Il futuro della Sinistra
La conclusione del Congresso di PRC, dove l’ambigua e molto instabile alleanza delle minoranze, tra l’altro estremamente numerose per le dimensioni globali del partito, ha portato alla nomina di Segretario di PRC di Ferrero, con un programma che, se anche sopravvivesse alle divisioni e individualita’ inconciliabili degli “alleati”, sarebbe un programma di chiusura intorno a concetti ed aspirazioni ideologicamente molto datati e sempre piu’ distanti dalla realta’ della storia di oggi.
Se poi si tiene conto delle analoghe, se non maggiori, chiusure ideologiche derivate dai congressi di PcdI e dei Verdi, unite alla sempre piu’ evidente incapacita’ della SD a darsi una identita’ precisa, le prospettive per il prossimo futuro della sinistra italiana non sembrano affatto positive.
In realta’ la chiusura su se stessi di tutti i partiti formalmente costituiti, a difesa delle rendite di posizione personali dei loro vertici, sembrerebbe aprire spazi sconfinati a sinistra del PD per una forza socialdemocratica, con possibilita’ ampie di poter ospitare anche posizioni molto diverse, perche’ ormai non esiste alcuna forza politica strutturata che ne rivendichi la priorita’. Per ottenere questo basterebbe presentare un programma che si ispiri alla socialdemocrazia europea, che sia anche capace di cogliere le priorita’ italiane, e che sia cosciente dei problemi di identita’ e di programma che la stessa socialdemocrazia europea ha in questo momento, ponendosi anche il compito di contribuire fattivamente al processo di sviluppo in atto.
Purtroppo sembra che non siano le idee e le possibilita’ che mancano, ma molto piu’ banalmente non sembrano esistere le persone capaci di proporre analisi adeguate della societa’ attuale e proposte concrete nella linea europea.
Ho l’impressione che l’identificazione di una Casta politica non sia solo una battuta ben riuscita, ma l’identificazione di un problema forse generale, ma che in Italia sta avendo lo sviluppo maggiore, e cioe’ la nascita concreta di una vera e propria Classe sociale, in cui si entra solo per cooptazione e che sta sviluppando evidenti elementi di eriditarieta’ acquisita.
In questo caso, che reputo il piu’ probabile, il futuro della sinistra italiana diventa sempre piu’ oscuro.
La Chiesa e la difesa preventiva
Ultimamente abbiamo assistito ad un aumento fortissimo delle ingerenze della Chiesa, intesa come la gerarchia vaticana, nelle questioni politiche italiane. Non solo invitando esplicitamente a sostenere o ad opporsi a questa o a quella legge, ma sopratutto nel cercare di far passare come fatti "naturali" aspetti che non sono altro che il frutto delle proprie idiosincrasie e/o particolarissime visioni morali, tipicamente derivate da periodi storici in cui questo era il modo principale di controllo della popolazione.
Al di la' del fastidio di questa recrudescenza, e della questione se e' poi di qualche effetto su una popolazione sostanzialmente poco religiosa nell'intimo, quanto estremamente ossequiosa alla Chiesa nell'apparire, la vera domanda e': perche' la Chiesa si comporta cosi'?
Una possibile risposta che mi sembra sempre piu' acquistare credito, viste le ultime reazioni apparentemente esagerate, se non isteriche, a manifestazioni che possono essere anche non simpatiche, ma sicuramente hanno dalla loro parte una buona dose di provocazioni, e' che la Chiesa ha freddamente deciso di dare inizio ad una guerra di religione.
Non credo possibile che istituzioni secolari, in cui e' sempre stato chiaro che il tempo e' l'alleato piu' sicuro di chi ha una posizione di vantaggio, se la puo' mantenere, cada in atteggiamenti del genere inconsapevolmente.
Significa che si vuole accentuare lo scontro, portarlo a livelli superiori, incominciando a strillare come aquile spennate al minimo sgarbo, per preparare il terreno a quello che credo sia visto come lo scontro vero del futuro.
La nostra civilta' occidentale sta perdendo continuamente il senso di appartenenza religiosa, e siamo mediamente ben disposti anche verso religioni diverse, se evitano di diventare troppo invasive.
Ed e' questo che teme la Chiesa cattolica, il fatto che prima o poi, data la forza del differenziale demografico, l'Europa avra' al suo interno un numero sempre maggiore di persone di fede diversa, e mediamente meno disincantati verso la religione di quanto non siano gli europei. Uno dei posti centrali di questa "invasione" non puo' che essere l'Italia, con Roma come polo attrattivo, e forse la Chiesa cattolica cerca di porre rimedio a questo scenario iniziando da ora a formare un poderoso steccato divisorio tra chi ha la Vera Fede e gli altri, che non possono essere che traditori.
Costruito lo steccato, formato l'esercito, non e' detto che ci si debba solo difendere.....
Incomincio a temere del nostro futuro, se non sapremo sconfiggere da subito queste tendenze, finche' sono ancora abbastanza deboli....