Io ho sempre avuto una alta considerazione per la Corte Costituzionale, e quindi anche per i suoi membri. Anche se spesso le loro nomine lasciavano intravvedere guerre sotterranee di gruppi di potere diversi ed opposti, ho sempre pensato che, una volta eletto, un giudice costituzionale dovesse ritenersi non certo privo di opinioni proprie, di una propria visione della realtà con relativa scala di valori, ma prima di tutto, e sopra tutto, un difensore dei principi fondanti della nostra Costituzione.
Principi che si trovano tra le cose esplicitamente scritte nella Costituzione, ma anche nelle procedure, nei comportamenti, che sono necessary per ottenere la salvaguardia di quei principi stessi.
Non voglio certo dire come penso si dovrebbe comportare un giudice costituzionale nella sua vita privata, anche se mi aspetterei una vita di riserbo e di distacco dale polemiche sociali e politiche, su cui potrebbe essere chiamato a giudicare come organo ultimo e supremo.
Di una cosa però sono sicuro, dopo aver letto stralci della lettera a Berlusconi del giudice Luigi Mazzella.
Un giudice costituzionale che si vanti pubblicamente di essere amico di Berlusconi, di frequentarlo anche quando dovrà decidere di una legge fatta per salvare Berlusconi stesso, e solo lui, dalla galera, che usi parole sprezzanti su chi critica questo suo atteggiamento non può essere un buon Giudice Costituzionale, e nemmeno un mediocre giudice di ladri di galline.
E’ solo un arrogante che calpesta ostentatamente i dettami di quella Costituzione che sarebbe suo dovere difendere.