Livellatore di Utopie

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giovedì, 26 febbraio 2009

Introdotta la Pausa Ricreazione alla Camera

Da Repubblica on-line

Novità alla Camera con l'introduzione del nuovo sistema di voto con rilevamento delle impronte digitali, contro il malcostume dei 'pianisti' (nella foto), i deputati che votano per i colleghi assenti. Con il nuovo sistema il voto avrà orari determinati, con l'introduzione di una pausa, sia per la seduta della mattina sia per quella del pomeriggi o, una sorta di ricreazione, per consentire ai parlamentari di ritemprarsi.

Ma perchè, quello che fanno quando sono "in seduta" non è ricreazione?
A me sembra che stiano sempre giocando....
postato da: mikecas alle ore 20:43 | link | commenti (2)
categorie: politica, satira, umorismo, satira politica, sociopolitica
mercoledì, 25 febbraio 2009

Il Governo introduce il Divieto di Sciopero

Da Repubblica on-line

Sciopero virtuale. La delega al governo prevede "l'istituto dello sciopero virtuale, che può essere reso obbligatorio per determinate categorie professionali le quali, per le peculiarità della prestazione lavorativa e delel specifiche mansioni, determinino o possano determinare, in caso di astensione dal lavoro, la concreta impossibilità di erogare il servizio principale ed essenziale". In sostanza, lo sciopero viene regolarmente proclamato, ma i lavoratori vanno regolarmente a lavorare per garantire il servizio ai cittadini.

Vabbè, lo chiamano in un'altra maniera, ma il risultato è banalmente quello....
postato da: mikecas alle ore 22:34 | link | commenti (11)
categorie: satira, satira politica, sociopolitica, realta
martedì, 24 febbraio 2009

Rutelli e la Libertà di Coscienza

Da Repubblica on-line

Ma Franceschini taglia corto: "Il testo del Pdl non è accettabile, la posizione di Rutelli, invece, è da rispettare fino in fondo e vi inviterei a evitare di leggerla come una manovra politica". Parole che riprendono le tanti voci di corridoio che danno l'ex leader Dl e la pattuglia dei teodem in rotta verso l'Udc di Casini ("Quello di Rutelli è un atto di coraggio").
A finire sul banco degli imputati, Rutelli non ci sta: "Sono veramente incavolato, arrabbiato, amareggiato per l'alterazione sistematica delle mie posizioni, soprattutto per quanto riguarda il testamento biologico". Per l'ex sindaco di Roma il Pd deve garantire che, se in temi così delicati come quelli della bioetica ci sono diversità di posizioni, queste si debbano potere esercitare: "Non voglio passare per uno che strappa, rompe, divide e peggio persegue secondi fini e strategia politiche di scissione o che rispondano a poteri esterni alla politica come ad esempio il clero. Ogni posizione deve essere legittima".


Quello che sembra del tutto sfuggire a Rutelli e a tutti quelli che sostengono, con qualsiasi sfumatura, il dictat del Vaticano, è che la libertà di decidere, la libertà di coscienza deve essere garantita ad ogni singolo cittadino, non può essere una prerogativa della politica. Il politico occupa, a costi esorbitanti, una posizione che gli imporrebbe di garantire la massima libertà ai cittadini, favorire la loro libera espressione, limitata esclusivamente dal non dover porre limiti alla libertà degli altri. Niente di più e niente di meno è richiesto al politico eletto da liberi elettori. Uno stato laico, come la Costituzione Italiana garantisce essere il nostro stato, deve assolutamente evitare di porre a tutti costrizioni derivanti da morali di parte, come solo uno stato etico, aberrazione totale, paragonabile ai tanto vetuperati stati islamici, potrebbe fare.
Quindi Rutelli si preoccupi molto di meno della sua libertà di coscienza personale, che nessuno mette in discussione, ma tenga conto che come legislatore deve preoccuparsi principalmente e prioritariamente della possibilità concreta della libertà di coscienza di ogni singolo individuo, mentre invece, con la sua azione legislativa, tende a porre limiti inaccettabili a questa libertà, e questo contrasta con l'essenza stessa di essere un rappresentante dei cittadini, qualunque cosa lui possa pensare. Se la sua coscienza, in modo del tutto aberrante, gli impedisse di eseguire il compito che si è assunto facendosi votare, e cioè di garantire la libertà dei cittadini, può sempre dimettersi istantaneamente, per evitare di entrare in conflitto con se stesso.
Sicuramente non può sostenere tesi contrarie alla massima libertà individuale di ogni cittadino, finno al limite stabilito dalla libertà degli altri.
Se ne faccia una ragione.
postato da: mikecas alle ore 21:50 | link | commenti (3)
categorie: politica, sociopolitica, politica e religione

