Berlusconi e la guerra civile
Da Repubblica on-line:
L'attacco del premier ai magistrati, riportato da alcuni dei partecipanti al summit, appare particolarmente violento. Ha parlato di una persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, spiegando le ragioni che obbligano a metter mano alla riforma della giustizia. Perché, dice il premier, "è in atto un tentativo di far cadere il governo" condotto soprattutto dalla magistratura "che ha preso una deriva eversiva". Un tentativo - ha aggiunto - "che porta il Paese sull'orlo della guerra civile". Il Cavaliere ha citato i processi che lo vedono coinvolto a Milano, le indiscrezioni su presunte nuove azioni della magistratura riguardanti i processi di mafia, ma anche i casi di Nicola Cosentino e da ultimo di Renato Schifani. Spendendosi in una difesa del sottosegretario all'economia attraverso l'esame delle accuse mosse dai magistrati napoletani in alcuni casi definite "paradossali".
Quello che la grancassa mediatica di Berlusconi riesce a nascondere con successo è invece il banale fatto che l'accanimento della magistratura è dovuto alla pericolosità sociale dei reati di cui si presume Berlusconi si sia reso colpevole. Ormai anche molti di quelli che sostengono Berlusconi sono convinti della sua colpevolezza, ma lo scontro è stato ormai ideologicizzato al punto che, pur di non darla vinta agli odiati nemici comunisti, sono ampiamente disposti a passare sopra anche a reati di pesantezza enorme, cui si sta per aggiungere quello che era poi stato in effetti il primo: il coinvolgimento con la mafia, quasi sicura fonte dei suoi primi finanziamenti tramite la Banca Rasini, di cui il padre di Berlusconi era un dirigente e chiusa per essere stata il terminale di riciclaggio per molti mafiosi di spicco. Storie vecchie ma che stanno tornando alla luce grazie a nuove prove che coinvolgono specialmente il creatore di Forza Italia Dell'Utri, tanto da far dire in televisione a Sallusti, codirettore de Il Giornale: Cosa c’entra Dell’Utri con Berlusconi?
Già, cosa c'entra? Chi ha fatto da tramite tra Berlusconi e i suoi finanziatori segreti? Chi ha trovato un posto di stalliere a casa di Berlusconi al mafioso Mangano, definito poi un eroe per aver taciuto alla magistratura? Chi ha teorizzato, programmato e preparato l'intervento diretto in politica di Berlusconi?
La magistratura non vuole fare cadere il governo, vuole solo cercare di appurare se Berlusconi è il pericoloso lestofante che sembra essere dalle prove raccolte, e per dimostrarlo lo vuole banalmente portare ad un processo, nel quale sarà libero di difendersi, e con efficacia estrema data la schiera di super avvocati che sono a sua disposizione, per lo più pagati da noi essendo membri del parlamento ma usati come personale privato da Berlusconi stesso.
Anche la difesa totale di Cosentino dimostra la totale sensazione di impunità che Berlusconi ha per sè e per i suoi supporter. Essendo membro della famiglia di cui è membro, Cosentino dovrebbe essere praticamente l'unico onesto di tutto il clan familiare. Tenendo conto del potere della famiglia e del potere politico del Cosentino stesso, chiunque avrebbe perlomeno molti dubbi prima di spendersi in difesa. Berlusconi no, ne è sicuro. D'altra parte siamo ancora in attesa di sapere la vera ragione di una sua improvvisa visita alla festa di compleanno di una ragazzina dal padre alquanto chiaccherato.
Quindi non posso che convenire che siamo sull'orlo di una guerra civile. Ma solo perchè è Berlusconi che è pronto a scatenarla per evitare di rispondere delle sue malefatte, di cui quasi tutti sono ormai convinti.