Per Ottobre il mio consiglio di lettura del mese e' Superluminal, un romanzo appena pubblicato in Italia, ma l'originale e' del 1983, di Vonda McIntyre. Insieme a questo propongo la lettura del romanzo che mi ha fatto apprezzare questa scrittrice nel periodo di transizione della SF a cavallo degli anni 70-80, e cioe' Il Serpente dell'Oblio. Entrambi i romanzi mostrano in modo encomiabile l'effetto rivoluzionario della fantascienza femminile con la sua introduzione di temi piu' legati alla persona umana e alle sue possibili evoluzioni. La generazione successiva alla Le Guin ha spesso esagerato nei temi di un femminismo estremo, ma non la McIntyre, che e' invece una voce anticipata della creazione di una umanita' superiore, basata sulla pura biologia, e non ancora sulla interconnessione con le intelligenze artificiali, ma la direzione era la stessa.
Ho anche potuto leggere il seguito di Gli Inganni di Locke Lamora, e cioe' I Pirati dell'Oceano Rosso. Continua la vicenda dei Bastardi Galantuomini, con lo stesso ritmo esasperato del primo episodio, la stessa ironia e fantasia nell'inventare situazioni e soluzioni incredibili.
E la storia sembra complicarsi, indicando che non siamo affatto vicini alla sua soluzione.
La recente pubblicazione su Urania di I Figli di Ringworld, il quarto capitolo di questa saga del Mondo ad Anello di Larry Niven, mi ha indotto a recuperare dagli scaffali alti delle mie librerie i primi due volumi, scritti negli anni ’70 e a distanza di dieci anni uno dall’altro. Ringworld, il primo, e’ solo un tassello nella costruzione di quello Spazio Conosciuto che Niven ha lentamente effettuato attraverso per lo piu’ dei racconti, come era tradizione dell’epoca. La necessita’ di scrivere dei seguiti e’ dovuta piu’ alla pressione da parte degli appassionati perche’ venissero risolti dubbi ed ambiguita’, specialmente scientifico/tecniche, che alla volonta’ di scrivere delle storie su Ringworld. Cosi’ facendo Niven perde pero’ una splendida occasione per sfruttare meglio lo scenario fantastico che aveva preparato.
Tra i libri letti in questi ultimi giorni, ho scritto un breve commento su due di loro: Un Anno nella Citta’ Lineare, di Paul di Filippo, che riesce a dare in modo emotivamente intenso, anche se in poche pagine, le impressioni e le emozioni di un cittadino di una inprobabile citta’ ad una dimensione, e I Guerrieri Danzanti, di Elizabeth Lynn, secondo capitolo della Rocca di Tornor, in cui la storia diviene piu’ complessa, ma alcuni aspetti emotivi presenti nel primo volumetto diventano piu’ sfumati.
Ho passato qualche giorno di vacanza, in compagnia della nipotina, e ho avuto occasione di leggere alcuni libri che erano in lista di attesa da un po' di tempo. Posso ora dare il mio giudizio su tutti, ma uno per volta.
Inizio con quello che e' il mio "consiglio di lettura" per il mese di Luglio: L'Alba del Disastro di Charles Stross. E' evidente che e' 'scoppiata" una corrispondenza di sensi tra questo autore e l'editoria specializzata italiana: dopo Accelerando e Universo Distorto, questo Iron Sunrise e' la terza opera di questo autore che appare in pochi mesi. Pubblicato prima di Accelerando, ma probabilmente scritto dopo, sembra rappresentare una evoluzione positiva. Anche se il linguaggio rimane pirotecnico e l'invenzione di termini per indicare concetti futuri e' solo piu' contenuta, la trama e' piu' logica e uniforme rispetto ad Accelerando.
In questo romanzo il raggiungimento della "singolarita' tecnologica" di Vinge ha prodotto una Intelligenza Artificiale che si e' rapidamente sviluppata a livello di una specie di "supervisore" dell'umanita', anche se il suo problema principale rimane quello di garantire la sua stessa sopravvivenza.
Una lettura che posso raccomandare senza i dubbi che avevo avuto con Accelerando.
Aggiungo un commento veloce per un racconto lungo di Connie Willis: La Voce dell'Aldila'. Come e' tipico di questa eccellente scrittrice, e' una storia in cui l'aspetto fantascientifico e' marginale, ma il coinvolgimento emotivo estremamente forte.
Un'altra lettura fortemente consigliata.
L'ultima mia lettura di SF e/o Fantasy e' Universo Distorto di Charles Stross. Dopo Accelerando, che avevo presentato nella rubrica dei consigli di lettura mensili, questo e' il secondo lavoro di Stross di cui mi occupo, aspettando L'Alba del Disastro, di cui parlero'il mese prossimo.
E' proprio un periodo d'oro per Stross presso l'editoria specializzata italiana, ma credo che se lo meriti.
Le perplessita' che avevo avuto per Accelerando, pur finendo per raccomandarlo, non si ripetono per questo racconto lungo, ma ne nascono di diverse, perche' a me sembra che le dimensioni del racconto stiano molto strette alla fantasia esuberante di Stross.
Bisognera' rivederlo sulle dimensioni del romanzo vero, e non un collage di storie come Accelerando, ma il giudizio complessivo continua a rimanere positivo.
Nel vuoto editoriale italiano per il settore della fantascienza, sommerso da pubblicazioni Fantasy anonime, ripetitive e senza fine, per trovare qualcosa di qualita' adatta ad un consiglio di lettura come quello che presento ogni mese, sono dovuto andare molti anni indietro, negli anni '60 che hanno visto la trasformazione della fantascienza stessa.
