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giovedì, 01 maggio 2008

La Privacy e la Dichiarazione dei Redditi

Ieri e’ scoppiata una bomba immane: il Ministero delle Entrate ha messo in rete, accessibile teoricamente a tutti, l’elenco completo delle dichiarazioni dei redditi di tutti i contribuenti italiani.
La possibilita’ di accesso e’ durata poco, prima per l’enorme numero di utenti che cercavano di collegarsi, e poi per l’intervento del Garante della Privacy che ha ordinato l’eliminazione della pubblicazione stessa.
Ne e’ nato una discussione legale molto accesa, che non sembra aver ancora trovato una soluzione condivisa. E’ infatti indubbio che il reddito individuale non e’ considerato, ai fini della privacy, allo stesso livello di “sensibilita’ “ di altri elementi, tanto che e’ stato sempre possibile, per chi lo volesse, accedere liberamente agli stessi elenchi, ma attraverso procedure piu’ complesse.
Il Ministero delle Entrate si e’ fatto forte di questo elemento dicendo che l’uso delle nuove tecnologie permette solo una maggiore “fruibilita’ “ di un diritto gia’ esistente, mentre il Garante, anche perche’ sommerso dalle proteste generalizzate, ritiene che l’accesso libero via rete superi i limiti di legge.
A me non interessa poi molto chi abbia ragione, perche’ so per vecchie esperienze che prevarra’ l’opinione piu’ restrittiva, anche tenendo conto di quale e’ il nuovo governo e che valori difende. Ma mi sono divertito molto nell’osservare la reazione di alcune persone specifiche, anche di diversa posizione politica. Cosa che mi ha reso ancora piu’ evidente che quando si parla di tasse, le differenze sono piu’ per categorie professionali che per posizione politica, anche se esiste una forte correlazione tra i due aspetti, ma non una totale identita’.
Di Beppe Grillo ho gia’ detto, e spero che la notizia, ovvia per i piu’ smaliziati, del suo reddito ufficiale, che e’ ben lontano dal suo reddito reale, perche’ molte fonti non vengono incluse nella denuncia dei redditi, come e’ ben noto, convinca tutti gli “incazzati” che hanno tempestato il suo blog ad essere nel futuro un poco piu’ attenti verso chi dare fiducia.
Un elemento pero’ mi preme sottolineare: questa iniziativa di Visco, che ha conquistato ancora una volta in piu’ il mio favore, non e’ tanto importante per la lotta all’evasione, per le ragioni dette prima: un reddito dichiarato piccolo non significa affatto un reddito reale di quella dimensione, perche’ le fonti di reddito non dichiarabili ufficialmente sono moltissime. Ma e’ invece importante perche’ fa vedere per la prima volta in modo incontestabile che esistono in Italia moltissime persone che hanno “almeno” dei redditi estremamente alti. E questo numero e’ maggiore di quanto normalmente si ritiene e di quanto la lamentela generalizzata di un’economia in quasi recessione potrebbe far pensare.
Questo e’ l’elemento fondamentale di questa iniziativa: i ricchi, i ricchi veri, non quelli considerati tali dalle aliquote fiscali, sono tanti, molti di piu’ di quello che si pensi.
E sono tanto ricchi che chi ha un reddito di lavoro dipendente al massimo livello si vede sorpassato di 50, 100 volte, significando solo che non e’ il lavoro “normale” la fonte principale del reddito, e stiamo parlando, lo ricordo ancora, esclusivamente dei redditi che devono essere dichiarati, essendo quindi escluse le rendite finanziarie e similiari.
Questo spiega piu’ di ogni analisi sociologica la ragione delle tensioni sociali che stanno aumentando, le ragioni del perche’ una nazione si senta sempre piu’ povera mentre aumentano enormemente i consumi di lusso.
Questo dovrebbe, ma il condizionale e’ d’obbligo, aiutare i partiti che si dichiarano di sinistra ad “aggiustare” la propria proposta politica in tema di tassazione del lavoro contrapposta a quella delle rendite, a limitare fortemente le possibilita’ di elusione fiscale, che favorisce esclusivamente il lavoro autonomo.
Puo’ anche essere di aiuto nel capire che le difficolta’ economiche, anche se concentrate in particolare nel lavoro dipendente, possono colpire anche alcuni strati di lavoro autonomo, che vanno identificati e trattati di conseguenza.
Di tutto questo, dobbiamo ringraziare Visco, uno dei pochi ministri “con le palle” di questi ultimi anni, e che ci ha voluto lasciare un regalo prezioso prima di essere fatto fuori, come e’ stato alle ultime elezioni.
postato da: mikecas alle ore 21:25 | link | commenti (2)
categorie: politica, economia, sociopolitica, realta, economia e politica

Commenti
#1    01 Maggio 2008 - 21:29
 
Ho sentito la notizia al telegiornale, mi sembrava una creditana invece era vera. Ovviamente la curiosità ha portato tutti sul sito dell'agenzia delel entrate e paralizzato il tutto. CRedo comunque che abbiano fatto bene a vietare che questi dati siano di dominio pubblico. Maria
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente Melina2811

#2    01 Maggio 2008 - 21:33
 
io credo invece che, nella situazione incancrenita italiana, sia stato un bene....
Utente: Contattami Guarda il mediablog (foto, audio e video) di questo utente. Blocca questo utente mikecas

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