Una Baguette fatta in casa

La richiesta esplicita della mia nipotina, di poco più di due anni e mezzo, e quindi una richiesta a cui non si può dire di no, mi ha portato a riprovare la Baguette.
La mia prima esperienza era stata quella di un pane sicuramente buono, ma abbastanza diverso dalla baguette francese, che divoro con goduria quando sono a Parigi. Quella volta avevo seguito una ricetta trovata in rete, ma questa volta ho cercato di rimanere molto più vicino alla ricetta originale. In realtà l'unica differenza con la ricetta francese è l'aggiunta di un poco di olio di oliva nell'impasto, che tutto sommato ha un effetto positivo.
Potete trovare la ricetta e la documentazione fotografica di come farla in Le Baguette.
Il risultato è stato superiore a quanto avessi previsto, con solo un eccesso di temperatura iniziale per la cottura, ma che ha semplicemente prodotto una base più cotta del resto, senza conseguenze sulla qualità globale, che è veramente ottima. Questa baguette si mangia boccone dopo boccone con la stessa incapacità di fermarsi dell'originale.
postato da: mikecas alle ore 20:35 | link | commenti
categorie: il pane in casa
venerdì, 20 febbraio 2009

L'estinzione di chi, o di cosa?

Da Repubblica on-line

"Le dimissioni di Veltroni sono un colpo durissimo al progetto" incalza Francesco Rutelli - Il Pd deve darsi una bussola perché altrimenti rischia la più precoce delle estinzioni".


Rutelli non deve preoccuparsi, perchè l'unica cosa che rischia lui è quella di diventare il portaborse di Casini, ma lo stipendio lo salva di sicuro.
Quello che è veramente a rischio di estinzione è invece il concetto stesso di partito di sinistra, per non dire della sinistra globalmente intesa, vista la convergenza di interessi che tendono a farla scomparire per sempre dalla politica italiana. E uno dei più attivi in questo senso è proprio il buon Rutelli.
postato da: mikecas alle ore 21:15 | link | commenti (3)
categorie: politica, sociopolitica, realta
giovedì, 19 febbraio 2009

La Crisi del PD

Ho sempre votato il PCI, poi i DS ed infine anche il PD, ma non mi sono mai iscritto ad alcuno di questi partiti, perché sebbene li potessi scegliere come opzione di voto, non mi sono mai identificato nelle loro posizioni generali. Sostanzialmente non sono mai stato comunista, nemmeno quando forse credevo di esserlo, da molto giovane, ma non potevo nemmeno accettare la visione del socialismo craxiano, affaristico e dedito totalmente al potere personale, un’anticipazione della deriva dell’intera sinistra odierna, a parte i fossili ideologici.
Non ho nemmeno icone da idolatrare, infatti ritengo che Berlinguer abbia molte responsabilità in quello che è successo al PCI quando infine è risultato evidente che il comunismo non era una alternativa reale, e che storicamente il mondo aveva avuto sviluppi enormi, sviluppi che la teoria cui ancora si faceva riferimento non aveva mai preso in considerazione.
Con la proposta del PD ho avuto per un breve periodo la tentazione di partecipare per la prima volta alla vita di un partito, tentazione presto annullata dal vedere come la costituzione del PD stava progredendo. L’ho comunque votato alle ultime politiche, per totale mancanza di alternative che non fossero ridicole, ma avevo già deciso di non votare più alle prossime europee, a meno che non succedesse qualcosa che forzasse la nascita di una formazione di sinistra socialdemocratica per quanto è possibile, laica almeno quanto la Costituzione italiana e che non fosse la solita accozzaglia elettorale di micro partitini ognuno con i suoi leaderini uniti per le elezioni e ferocemente litiganti su ogni cosa subito dopo.
Questa crisi del PD potrebbe essere la cosa nuova, ma credo non abbia il tempo di svilupparsi prima delle europee, dove spero il PD prenda un bagno totale che porti a maturazione i processi di divisione che sono sempre esistiti al suo interno, mantenuti in condizione statica, ma non annullati, dall’interesse comune a tutte le parti di continuare a comandare qualcosa.
Quello che invece è necessario oggi in Italia è un partito di sinistra che sia disponibile a discutere il significato di “sinistra” oggi, come tutti i partiti analoghi in Europa, ma mantenendo saldi alcuni punti fondamentali, tra i quali la laicità del nostro Stato, sancita dalla Costituzione, è un aspetto fondamentale.
Per questo ritengo che possano convivere in uno stesso partito atei, agnostici, cattolici, musulmani, ebrei o ogni altra religione solo se ognuno, quando parla e tratta di politica, sia capace di dimenticare completamente a quale religione appartiene.
Questo non è affatto successo per molti cattolici nel PD, e gli effetti nefasti si sono visti, e stanno ancora giocando un ruolo deleterio nella discussione sul destino del PD stesso. E non sto parlando solo dei fondamentalisti cattolici alla Binetti, ma anche e specialmente di quelle frange della Margherita molto legate alla gerarchia vaticana, a cominciare dal Rutelli stesso e giù giù per l’intera galassia dei rutelliani.
Anche la sinistra cosiddetta radicale deve rassegnarsi a svolgere un ruolo minore, e per i meno estremisti questo ruolo potrebbe ben essere svolto all’interno di un partito di sinistra più ampio, magari al semplice prezzo di qualche posizione di pseudo potere per aspiranti leader, ma con il vantaggio globale per gli elettori.
Come ho già detto, non voterò mai una coalizione di partitini che si mettono insieme solo per scopi elettorali, ma non sono capaci di confluire in un unico partito, semplificando e riducendo le gerarchie dirigenziali. O si è anche dimenticato il ruolo distruttivo che sta svolgendo il costo divergente della politica?
Ora non rimane che sperare che un poco di buon senso, un minimo di vergogna di quello che è stato fatto in precedenza colga la classe dirigente (e la parola “classe” non è affatto priva di significato in questo contesto) della sinistra italiana e permetta la nascita di qualcosa di nuovo, di semplice e di rivoluzionario al tempo stesso, un partito di sinistra di stile europeo.
postato da: mikecas alle ore 22:03 | link | commenti (1)
categorie: politica, sociopolitica, realta, politica e religione
mercoledì, 18 febbraio 2009

