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Messina. Berlusconi: l'evento era stato previsto
Da Il Corriere della Sera on-line:
Nella conferenza stampa in Prefettura, Berlusconi ha affermato che l’inondazione è stata causata da una «emergenza idro-geologica eccezionale». L’evento «era stato previsto - ha detto il premier - e nel nostro centro romano era previsto con anticipo. Avevamo dato l’avviso per tempo, poi la precipitazione iniziata nelle prime ore del pomeriggio del primo ottobre è stata più intensa di quanto si prevedeva»
Prevedere un disastro del genere non era certo difficile, visto il degrado ambientale che si stava accumulando senza alcun intervento.
Prevenire il disastro sarebbe invece stato il compito dello Stato, per non limitarsi a piangere i morti e a organizzare ricostruzioni di emergenza, con costi fuori mercato, perchè si tratta di emergenza, e senza i normali controlli, sempre per via dell'emergenza.
Come sempre, ed ovviamente, Berlusconi si è limitato a prevedere.
Altrettanto ovviamente ora si prepara ad invocare l'emergenza.
Liberismo a parole, monopolio di fatto
A stare a sentire le urla contro il canone televisivo che giungono da alcune delle voci della libertà (di Berlusconi), si potrebbe anche pensare che siano dovute realmente ad un ideale liberale, in cui il mercato è il vero elemento di decisione, e i monopoli dovrebbero essere inesistenti "naturalmente".
Ma nel caso delle televisioni di questo sputo di paese che è l'Italia, eliminare le reti di stato dovrebbe corrispondere anche all'introduzione di semplici regole antimonopolistiche, non difformi, per puro appiattimento ideologico, a quelle in atto negli Stati Uniti d'America, patria del liberismo mondiale.
Quindi la regola dovrebbe essere che nessun singolo elemento, individuo o società che sia, possa possedere più di una rete televisiva, e la raccolta pubblicitaria di ogni rete non possa superare il 10% del totale della raccolta dell'intero settore televisivo. A queste condizioni, veramente liberali, credo che l'abbandono del canone pubblico sia accettabile, ovviamente se accompagnato dall'eliminazione del limite pubblicitario che oggi pesa sulle reti pubbliche e che origina addirittura extra redditi per Berlusconi (e per chi se no?).
La situazione attuale italiana è di un tale schifo, completamente in mano ad un unico individuo che attraverso questo meccanismo non solo si arricchisce, ma acquista anche ulteriore potere politico, che non si riesce a trovare equivalenti nella storia passata.
E' di fatto un nuovo esempio di controllo mediatico della società.
E' l'esempio di come può nascere un nuovo tipo di dittatura soft nei mezzi di controllo, ma violenta negli obiettivi.
E che può essere anche estremamente contagiosa.
Paradisi Fiscali e Rischi Relativi
Alla luce della crisi finanziaria che ha travolto l'economia occidentale in primis, ma che ha sconvolto l'intera economia mondiale, le autorità statali dei maggiori paesi industrializzati hanno espresso pareri negativi sul ruoli dei cosiddetti "paradisi fiscali", cioè quei paesi in cui a fronte di elargizioni generose, non si ha alcun controllo sull'origine dei capitali depositati e su questi vengono pagate tasse solo nominali. Sono cioè il modo semplice ed ufficiale per evadere le tasse nei paesi sviluppati e "ripulire" in modo anonime i capitali derivanti da operazioni illegali.
Il pericolo reale derivante da queste dichiarazioni abbastanza velleitarie è piuttosto limitato, ma non nullo. Alcuni dei paesi più grandi tra i "paradisi fiscali", come ad esempio la Svizzera, sta incominciando a ridurre la protezione assoluta data in precedenza ai propri clienti.
Siamo ancora molto lontani da un pericolo reale che comporti l'evacuazione immediata dai depositi protetti, ma qualche timore incomincia a serpeggiare negli ambienti più "esposti".
Per cui ecco la soluzione ideale: lo stato italiano, o meglio Tremonti, ha un disperato bisogno di incassare un poco di valuta, per moderare l'enorme deficit che la sua "non" politica sta producendo nel bilancio della stato, e quindi, se si favorisce il rientro dei capitali illegali all'estero, garantendo la loro impunità perenne, in totale contrasto con quello che stanno facendo gli altri paesi europei, e si riesce a ricavare da questa operazione un minimo di denaro contante, si soddisfano entrambe le esigenze. I possessori di capitali illegali, spesso frutto di operazioni criminali, riescono a riportarli in Italia come capitali "onesti", senza apparire ufficialmente e senza pagare praticamente nulla di tasse e sanzioni. Il poco che si ottiene da parte dello stato è comunque benvenuto perchè non sarebbe mai stata politica di questo governo perseguire quei possessori di capitali illegali, che vedono nei componenti del governo i loro maggiori esponenti.