Questo Io, Nomikos l'Immortale (This Immortal) e' l'estensione di una novelette , ....and call me Conrad, che ha vinto il premio Hugo nel 1966. Roger Zelazny, l'autore, e' stato uno degli innovatori del genere fantascientifico, insieme a Delany ed Ellison, dalla sponda americana di quella new wave nata inizialmente in Inghilterra. Esperto conoscitore dei miti classici, Zelazny ne fa la base delle sue storie, rese eccellenti anche da un perfetto uso evocativo del linguaggio.
Un romanzo fantasy di un autore esordiente, Patrick Rothfuss, che e' il primo capitolo di una triologia. La qualita' del romanzo mi hanno indotto a raccomandarne la lettura nella mia rubrica mensile, dove normalmente trovano spazio romanzi ormai "sedimentati" e sul cui giudizio mi sento sicuro.
Ma la capacita' di coinvolgimento emotivo di questo romanzo, la qualita' del racconto, la credibilita' dei personaggi mi hanno indotto a fare una ulteriore eccezione, dopo le due di cui non mi sono pentito, cioe' Perdido Street Station e la triologia dell'Ecumene Dorato.
E' l'ultimo racconto lungo (o romanzo breve) pubblicato dalla Delos, di uno scrittore, James Patrick Kelly, a me sconosciuto. Una ulteriore conferma delle mie ragioni per non amare molto i racconti, e ne parlo nella mia rubrica delle ultime letture.
E' indubbiamente scritto molto bene, emotivamente coinvolgente, ma le ragioni e le motivazioni di questa societa' pseudo-rurale rimangono ampiamente oscure, come sconosciuto e' il mondo da cui cerca di fuggire, per cui e' estremamente difficile capire le vere spinte che portano i diversi personaggi a comportarsi come si comportano.
E' raro trovare la capacita' di illustrare in un numero ridotto di pagine un mondo complesso e i suoi conflitti, e Kelly non fa eccezione.
Nell'inesistente panorama italiano della fantascienza, in cui non viene pubblicato piu' niente di significativo, la Delos libri continua la sua politica di pescare nell'immenso mare dei racconti, racconti lunghi e/o romanzi brevi che hanno un enorme mercato negli USA sulle riviste e che sono totalmente sconosciuti in Italia. Questo racconto di Lucius Shepard, che ha ricevuto il Premio Nebula nel 1986, non mi ha pero' convinto molto.
Forse per il troppo tempo passato, per cui le tensioni antimilitariste americane dell'epoca possono non essere piu' capite da noi oggi, ma mi e' sembrato piu' un esercizio di stile narrativo che il tentativo di comunicare qualcosa.
E io preferisco i contenuti alle forme.
La fantascienza di buona qualita' viene pubblicata sempre piu' di rado in Italia, mentre gli scaffali delle librerie sono pieni di romanzi Fantasy spesso ripetitivi, con storie interminabili che si arrotolano su se' stesse, praticamente illeggibili. Per la mia tradizionale raccomandazione di lettura mensile devo quindi rifarmi a romanzi di diversi anni fa, non facilmente trovabili in commercio.
La mia raccomandazione per gennaio 2008 e' L'Ultimatum di Greg Bear. Bear e' un ottimo scrittore, e i suoi romanzi sono pieni di fantasia, di estrapolazioni scientifiche molto logiche e fondate. Il questo romanzo pero' l'estrapolazione non e' cosi' sfrenata come in altre sue opere.
L'argomento e' il primo incontro dell'umanita' con delle razze aliene, anche se gli alieni non compaiono. Quelli che arrivano sulla Terra sono macchine autoreplicanti, ed il loro messaggio e' estremamente ambiguo, oscillando tra promesse di un grande futuro e minacce di distruzione.
Ma il vero protagonista del romanzo e' l'umanita' tutta quando si rende conto dell'inevitabilita' della distruzione della Terra. Anche se forse un poco troppo ottimista, Bear dipinge con capacita' ed efficacia le risposte individuali, l'accettazione dell'inevitabile da parte di molte persone diverse con le loro individualita'.
Il seguito, Il Pianeta della Vendetta, di cui parlo poco, e' di qualita' inferiore, forse troppo lungo per il tema che vuole trattare.
Il romanzo di SF di cui consiglio la lettura per il mese di Dicembre e' un vecchio classico. Avevo deciso tempo fa che era un peccato ignorare i grandi classici del genere solo perche' ormai difficilmente trovabili in commercio, e mi ero riproposto di presentarne qualcuno, di tanto in tanto.
Questa volta e' toccato a Le Armi di Isher, di A.E. Van Vogt, uno degli scrittori che hanno fatto la storia della SF negli anni 40 e 50. Questo volume contiene i due romanzi originali, delle dimensioni che erano solite allora quando dovevano essere prima pubblicati a puntate sulle riviste, che sono The Weapon Shops of Isher e The Weapon Makers. Il tema principale e' l'equilibrio di potere tra un futuro Impero con tecnologia avanzatissima e una strana associazione che, possedendo una tecnologia ancora superiore, garantisce a chiunque la capacita' di autodifesa. E' una visione tipicamente americana, quasi da "frontiera dell'Ovest", e risente pesantemente del periodo in cui l'energia atomica poteva sembrare la panacea per ogni necessita' umana.
Van Vogt pero' e' anche uno scrittore attento alla realta', e riesce ad intuire che esistono dei problemi non facilmente risolvibili, anche se, come spesso succedeva all'epoca, l'unica soluzione che riesce a trovare e' quella di un Demiurgo, un individuo casualmente reso immortale di straordinaria forza etica e morale.
Se si riesce a trovarlo vale sempre la lettura, e si capirebbe meglio molte idee sviluppate nel seguito da diversi autori da dove avevano avuto origine.