di Utopie

Anche se le utopie sono utili, per mantenere una direzione verso cui andare, spesso prendono la mano... e hanno bisogno di una "piallata"

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domenica, 30 novembre 2008

Condizioni per un Dialogo

Da Repubblica on-line:

Berlusconi: "Se PD vuole dialogo, rompa con Di Pietro"


Se io fossi il PD, la risposta sarebbe solo una:

"Se il PDL vuole il dialogo, rompa con Berlusconi"


;)
postato da: mikecas alle ore 13:59 | link | commenti
categorie: politica, satira, umorismo, satira politica
venerdì, 28 novembre 2008

L'Elemosina di Stato

La crisi finanziaria che sta travolgendo il mondo intero si sta inevitabilmente trasferendo all'economia reale, per cui gli interventi dei vari Stati stanno passando dalla semplice operazione di garanzia di liquidità per le banche, soggette alla prima crisi, ad un sostegno dell'economia concreta, attraverso diversi meccanismi che hanno l'unico obiettivo di mantenere ragionevolmente alta la domanda interna, cioè i consumi dei cittadini comuni.
Anche il governo italiano si sta muovendo in questa direzione, almeno a parole, stante le tante dichiarazioni di Tremonti e Berlusconi, per non parlare degli innumerevoli portavoce e/o aspiranti tali.
Solo che le parole molto spesso rimangono tali, e non ne consegue alcuna azione pratica. Nemmeno una lira, per non parlare di euro, è stata spesa per sostenere le banche, nonostante le tronfie dichiarazioni a proposito, in cui mancava sistematicamente la cifra a bilancio dedicate a questo, per la semplice ragione che non vi è mai stata. Nemmeno una lira è stata dedicata in modo chiaro e uguale per tutti a sostegno della spesa, nonostante l'Europa insista per la detassazione della tredicesima. La ragione è banalmente l'ecessivo costo.
Ed allora cosa sono le proposte di sostegno ai meno abbienti che vengono in queste ora approvate dal Consiglio dei Ministri?
Guardandole bene, sono semplicemente una elemosina. Di Stato sì, ma sempre elemosina.
Al di là della ridotta entità di questa elargizione, a fronte di una serie di adempimenti burocratici necessari per definire oggettivamente l'assoluta povertà del soggetto, è il modo che offende. E offende violentemente in particolare per le vessazioni che impone, ben cosciente che non esiste un modo chiaro, in Italia, per definire il reale reddito di una persona, e bisogna quindi imporre inquisizioni personali che fanno diventare questa Social Card molto peggio della Tessera Annonaria di triste memoria.
Io credo che il dover presentare questa tessera, seppure anonima (che è una genialata che solo uno stupido con solo un obiettivo esclusivamente politico poteva inventare) sia una vergogna per la maggior parte degli aventi diritto. Un segno evidente di essere a carico della collettività, di essere costretto ad accettare l'elemosina di questo stato classista, che non riesce a trovare il modo di ridurre la tassazione sui redditi da lavoro, recuperare risorse da una maggiore tassazione delle rendite, e perseguire ferocemente l'evasione fiscale.
Ma se lo facesse non sarebbe più un governo classista come invece è.
postato da: mikecas alle ore 21:49 | link | commenti (9)
categorie: politica, economia, sociopolitica, economia e politica
giovedì, 27 novembre 2008