Un'operazione estremamente efficace dal punto di vista del potere mafioso che ci governa, in totale controtendenza con il comportamento degli altri stati europei, ma non c'è da stupirsi, perchè siamo l'unico stato governato dalla mafia, e del tutto criminale dal punto di vista del bilancio statale, ma a questo ormai non pensa più nessuno.
Le varie facce delle scuole private
Quando si parla di scuole private uno è portato a pensare automaticamente agli asili nido, dato che quelli pubblici praticamente non esistono, alle scuole propriamente dette, medie e superiori, tipicamente gestite da istituti religiosi dove in cambio di rette consistenti si ha una sicurezza della durata delle lezioni, della mancanza di distrazioni del tipo di occupazioni e autogestioni, e una garanzia di un diploma indipendentemente dal livello culturale raggiunto (esistevano anche pochissimi esempi che facevano della qualità dell'insegnamento il loro punto d'onore, ma stanno ormai scomparendo per manifesta non necessità della qualità dell'insegnamento).
Poi al massimo si può pensare a quel paio di università private, quasi esclusivamente ad indirizzo economico, che hanno una alta considerazione perchè con la loro laurea si ottiene più facilmente un posto di lavoro, anche se il rischio di diventare un simil giavazzi è alto, che dal punto di vista scientifico non è poi un fatto positivo. Ma bisogna anche tener conto che Brunetta viene da una università statale, per cui si può risultare male in entrambi i casi, se la materia prima è scadente di partenza.
Stavano poi nascendo una certa pletora di università telematiche, senza obbligo di frequenza, rispetto a cui il CEPU ci farebbe un figurone, ma la maggior parte è stata stoppata da Mussi.
Ora è nata una nuova specializzazione, quella dei master sempre per via telematica, in cui paghi e hai il titolo. Sicuramente ti inviano anche qualcosa da leggere, ma il controllo che non dico l'hai capito, ma almeno letto è di fatto inesistente.
Ogni master viaggia ad una cifra vicina ai 1000€.
Perchè cosi del genere dovrebbero attirare l'interesse?
Perchè incredibilmente ed inspiegabilmente ognuno di questi master vale 3 punti nella graduatoria delle scuole, e senza un limite numerico.
Tre punti sono dati per una abilitazione supplementare, che normalmente costava un paio di anni di frequenza della SSIS con esame finale non tanto tenero. Prendersi più di una abilitazione supplementare a quella principale era cosa che solo i migliori riuscivano a fare.
Ora basta avere disponibilità finanziaria e capacità di scovare i siti opportuni e si può fare una bella collezione di master che permettono di scavalcare in graduatoria decine di sprovveduti che invece pensavano di aver fatto il loro dovere studiando nelle strutture pubbliche.
I privati ringraziano fortemente la ministra Gelmini che gentilmente permette loro questo business molto simile ad una truffa....
Salviamo la Scuola Pubblica dalla Gelmini
Anche se la Gelmini è semplicemente la mano che agisce, mentre il mandante è Tremonti e la mente dietro a tutto è il Vaticano.
Cercherò di documentare questa mia sicurezza in post successivi a questo. Qui mi limito a far notare come un programma in atto da tempo, ed iniziato da un differente governo, stia trovando oggi la sua conclusione, resa molto peggiore da certe esigenze di equilibrio politico tra potentati non completamente omogenei.
La necessità di foraggiare con soldi pubblici le scuole private, praticamente totalmente scuole cattoliche, derivante dalla loro crisi economica dovuta al fatto che nessuno dei due aspetti che le caratterizzavano sono più sostenibili, rende necessario lo smantellamento della stuttura della scuola pubblica, per dirottare sulla privata le risorse risparmiate.
