E' da più di due anni che ho incominciato a fare il pane in casa. Non con l'assurda Macchina del Pane, che produce praticamente solo pane in cassetta, ma impastando con una impastatrice, formando i pani ed infornando nel comune forno a gas di una cucina casalinga.
Ho impiegato molti mesi per imparare a produrre qualcosa di equivalente al pane commerciale, nonostante le mie letture di libri e di siti web specializzati, perchè il risultato finale dipende da un numero incredibile di variabili, dal tipo di farine, dalla loro qualità, dalla quantità di acqua, dalla temperatura della lievitazione, dalla temperatura e durata della cottura. Nonchè dalla manipolazione dell'impasto prima di infornarlo.
Ora, da più di un anno, a casa mia non si compera più pane. Io faccio una panificazione settimanale, tra sabato e domenica, quando ho il tempo necessario, e il pane mi dura fresco per due/tre giorni. Per il restante tempo surgelo il pane in pezzature adatte e lo scongelo lasciandolo per mezza giornata a temperatura ambiente o scaldandolo nel microonde al minimo di potenza per due/tre minuti.
Nonostante abbia ormai messo a punto delle tecniche di cui mi fido, che producono prodotti affidabili, sono anche sempre alla ricerca di sperimentazioni nuove, per migliorare il prodotto o per ottenere effetti diversi.
Non ho ancora affrontato il problema di produrre il Lievito Naturale, o Pasta Madre, perchè il suo sviluppo iniziale richiede una attenzione che non sono in grado di offrire al momento, ma credo che le tecniche che uso ora non diano prodotti così diversi da quelli con la Pasta Madre.... ma è un problema che dovrò sicuramente affrontare nel prossimo futuro, quando sarò in pensione e avrò più tempo da dedicare a questo tema.
Nel mio sito web ho raccolto una serie di ricette fotografate che documentano lo sviluppo della mia ricerca su come fare il pane in casa. Le ricette sono tutte documentate in modo dettagliato, in modo che chiunque le voglia replicare abbia tutti i dati per farlo. Anche se devo avvertire che la dipendenza dalla qualità delle farine e dall'effettiva temperatura del forno potrebbero richiedere delle variazioni, che possono essere determinate solo dall'esperienza.
E' un sito in evoluzione, dove metto tutti i risultati dei miei esperimenti (solo quelli positivi, ovviamente) e la descrizione delle varie tecniche che sto provando.
"Se viene fuori una mia telefonata di un certo tipo me ne vado in un altro Paese". Il presidente del Consiglio e' tornato sul tema delle intercettazioni e conversando con i giornalisti a palazzo Grazioli ha ancora una volta sottolineato l'importanza di regolamentare la materia. Un Paese in cui chiunque puo' essere intercettato "non e' un Paese veramente democratico e che garantisce piena liberta' ai cittadini", ha detto, "non e' una vera democrazia".
Uscitele, uscitele..... fusse che fusse la volta bbona....
:)
"I dipendenti lavorino al meglio". Il ministro della Funzione pubblica parla dell'ipotesi di riduzione della settimana lavorativa durante una conferenza stampa sul bilancio del suo operato nei primi otto mesi di governo. "Il mercato pubblico - osserva Brunetta - ha bisogno di produrre più beni e servizi e per far questo ho bisogno che tutti i dipendenti della pubblica amministrazione lavorino al meglio.
......
Da noi non esiste un problema di eccedenza, ma di produttività"
Infatti non c'è necessità di ridurre l'orario di lavoro..... basta ridurre lo stipendio.
Il Partito Democratico è scosso da una tempesta giudiziaria senza precedenti, almeno per quel partito, ma il vero problema non sembra realmente quello di una collusione con il malaffare, ma la mancanza di identità, l'incapacità di definirsi in modo chiaro nel panorama degli interessi dei diversi ceti sociali che costituiscono la società italiana.