Di Carlo e la Politica

L’intervista a Di Carlo fatta dalla troupe di Report, con la messa in onda anche di una parte delle chiacchiere di post intervista, subdolamente registrate, hanno determinato le dimissioni dello stesso Di Carlo da assessore all’ambiente per la regione Lazio.
Non voglio entrare nella discussione sul fatto che a Di Carlo sia stata tesa una trappola, la cosa è fin troppo evidente, e per Report non è la prima occasione di un uso diciamo spregiudicato del potere della TV.
Voglio però analizzare l’aspetto concreto di quella intervista. Di Carlo dichiara apertamente l’esistenza di una amicizia, amicizia forse politica, che è una cosa diversa da una amicizia personale, con il satrapo della spazzatura romana, Manlio Cerroni.
Il problema veramente grave, dal mio particolare punto di vista, è che il Cerroni risulta avere “mani in pasta” in troppi aspetti che dipendono da decisioni pubbliche, e che quindi essergli “amico”, in qualunque forma e per qualunque ragione, non è ammissibile per un politico che si occupi direttamente di queste questioni.
Questa facilità di cointeressamento non è tipico solo di questa giunta regionale, ma è stata molto più evidente nelle vecchie amministrazioni anche di destra, per cui ci si dovrebbe solo rammaricare che poco o niente è stato fatto per ridurla.
A carico del De Carlo vi è però da aggiungere il fatto che il linguaggio volgare usato era del tutto gratuito, anche se sembra essere tipico di un certo ambiente sociale, di cui evidentemente il Di Carlo fa parte, nonostante i suoi tentativi di emancipazione. Il lamentarsi per aver messo in onda una registrazione di una parte di colloquio ritenuto “amichevole” è certamente accettabile, anche se è la dimostrazione di una ingenuità politica imbarazzante.
Come conclusione, ritengo che Di Carlo stia pagando più di quanto sia normale, ma non abbastanza per quanto sarebbe giusto, perché il suo caso è la dimostrazione dell’esistenza di un continuo cointeresse tra politica ed affari,  che produce situazioni imbarazzanti anche quando magari non ci sono elementi di corruzione. E questo è purtroppo un elemento piuttosto diffuso in alcuni ambienti della politica locale, in particolare legati alla vecchia struttura della Margherita.
Abbiamo molto bisogno di personale politico meno coinvolto personalmente in maneggi di potere e magari anche meno disponibile al turpiloquio.
postato da: mikecas alle ore 21:20 | link | commenti
categorie: politica, sociopolitica, economia e politica
mercoledì, 26 novembre 2008

Alitalia: i Geni Crescono come Funghi

Un brillante e geniale intervento del sottosegretario allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, apre nuove prospettive economiche per la nostra Compagnia di Bandierina. La proposta, se avesse possibilità di svilupparsi libera dai legacci che le golose compagnie europee cercano di imporre agli eroici imprenditori padani che si sono fatto carico di questa impellenza nazionale, aprirebbe la via a futuri ancora più radiosi.

Da Repubblica on-line:

E' auspicabile la nascita di una cooperazione fra la Nuova Alitalia e le compagnie aeree degli Emirati Arabi: lo ha detto il sottosegretario allo Sviluppo economico, Adolfo Urso, parlando a margine della missione delle imprese italiane in Israele. "Allo stato attuale ci auguriamo che ci possa essere cooperazione sul piano commerciale e industriale", tra la Nuova Alitalia e le aerolinee degli Emirati, trattandosi - ha sottolineato Urso - "di compagnie complementari e non concorrenziali". Piu' in particolare, lo sviluppo della Nuova Alitalia e' orientato verso il Nord e verso l'Europa mentre Emirates si rivolge al mondo arabo, Golfo Persico, Sud-Est asiatico e Africa Orientale, ossia le fasce che piu' difficilmente la nuova compagnia italiana potrebbe coprire. Al contempo, Urso fa sapere che la Commissione bilaterale che ha raccolto i lavori appena compiuti dalla missione italiana negli Emirati, ha stilato l'impegno che rende possibile a Emirates ed Etithad (la compagnia di Abu Dhabi) la richiesta di un aumento degli slot in Italia nella misura complessiva di 70. In dettaglio, 21 slot a Roma e altrettanti a Malpensa per Emirates; sette a Roma e altrettanti a Malpensa per Etithad; 14 a Venezia per Emirates; 29 slot infine per i voli cargo. Le richieste sono naturalmente soggette all'autorizzazione dell'Enac e presuppongono una reciprocita' per l'Italia, che potra' all'occorrenza disporre di 70 nuovi slot su Dubai e Abu Dhabi. "L'area coperta dalle rotte di queste compagnie e' la piu' importante - ha sottolineato Urso - sia nel settore turistico sia per la comunita' d'affari perche' e' l'area che risentira' in misura minore della crisi economica". Il sottosegretario ha infine rimarcato come gli Emirati siano rimasti "sorpresi dall'evoluzione della vicenda Alitalia con l'operazione Cai e dal rilancio che apre prospettive del tutto nuove".