Di fatto le scuole private dette "diplomifici", cioè dove pagando si aveva diritto al titolo di studio senza altri problemi, e la preparazione degli studenti era un optional, stanno trovando una concorrenza molto forte nel continuo degrado della qualità delle scuole pubbliche e dell'affermarsi anche in queste di una specie di "diritto di diploma", sostenuto con forza, e a volte con violenza, da genitori che non capiscono più lo scopo della scuola e da singolari sentenze di tribunali amministrativi. Inoltre l'altro minoritario aspetto delle scuole private, quello delle poche di alto livello, è messo in crisi dal sottosviluppo della società industriale italiana, per cui la cultura, la preparazione scolastica alta, non contano più nulla, non danno più accesso a livelli sociali ed economici più alti, ormai completamente gestiti dalle nuove, e vecchie, corporazioni, e quindi risultano ormai inutili.
A questo processo già in atto e gestito anche dalla parte cattolica dei partiti di centro sinistra, si è aggiunto lo scontro attuale tra due vecchi alleati che, tra accuse e controaccuse, non potrà finire se non con un grosso compromesso a spese degli italiani, ed in particolare della scuola pubblica.
Le avvisaglie sono ormai pienamente visibili. Vedremo nei prossimi giorni se si concretizzeranno realmente.
Nel frattempo diverse migliaia di persone che erano sottopagate come precari nella scuola pubblica perderanno anche quel ridicolo reddito, ma sopratutto perderanno la speranza di entrare nella scuola prima o poi.
Non che tutti lo meritassero, ma l'operazione non farà alcuna distinzione di merito.
Ladri e piu' ladri
Scoperta a Napoli una centrale di falsificatori di DVD. Da Repubblica on-line:
Con duecentotrentotto masterizzatori erano in grado di duplicare, in poche ore, enormi quantità di cd e dvd. La Guardia di finanza del Comando provinciale di Roma, ha scoperto, a Napoli, quattro centrali di duplicazione clandestina e quattro depositi di stoccaggio del materiale.
.....
Le perquisizioni hanno dimostrato, inoltre, che le attività illegali, dalla fase di produzione a quella di vendita, erano strutturate come vere e proprie imprese commerciali, in grado di produrre materiale destinato principalmente al mercato romano, con profitti enormi: a fronte del costo di produzione di 40 centesimi, le copie pirata sarebbero state vendute ad un prezzo finale di 5 euro.
Effettivamente un guadagno impressionante, da veri ladri.
Mica come quello del produttore ufficiale che, a fronte di un costo di produzione ancora inferiore, perche' non li masterizza ma li stampa direttamente, li vende solo a 30-50 € l'uno.....
A gia', c'e' il bollino SIAE, la licenza di furto....
Obama contro i Bonus ai Manager
Non è certo la causa principale dell'attuale crisi economica mondiale, ma non ne è nemmeno l'aspetto meno significativo. Si parla dei bonus milionari ai manager delle varie società, comprese quelle che per evitare il fallimento sono costrette a richiedere l'intervento statale.
Da Repubblica On-line:
Il pagamento di bonus miliardari ai manager di Aig è "un oltraggio" e il presidente degli Stati Uniti ha chiesto al segretario del Tesoro Tim Geithner di adottare "tutte le misure necessarie" per bloccarli. Obama continua a dare battaglia ai privilegi di Wall Street e la sua ira si scaglia oggi contro le cifre astronomiche che i grandi colossi continuano ad elargire ai dirigenti a dispetto della recessione, dei licenziamenti in massa e della peggiore crisi del sistema finanziario dai tempi della Grande Depressione.
Che una buona parte dei problemi finanziari che ci troviamo a dover affrontare siano dovuti anche al meccanismo di premiazione dei manager delle varie società finanziarie è ora abbastanza ovvio, e quindi non solo deve essere fermato, ma deve essere del tutto invertito, premiando la sostanza e non l'apparenza.
Che un risultato del genere, apparentemente molto banale, sia possibile solo se parte dagli Stati Uniti e imposto forzosamente al resto del mondo la dice molto lunga sul livello moraledelle nostre cosiddette Elite finanziarie, che non si staccano dai privilegi fino a quendo non ve ne sono costrette con la forza, e spesso nemmeno allora.
Bonanni preoccupato da una possibile concorrenza della CGIL
Da Repubblica on-line risulta la seguente dichiarazione di Bonanni a Domenica In:
"La Cgil rischia di trasformarsi da sindacato in strumento politico"
Evidentemente Bonanni deve essere preoccupato per una possibile concorrenza, perchè è dalla sua fondazione che la CISL è lo strumento politico della DC. Sarà per evitare una concorrenza diretta che ora la CISL, sotto la sua illuminata direzione, sta riposizionandosi verso il PdL.