Prima di dire cosa penso io, vorrei riportare un recentissimo "sfogo" di una mia amica, iscritta al PD, eletta nelle strutture comunali di una città del nord, alle prese continue con le necessità e le richieste della politica di base ma schierata da sempre anche sulle problematiche nazionali ed in questo una appassionata di D'Alema. Quello che presento è uno sfogo su un forum, scritto di getto e, a mio parere, estremamente significativo, perchè questa mia amica si è sempre data da fare per rappresentare prima i DS e poi il PD sul territorio e nei confronti della gente normale. E ora, in una specie di "crollo di fiducia" dovuto a tanti fatti, sia locali che nazionali, scrive queste parole:
io sono convinta che in questo momento il pd sta affogando, doveva essere il partito "nuovo" e di nuovo non ha proprio niente, e ora sono arrivata a una conclusione, veltroni si è rivelato davvero inadeguato e non sto dicendo che qualcun altro sarebbe andato meglio, certo lui non è andato bene, e la cosa che sconcerta è che di segnali ne ha ricevuti tanti, ma non ha mai fatto cenno di assumersi una responsabilità: e mi dispiace ma questa volta vorrei davvero lasciar fuori d'alema dal discorso. Sul serio, non mi interessa contrapporre d'alema a veltroni, non voglio comunque tacere su questa cosa, perchè davvero non se ne può più: ho sentito anche stasera "minimizzazioni" pazzesche,da parte dei miei compagni di partito..."stai esagerando"..."si abbiamo perso, ma si perde poi si vince di nuovo", e "sì ci sono dei pd che hanno fatto cose poco lecite, ma in fondo sono casi isolati"...sono sconcertata: questo partito, il mio, non è riuscito a dare in un anno un'idea chiara di cosa voglia diventare, non ha lavorato sull'identità, ha mescolato capra e cavoli in un minestrone ormai nauseabondo, con la binetti che fa il verso a fini accusandolo di non essere uno storico...perchè dice che la chiesa e il papa non si erano opposti alle leggi razziali..
e oggi siamo qui a tacere sul fatto che sacconi obblighi tutti gli ospedali del regno a non togliere il sondino a una ragazza in come vegetativo da 17 anni...con una legge...dico, come se niente fosse, e il mio partito tace e fa parlare la binetti.
dai.
e poi veltroni "si stupisce"...e ora al lingotto farà con grande sfarzo il solito discorso "ispirato"...che lui è l'uomo vero...poi leggerà qualche lettera commovente...e tutti batteranno le mani...we can we cannot, e we...ce la pigliamo sempre in quel posto.
veltroni è stato il segretario, ha fallito, in questi mesi se ne sono scritte di tutti i colori, che era d'alema che gli tramava alle spalle, quando quello manco si sognava, si faceva i cazzi suoi (ed è per questo che non sopporto più neppure lui...e le sue fondazioni...lui è responsabile di non essersi assunto delle responsabilità...è stato lì a guardare...il cadavere che passava nel fiume, e questa non gliela perdonerò mai, non ne aveva più voglia, dice, ma lo capisco, però...adesso può davvero andare a farsi un giro in barca, per quel che mi riguarda).
questo volevo dire, perchè non se ne può più, e sonos stanca di far finta di niente.
mi sono sfogata...e speriamo solo una cosa: da questo schifo possa davvero nascere un nuovo partito, gente nuova, sana, giovane e con le idee chiare...sul futuro, sul presente soprattutto.
e onesta
e capace
se no niente.
Io avevo visto la proposta del Partito Democratico come un fatto positivo, una rottura degli schemi ideologici rigidi preesistenti nella sinistra italiana, la possibilità di creare un partito socialdemocratico dove non ve ne era mai stato uno e in un momento in cui la socialdemocrazia europea stava cercando di ristabilire una nuova identità, una nuova linea di sviluppo dopo il crollo del muro di Berlino che aveva tolto all'utopia comunista ogni residuo alibi di concretezza. Anche la socialdemocrazia europea, già pesamtemente attaccata dal neoliberismo anglosassone, aveva difficoltà a ridefinire le proprie strategie, la propria direzione, in un mondo profondamente diverso ed in cui la globalizzazione, liberata dei vincoli della "divisione del mondo", non era più limitata all'aspetto finanziario ma incominciava a pesare sensibilmente sull'economia reale e anche sul mercato del lavoro. In questo ripensamento della propria storia e della propria strategia, speravo che una forza nuova come il PD potesse non solo trovare il proprio spazio, ma anche portare un sostanzioso contributo.