Il concetto di "non concorrenzialità" è quello che credo vada considerato di più per dispiegarne al meglio le potenzialità.
Ad esempio, che concorrenza c'è tra la CAI e AirFiji (ammesso che esista)? Ovviamente nessuna. E quindi sarebbe la ragione di una vera e sana cooperazione, che porterebbe beneficio ad entrambe le compagnie.
Anche AirMadagascar sarebbe un candidato perfetto, ma forse qualche intreccio per l'afflusso di turisti italiani porrebbe qualche legame. Sicuramente niente al confronto degli intrecci di interesse che si hanno con AirFrance e Lufthansa, che sono non solo europee, ma anche dirette concorrenti di CAI, con cui quindi non si parla e non si concertano azioni comuni.
Nel frattempo, per difendere l'italianità della nostra Compagnia di Bandierina, concediamo pure slot ad Emirates.... magari ci fanno qualche sconto sul petrolio....
postato da: mikecas alle ore 12:03 | link | commenti
categorie: economia, satira, umorismo, economia e politica

Un Governo Classista

Per chi avesse ancora qualche dubbio che l'attuale è il governo più classista da molti decenni a questa parte, le ultime dichiarazioni del suo portavoce dovrebbero togliere ogni dubbio residuo. Non che ce ne dovesse essere bisogno, perchè tutti gli interventi di questo Governo sono lì sotto gli occhi, e basta togliere quella leggerissima patina di populismo a chiacchere per vederli chiaramente.
Ma Bonaiuti dà un ulteriore aiutino.

Da Repubblica on-line:

I costi della detassazione delle tredicesime sono elevati: 5-7,5 miliardi di euro. Cifre difficilmente pensabili in questa fase". Lo afferma il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio, Paolo Bonaiuti, alla trasmissione 'Il caffe'' di Mineo. Al giornalista che gli fa notare come la Ue voglia allentare i vincoli di Maastricht, Bonaiuti replica: "si sposterebbe mezzo punto di Pil: 6-7 miliardi. Non sono pochi, ma gli interventi devono essere suddivisi fra famiglie ed imprese.

Le imprese... sempre e solo le imprese...

.....
Mineo fa notare che anche nel periodo 2001-2006 il debito pubblico italiano era il piu' alto, eppure l'Italia chiese di 'interpretare' il patto di Maastricht. Bonaiuti conviene: "chiedemmo di escludere dal computo gli investimenti pubblici...".

Cioè gli aiuti agli "amici degli amici"...

.....

"Ad ottobre abbiamo anche difeso le banche, affinche' nessun risparmiatore perdesse un euro. Il Fondo Monmetario Internazionale riconosce che il sistema bancario italiano e' solido"

E quindi non ci hanno messo una lira, ma "la famiglia" ha approfittato dell'occasione per estendere i propri tentacoli

........

Sulle critiche di Casini il sottosegretario alla Presidenza del Consiglio replica: "Casini, come economista di assalto, dimentica che dobbiamo si' tutelare le famiglie, ma chi da' lavoro sono le imprese".

Le imprese, appunto.... l'unica preoccupazione di questo Governo di classe, che si dimentica che "chi dà lavoro" alle imprese sono "le famiglie", e senza un aumento dei consumi interni, le imprese sono inevitabilmente destinate a chiudere.
Ovviamente nemmeno una parola sul fatto che il reddito da lavoro in Italia sia molto più basso che nel resto dell'Europa industrializzata, ma sia anche relativamente più tassato, mentre le rendite di ogni genere, da quelle finanziarie a quelle monopolistiche, sono le meno tassate....
A parte la solita attenzione a favorire, o perlomeno tollerare, l'evasione fiscale, la preoccupazione principale, e probabilmente l'unica, è quella di garantire i profitti delle imprese.
Che sia questa la nuova "variabile indipendente"?
postato da: mikecas alle ore 09:46 | link | commenti (1)
categorie: politica, economia, sociopolitica, economia e politica
domenica, 16 novembre 2008

La Gelmini e le Spese per la Scuola

Il Ministro per l'Istruzione (non più pubblica) Mariastella Gelmini ha cercato di contrastare l'enorme reazione ai decreti legge che impongono fortissimi tagli economici sia alle università che al sistema scolastico, tagli che devono trovare applicazione principalmente in riduzioni di personale, accorpando classi, eliminando scuole periferiche e sostanzialmente eliminando buona parte dei precari. Per cercare di riguadagnare un minimo di credibilità, la Gelmini ha usato la stessa vecchia tecnica retorica sempre usata dai "riformatori" di destra, e cioè dare la colpa agli eccessi voluti dalla sinistra.
Leggendo questo articolo su la repubblica on-line, in cui il pensiero della Gelmini viene riportato, si presuppone in modo oggettivo, verrebbe da chiedersi di cosa si discute nelle piazze, visto che apparentemente la Gelmini la pensa come, e forse più, dei più accesi "rivoltosi" che hanno manifestato in questi giorni.
Solo che se si lasciano perdere le parole, e si guardano i fatti, i fortissimi tagli alla scuola e all'università sono ancora lì, nessuno li ha eliminati. E quei tagli sono l'inizio della fine per la scuola e l'università pubblica. Su questo non vi sono dubbi ed è, secondo il mio modesto parere, ma non sono certo il solo a pensarlo, il vero obiettivo di questo governo.
Ma tornando all'articolo di Repubblica, si possono pescare alcune frasi esilaranti della Gelmini. Ad esempio che:

"Per troppi anni il Paese ha sofferto di una mancanza di coraggio nel portare avanti il cambiamento, nell'approvare riforme importanti in settori come la scuola e le universita'. C'e' la necessita' di razionalizzare la spesa, rivederne i meccanismi. E' innegabile che in questi ultimi anni la spesa dell'istruzione era fuori controllo"

Mentre è evidente a chiunque conosca realmente le cifre che la spesa per la scuola è stata solo lievemente superiore a quella degli altri paesi europei, così come per l'università, mentre è molto inferiore alla media europea la spesa per la ricerca, che della formazione rappresenta pur sempre un elemento essenziale. Cosa fosse "fuori controllo" lo sa solo la Gelmini. Probabilmente ha parlato per "sentito dire", come quando ha letto la sua brava relazione in parlamento, sbagliando l'accento di "ègida" di cui è probabile non conosca il significato e ne ignorasse fino ad allora l'esistenza.
Sulla spesa per la scuola vi è poi il macigno degli insegnanti di religione, pagati dallo stato ma di fatto emissari della chiesa, dovendo dipendere dall'assenso del vescovo. Questi insegnanti hanno un peso elevato nel costo totale, senza voler considerare i privilegi normativi che un governo supino al Vaticano ha concesso. Poichè non esiste l'equivalente in alcun altro paese europeo, è evidente che un eventuale extracosto della scuola italiana è completamente dovuta alla presenza di questo abuso anticostituzionale.
La Gelmini potrebbe incominciare a risparmiare in modo significativo eliminando completamente l'insegnamento della religione dal carico dello stato, come avviene ovunque, e poi potrebbe tornare a discutere dei costi della scuola senza il macigno dell'insegnamento della religione. Forse si troverebbe del tutto priva di argomenti e in necessità di dover giustificare una spesa troppo limitata.
Per chiarire, io credo che gli insegnanti di religione debbano semplicemente essere licenziati all'istante, senza alcuna facilitazione di welfare, perchè ne hanno usufruito più che a sufficienza. Se la Chiesa Cattolica vuole continuare ad insegnare le sue favole, lo faccia a spese sue e fuori (si intende FUORI) dell'orario scolastico e delle strutture scolastiche. Il risparmio sarebbe ampiamente sufficiente ad accontentare Tremonti, che è il vero artefice nascosto dei tagli alla scuola.
Tutte le altre parole della Gelmini sono pura fuffa propagandistica, non avendo alcuna base razionale.
sabato, 15 novembre 2008

La Sentenza sulla Diaz

La recente sentenza sulla irruzione di un reparto di polizia nella scuola Diaz durante il G8 di Genova, con violenze indiscriminate e ingiustificate su persone che non stavano compiendo alcun reato, rende sì ufficiale che tale atto illegale sia realmente avvenuto, e nei modi assolutamente lontani da ogni aspetto di rispetto civile ed umano delle persone come era stato denunciato dalle vittime e dai testimoni, ma lascia anche molto amaro in bocca perchè avvalora una tesi molto difficile da giustificare con il buon senso, e cioè che tutto sia avvenuto "semplicemente" per autonoma iniziativa dei singoli appartenenti a quel reparto della Mobile.
Moltissimo è già stato scritto su questa infelice sentenza, tanto che ora la polemica si sta spostando su questo piuttosto che sulla violenza illegale effettuata da esponenti di un reparto di Polizia in una azione che risulta a tutti gli effetti completamente ufficiale.