Ovviamente in tutta questa manovra l'interesse dei lavoratori è un optional.
Tremonti, Draghi ed il controllo delle banche
La guerra che da qualche giorno vede contrapposti il Ministro Tremonti ed il Governatore della Banca d'Italia Draghi non è un conflitto banale, in cui sia evidente chi ha ragione e chi ha torto.
Bisogna essere esperti della legislazione e dei suoi effetti concreti per capire perchè Tremonti vorrebbe spostare il controllo dell'operatività delle banche al di fuori della Banca d'Italia, ma sopratutto introdurre elementi di controllo diversi da quelli attuali. E Tremonti non ha del tutto torto nemmeno quando ritiene, provocatoriamente, che il controllo delle banche sarebbe meglio effettuato dalla BCE. D'altra parte moltissime delle banche europee hanno ormai una dimensione internazionale, anche al di fuori dell'Europa, e quindi un organismo di controllo a semplice livello nazionale può fin troppo spesso mancare degli strumenti necessari per poter effettuare un reale controllo, e solo un organismo europeo potrebbe essere delle dimensioni adatte. Ma un organismo europeo esclusivamente tecnico, del tutto privo di visione politica non è lo strumento ideale per gestire il controllo completo del credito e degli investimenti finanziari europei, e una gestione uniforme della politica europea, capace di dare direttive chiare e condivise alla BCE, non esiste ancora.
Per questo le uscite di Tremonti sono solo l'espressione di una frustrazione di chi vorrebbe che le cose andassero secondo i propri desideri, ma si rende conto che non è possibile.
Tutto sommato per i normali cittadini questa è una fortuna, perchè vorrei ricordare l'articolo di Giannini su Repubblica on-line di oggi, che si conclude con la frase:
In questo buio Medio Evo dei mercati globali molti banchieri hanno fatto danni giganteschi. Ma molti politici rischiano di combinarne di peggiori.
Immaginiamoci i danni che potrebbe causare chi non è un politico, non è un banchiere, ma è solo un fiscalista i cui servigi sono stati comperati da un monopolista mediatico che aspira ad essere il padrone d'Italia, e ci è straordirariamente vicino.
Franceschini propone una una tantum sui ricchi
Da Repubblica on-line
il segretario del Pd Dario Franceschini propone "un contributo straordinario" per il 2009 di due punti Irpef sui redditi superiori ai 120.000 euro, cioè come quelli dei parlamentari, per finanziare 500 milioni da utilizzare per venire in aiuto delle persone maggiormente in difficoltà economica. Franceschini ha annunciato la proposta al termine di un incontro con le associazioni di volontariato che si occupano delle povertà, precisando che si tradurrà in un'iniziativa parlamentare.
Si tratterebbe di un'imposta una tantum (per il solo 2009); i 500 milioni di euro raccolti verrebbero messi a disposizione delle organizzazioni di volontariato e dei comuni per fare fronte alle richieste crescenti di aiuto, soprattutto alimentare.
L'imposta di solidarietà sarebbe costituita dal ''contributo straordinario di 2 punti Irpef'' a carico dei ''redditi più alti, compresi quelli dei parlamentari''. Si tratta di una misura che inciderebbe in Italia su una platea di circa 150-200 mila contribuenti.
Si può essere sicuramente d'accordo con questa proposta, che non è certamente vessatoria nei riguardi di chi ha redditi del genere e può generare un gettito extra che magari si potrebbe usare in modo più intelligente di quello proposto, che sembra più un obiettivo demagogico nella consapevolezza che tanto non se ne farà niente.
Invece una sovrattassa limitata, ma applicata non ai soliti noti (pochi) che cadono sotto la tenaglia del reddito IRPEF di questa portata, ma bensì a tutti quelli che hanno realmente un reddito del genere, attraverso un ISEE al contrario, che valuti elementi tipici di un alto reddito, come scuole private costose per i figli, disponibilità (non proprietà che si sa non c'è mai) di residenze secondarie, disponibilità di yacht e varie cose simili.
Si ricaverebbe sicuramente di che far fronte non solo alla povertà estrema, ma anche a "normali" situazioni di bisogno, senza ovviamente pensare di aver risolto tutti i problemi.
Poi magari la tassa si potrebbe estendere negli anni, affiancata da una maggiore tassazione delle rendite di ogni genere e una diminuizione delle tasse sul lavoro.....
Forse si incomincerebbe a fare una politica "di sinistra".....