Ma il PD è nato male, come pura associazione di due vertici di fatto incompatibili se non nell'aspetto della gestione del potere locale. Una unione di posizioni inconciliabili, che dalla ritenuta necessità dell'unione ne derivava una incapacità di decisione su qualunque questione che potesse sfiorare la frattura tra le due anime. Per questo ne sono rimasto lontano, ho "prestato" il mio voto in assenza di alternative ragionevoli, ma queste contraddizioni stanno ora esplodendo, aiutate senza alcun dubbio dagli interessi contrari di quella vera e propria mafia che è il PdL, ma alimentate sostanzialmente dall'energia interna della propria contrapposizione.
A questo punto la situazione è veramente disperata, perchè pensare che il populismo di bassissimo livello di Di Pietro possa rappresentare una vera alternativa è più che una illusione un abbacinamento. La sinistra radicale sta implodendo su se stessa e sta facendo di tutto per scomparire.
Per chi spererebbe in una sinistra di stampo europeo, "ha da passa' 'a nuttata..." ma si presenta una notte lunga e tormentata....
L'inizio dell'operatività della tratta Milano-Bologna di Alta Velocità ha fatto aumentare, e di molto, la polemica sulla spesa eccessiva per i viaggi di lusso e le restrizioni continue sul servizio per i pendolari.
L'Amministratore delegato di Trenitalia ha risposto a queste accuse, magari un poco scortesemente, rimandando le critiche sul funzionamento del servizio pendolari alle Regioni, che ne sono titolari.
Però è così solo in parte, e la separazione tra TAV e pendolarismo non è purtroppo così netta come sarebbe auspicabile.
Il problema, secondo me, sta nel fatto che Trenitalia è il monopolista delle concessioni regionali per il trasporto locale (i pendolari), ed è nello stesso tempo attore principale del trasporto nazionale, in attesa di un reale concorrente sull'Alta Velocità.
Purtroppo non ci sono in vista concorrenti reali per il trasporto locale che, nonostante il contributo economico regionale, evidentemente non rappresenta per Trenitalia un settore principale dal punto di vista economico. E' quindi chiaro che, non essendo nemmeno completamente risolto l'intreccio di Trenitalia con la gestione della rete fisica, cioè la gestione delle rotaie e del loro utilizzo separato da chi le utilizza, un aumento di uso da parte di servizi ad alto valore aggiunto tende a ridurre lo spazio per i servizi meno remunerativi.
La soluzione sta quindi in una vera concorrenza su tutti i servizi, sia sull'Alta Velocità, come dovrebbe succedere tra poco, ma anche sui trasporti locali, dove dovrebbero apparire diversi operatori, indipendenti tra di loro ed in effettiva concorrenza. La gestione della rete fisica dovrebbe a quel punto diventare realmente una cosa a sè stante, con l'obbligo di garantire la percorrenza per gli operatori che pagano per usarla e senza privilegiarne alcuno. Anche la gestione delle stazioni, che nelle grandi città è in realtà il vero limite alla densità di traffico, dovrebbe essere resa autonoma e gestita da una autorità indipendente.
Nella situazione attuale, nonostante la separazione formale delle funzioni, la presenza di un monopolista di fatto riduce a zero i vantaggi della separazione delle funzioni, e si presta anche di più ai maneggi per incrementare gli utili, dato quasi per scontato che la difesa degli utenti a basso prezzo, cioè i pendolari, non è quasi mai una priorità per nessuno.
Su Dagospia oggi si può leggere un articolo che, nel solito stile insinuante, cerca di far passare le inchieste di De Magistris stoppate dalla magistratura stessa come un quasi riuscito tentativo di scoperchiare la "Nuova P2".
Alcune delle frasi sono molto emblematiche:
La nuova P2 per Luigi De Magistris non è un guscio vuoto: ha il nome di diverse società (tra loro in qualche modo collegate) dalle quali il magistrato stava risalendo al bandolo della matassa affaristico-massonica che imbriglia anche politica e 'ndrangheta.
«Una rete di soggetti - dichiara testualmente il 3 gennaio 2008 ai colleghi di Salerno - che all'interno delle Istituzioni erano in grado di influire ad ogni livello, con collusioni di non secondaria rilevanza proprio all'interno della magistratura. Non a caso il lavoro di delegittimazione e disintegrazione professionale si consolida quando comincio a contestare la violazione della cosiddetta legge Anselmi».