D'altra parte, in un paese in cui si considera giustificato ed accettabile che un proprietario di una azienda privata possa non essere a conoscenza delle illegalità molto forti che sono effettuate da un suo strettissimo collaboratore, e non per arricchire sè stesso a danno dell'azienda, ma per arricchire l'azienda ed il suo proprietario, senza un vantaggio personale diretto, ci stà completamente che in una organizzazione rigidamente gerarchica come la Polizia possa essere compiuta una enorme illegalità da un intero reparto, nessuno escluso, a totale insaputa dei loro diretti superiori.
Si tratta della stessa logica, della stessa autodifesa, della stessa appartenenza ad un livello di intoccabilità.
Ma ne dovrebbe discendere una ovvia conseguenza: se i vertici della Polizia erano all'oscuro di quello che, del tutto illegalmente ed evidentemente contro gli ordini ricevuti, hanno compiuto gli uomini di quel reparto, il minimo che si possa accettare è che tutti, graduati e truppa semplice, vengano estromessi immediatamente dai ruoli, privati dello stipendio e ridotti materialmente e moralmente sul lastrico, oltre a pagare penalmente e civilmente. Questi avrebbero compiuto una delle più forti violazioni che possano essere immaginate, e ne devono subire le conseguenze. I loro superiori, presi in giro da un comportamento inqualificabile, dovrebbero essere i più forti sostenitori di una soluzione del genere.
O no? O c'è qualcuno che non può permettersi che quello che appare a tutti una giustizia elementare possa realmente avvenire?
postato da: mikecas alle ore 22:19 | link | commenti (1)
categorie: politica, satira politica, sociopolitica, realta
sabato, 08 novembre 2008

La Sindrome dell'Inciucio

Sono ormai sicuro che buona parte della sinistra, ma in particolare la sinistra sinistra, soffra di una malattia di cui si ignora la cura, ed è la Sindrome dell'Inciucio.
Gli effetti di questa malattia si possono riconoscere facilmente quando Maggioranza di governo ed Opposizione, indipendentemente da quale parte politica sia Maggioranza e quale sia Opposizione, cercano di concordare un'azione comune per risolvere problemi istituzionali che DEVONO ESSERE RISOLTI CONGIUNTAMENTE.
Immancabilmente, da parte di chi è colpito dalla Sindrome di cui sopra scatta l'accusa di INCIUCIO, indipendentemente da ogni argomentazione, da ogni ragione politica tattica o strategica, da ogni discorso di opportunità o di vantaggio.....
L'epidemia più virulenta di questa malattia si ebbe all'epoca della famigerata "bicamerale" presieduta da D'Alema, da allora ritenuta da molti che continuano ad ospitare il virus l'esempio più eclatante di INCIUCIO.
Da allora la malattia continua ad essere endemica ma apparentemente sotto controllo, grazie al fatto che il governo Berlusconi, sia il precedente che l'attuale, è molto poco disposto a concordare con l'opposizione qualunque soluzione, indipendentemente dal rilievo istituzionale abbia e qualunque sia la prassi a riguardo (vedi ad esempio la nomina del Presidente della Commissione di Vigilanza della RAI).
Una nuova recrudescenza si sta avendo però in questi giorni per la proposta di Fini di non dover necessariamente far passare per 6 diverse commissioni la discussione sulla delega al federalismo, ma concentrare in una unica commissione bicamerale (le sei commissioni erano tra le due camere) questa discussione.
D'Alema (sempre lui) ha fatto notare che la cosa poteva essere accettata, partendo magari da una vecchia proposta della sinistra.
Le urla di INCIUCIO provenienti da chi ha dovuto subire lo sviluppo accelerato del virus fino ad oggi apparentemente dormiente sono state assordanti.
E' indubbiamente difficile capire le cause che portano alcune persone ad essere colpite da questo virus, che spesso li costringe ad abbandonare la razionalità di giudizio che li contraddistingue nella loro vita normale per invece associarsi in branchi urlanti con la bava alla bocca, assetate di sangue del colpevole di INCIUCIO, incapaci ormai di ogni ragionamento razionale.
Un elemento significativo potrebbe essere l'associazione di questa sindrome con una istintiva paura del confronto. Chi è colpito dalla Sindrome dell'Inciucio sembrerebbe anche essere estremamente insicuro della validità oggettiva delle proprie convinzioni, per cui in un confronto aperto con la controparte teme fortemente di essere soccombente.
Una conseguenza secondaria di questa sindrome sarebbe quindi il tendere a riunirsi in piccole comunità autoreferenziali, entro cui la difesa dell'identità politica sia totale, senza alcuna apertura verso posizioni politiche anche leggermente diverse, a costo di suddividersi in gruppi sempre più piccoli.
Speriamo venga trovato presto un vaccino, magari attraverso una modifica del gene che esprime la tendenza di sinistra.
postato da: mikecas alle ore 21:35 | link | commenti (2)
categorie: politica, umorismo, satira politica