Berlusconi e antiberlusconismo

Il problema vero dell'Italia di oggi non è l'antiberlusconismo, che indubbiamente quando è solo fine a se stesso è sbagliato, ma è molto più banalmente Berlusconi, che è sbagliato di per se stesso
postato da: mikecas alle ore 21:38 | link | commenti (2)
categorie: politica, satira, umorismo, satira politica, sociopolitica, realta
lunedì, 16 febbraio 2009

Capellacci sta battendo Soru

Valutando i risultati che stanno arrivando dallo spoglio elettorale della Sardegna, e comparando la qualità umana, intellettuale, e di capacità di proposizione dei due candidati, mi viene da pensare che l'ostacolo più grosso, più generale, più insormontabile  ad una gestione onesta ed intelligente della cosa pubblica sia il suffragio universale....
postato da: mikecas alle ore 22:03 | link | commenti (1)
categorie: politica, satira politica, sociopolitica, realta
venerdì, 13 febbraio 2009

Gasparri contro Santoro

Da Repubblica on-line:

"Santoro e il presunto comico Vauro sono due volgari sciacalli". Il presidente dei senatori del Pdl Maurizio Gasparri lancia frecce avvelenate contro la puntata di Anno Zero andata in onda ieri sera.
"Vomitano insulti con le tasche piene di soldi dei cittadini"


Tenendo conto che Gasparri vomita insulti ogni volta che apre bocca, verrebbe da chiedersi di chi pensi siano i soldi con cui lui si riempie ogni mese almeno un paio di tasche, e probabilmente anche le mutande....
postato da: mikecas alle ore 14:54 | link | commenti (1)
categorie: politica, satira, satira politica
lunedì, 09 febbraio 2009

Eluana è stata finalmente liberata, ora liberiamoci di Berlusconi

Anche quello che rimaneva di Eluana , interrotto l'assurdo sostegno meccanico esterno, ha ovviamente smesso di vivere.
Un grazie totale va al padre, che ha combattuto questa battaglia civile in modo encomiabile, cercando sempre la strada dei diritti, e mai le scorciatoie che la nostra società beghina gli proponeva sottobanco, perchè lo scontro non era sul fatto in sè, ma sul volerlo far vedere, volerlo far diventare un diritto...
Su questa vicenda il nostro piduista Presidente del Consiglio ha giocato una carta rischiosa, nel tentativo di deligittimare le Autorità che costituzionalmente fanno da contrapposizione e garanzia rispetto all'Esecutivo, e cioè la Magistratura e la Presidenza della Repubblica.
Eluana è stata una scusa populistica ed emotiva, ma gli obiettivi erano ben altri, nascosti ma non troppo.
Ma ora che la povera Eluana ha trovato finalmente la sua liberazione, dobbiamo trovare la forza di liberarci di Berlusconi, i cui obiettivi sono diventati chiari. E' vero che ha scelto il momento migliore, con l'opposizione più preoccupata dei propri litigi interni che di difendere la Costituzione italiana, e l'argomento usato era perfetto per creare divisioni all'interno dell'opposizione stessa, data la sudditanza al Vaticano di parte di quella forza politica, ma forse ha fatto il passo più lungo della sua gamba (che lunga non è di certo), poichè anche all'interno della sua coalizione le opinioni non sono unanimi, ed un momento di debolezza del leader potrebbe scatenare la dissoluzione di una compagine molto più eterogenea di quanto appaia.
Potrebbe quindi essere il momento opportuno per un contrattacco, per la richiesta di impeachment (che purtroppo non significa impiccagione) del nostro Presidente del Consilio, per cercare veramente di liberarci di questo conflitto di interessi generalizzato e permeante, di uno squallido individuo che ogni volta che apre bocca dice banalità e becere ridicolaggini, che è diventato una barzelletta mondiale, per colpa del quale la nazione italiana paga pegno in termini di considerazione e peso politico, e che la sta portando verso una forma di dittatura mediatica solo leggermente mascherata.
Bisogna però che l'opposizione tutta, messa da parte ogni divisione, sia capace di portare avanti una battaglia coerente ed unita, senza lasciarsi tentare dalle lusinghe di casta. Inoltre c'è assolutamente bisogno del supporto di tutti, come forza ma anche come stimolo, per rendere chiaro che quell'individuo non può più rappresentare l'Italia.
Perchè però mi sento pessimista?