La "nuova P2", secondo De Magistris, ha il pallino fisso della penetrazione dello Stato dall'interno. Non è un caso che punti l'ago della bussola investigativa su un altro pezzo forte della rete: Franco Bonferroni, indagato per gravi reati sia nell'inchiesta Poseidone che Why Not e considerato legato ad ambienti massonici. De Magistris scopre che Finmeccanica - nel cui cda Bonferroni siede - mira a diventare il gestore unico delle intercettazioni telefoniche. Finmeccanica, attraverso Datamat è già fornitrice del ministero della Giustizia anche nell'ambito dei progetti finanziari dal Pon Sicurezza.
Onestamente, io non sono certo in grado di dire se De Magisris ha davvero messo le mani su un complotto di livello nazionale, teso al ribaltamento dello Stato, tanto da meritarsi il nome di "Nuova P2", o non stia semplicemente esagerando, per pura megalomania, qualche squallido esempio di malaffare locale.
Quello di cui sono sicuro è che a me fa molta più paura la vecchia P2, il cui programma, veramente eversivo delle istituzioni e lucidamente dettagliato, si sta lentamente realizzando in concreto, grazie principalmente ad un suo vecchio affiliato (tessera 1816) che è riuscito a diventare Presidente del Consiglio per l'egoismo particolaristico di troppi cittadini italiani, e sta portando a termine il vecchio programma del Venerabile Gelli agendo dall'interno, passo dopo passo.
Devo dire che in confronto a quello che sta avvenendo concretamente sotto i nostri occhi, i timori,che possono essere magari semplici paturnie, di De Magistris mi sembrano in ogni caso un problema minore, quasi un gioco di bambini. E mentre le polemiche si sprecano intorno a De Magistris e alle sue inchieste "bloccate", l'eversione della vecchia P2 si sta sviluppando in concreto, chiamata di volta in volta come riforma della Giustizia, riforma della Scuola, o semplicemente non intervenendo sul monopolio dell'informazione, e senza che nessuno, o quasi, se ne accorga.....
Sulla questione interviene anche Casini. "L'Udc si siederà al tavolo della riforma della giustizia e ritiene anche il Pd debba fare lo stesso, senza accettare provocazioni". Così si è espresso l'ex presidente della Camera a margine del vertice del Ppe in corso a Bruxelles
"La riforma della giustizia - ha detto Casini - è necessaria". Per negoziare "ci sono delle condizioni, ma queste le vedremo al tavolo. Con Alfano abbiamo avviato un dialogo che porteremo avanti nei prossimi giorni".
Berlusconi si è ricomprato Casini.
Il cerchio si chiude. Possiamo incominciare un nuovo giro.
Ho scritto un commento al libro di Luciano Gallino Il Lavoro non è una Merce, il cui sottotitolo è Contro la Flessibilità. L'analisi che Gallino fa del fenomeno della flessibilità del lavoro, i suoi numeri, le cause e gli effetti, compreso il suo scivolare verso una forma di precariato continuo, è completa, precisa e del tutto condivisibile, anche se forse trascura un poco alcune specificità italiane di cui è ben a conoscenza.
Non condivido invece la sua proposta di soluzione del problema, l'imporre alle varie multinazionali da parte dei diversi stati in cui hanno sede un migliore trattamento del lavoro nei paesi in via di sviluppo, in modo da riequilibrare le eccessive sperequazioni e ridurre la rincorsa verso il basso del costo del lavoro. Io ritengo questa soluzione troppo utopica e praticamente irrealizzabile, dipendendo da condizioni che al momento non sono soddisfatte e chissà se lo saranno mai. Inoltre le specificità italiane, con la struttura industriale del paese che scivola sempre più verso posizioni marginali richiede un'azione complessa per riuscire almeno a tamponare gli effetti di questa flessibilità ormai sul filo di diventare precariato cronico, per cui sono necessarie azioni immediate all'interno del nostro paese stesso.
Infantilismo, la Malattia Congenita della Sinistra
Se si osservano i litigi all'interno del PD, la loro origine in beghe di basso livello, riconducibili sempre al desiderio di potere interno, senza mai una capacità di esprimere un programma di sviluppo, una proposta per l'intero paese, che se fosse anche per desiderio di potere, sarebbe comunque di un livello superiore
se si guarda in modo oggettivo al collasso di PRC, con la vittoria di una coalizione del tutto disomogenea, ma unita solo dal contrastare uno stesso avversario e dal volersi richiudere su vecchi e scaduti ideali, che non trovano più corrispondenza in alcuna altra parte del mondo
se si considera l'implosione del partito dei verdi, che omogeneo non lo è mai stato, ma è stato sempre esclusivamente una tribuna e una sede di potere per il vincitore di turno, e oggi non è più niente, proprio quando l'aspetto ambientale sta diventando sempre più importante
se si considerano queste ed altre cose equivalenti, si capisce come la sinistra, comunque sia definita, riesce sempre a distruggere se stessa prima di arrivare alla costruzione di una forza politica capace di raccogliere consenso sufficiente a governare questo paese. Sembra proprio che il pensare di dover governare il paese sia la cosa che più la terrorizza o la spacca in un numero quasi infinito di gruppetti in perenne litigio tra di loro.
Per chi ha ancora qualche dubbio a proposito, può osservare quello che sta succedendo in Kilombo, l'aggregatore di blog di sinistra.
La vicenda dell'aumento dell'IVA per gli abbonamenti alle Pay TV (non per le carte prepagate, cioè il grosso dell'attività Mediaset, che era già al 20%) ha reso evidente anche a chi cercava di essere cieco volutamente sulla questione, l'enormità del conflitto di interessi che pesa come un macigno sulle spalle del Signor Silvio Berlusconi, che è entrato in politica personalmente perchè altrimenti le sue aziende sarebbero fallite, come stavano avviandosi a fare, e probabilmente lui sarebbe finito in galera, o perlomeno in esilio come il suo più famoso e più capace protettore politico e di affari era stato costretto a fare.
Entrando in politica, fondando dal nulla un nuovo partito che partito non è, perchè è esclusivamente una sua creatura, prono ad ogni suo minimo desiderio, aggiustando i propri problemi economici con opportune leggi e con il supporto, allora non ancora obbligatorio, della controparte politica, che forse vedeva in lui, neofita nella politica e tutto sommato abbastanza ignorante, un avversario malleabile, è riuscito non solo ad evitare il fallimento, ma a costruire un vero e proprio impero economico, di cui le televisioni, su cui mantiene un deciso monopolio, sono solo l'aspetto più evidente, anche se forse al momento solo il più remunerativo.
La difficoltà da parte dell'opinione pubblica di rendersi conto dell'effettiva estensione dell'impero economico del Signor Berlusconi può anche spiegare perchè il problema del conflitto di interessi, che sarebbe esplosivo e definitivo in qualunque altro paese al mondo (o quasi, escludendo forse la Tailandia), è invece poco considerato in Italia.
Però questa volta il dover intervenire su una questione al vaglio della Comunità Europea sul necessario equilibrio tra le aliquote iva per le diverse TV a pagamento ha reso estremamente visibile il problema, anche se su un aspetto tutto sommato marginale.
In realtà il Signor Berlusconi, nella sua incostituzionale veste di Primo Ministro, è stato costretto a decidere tra due soluzioni che lo favorivano personalmente in ogni caso: o aumentava l'IVA a Sky, suo concorrente diretto, o la diminuiva alle sua proprie aziende. Il problema è evidente, e risiede esclusivamente nell'essere il Signor Berlusconi la persona abilitata a decidere.
E' il centro del principio del conflitto di interessi.
E se ora è diventato evidente per una quisquilia come l'IVA per gli abbonamenti alla TV, proviamo ad immaginare cosa sarebbe (ed in realtà già avviene fin troppo spesso) su altre e più importanti questioni, in cui il Signor Berlusconi ha diretta cointeressenza economica (magari via famigliari stretti). Vale la pena notare che come conseguenza dell'arricchimento del Signor Berlusconi stesso, e del suo ingigantito potere politico, una sua figlia è recentemente entrata nel Consiglio di Amministrazione di Mediobanca, i cui interessi economici sono meno evidenti al grande pubblico, ma molto più sostanziosi di qualche TV privata, coinvolgendo praticamente ogni parte dell'economia italiana.
In conclusione posso solo fare a tutti un augurio per Natale: Cosa aspettiamo a farci un regalo? Liberiamoci di Berlusconi