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Berlusconi: Mi trasferisco a Panama
da L'Unità on-line:
«Devo fare presto, devo preparare la valigie perché parto per Panama ma mi mancheranno l'Unità, Annozero e la Repubblica ed i Pm: però cercherò di sopravvivere ugualmente». Con questa battuta il premier Silvio Berlusconi ha iniziato il suo intervento a Milano alla Conferenza Italia-America Latina. Il presidente del Consiglio ha preso spunto dalle parole del presidente panamense che aveva a lungo lodato le attrattive del suo paese.
Sono sicuro che anche noi sopravviveremmo alla sua partenza. Anzi, sono convinto che vivremmo estremamente meglio.
Berlusconi: Fatto più di tutti contro mafia
Da Repubblica on-line
"se c'e' un governo che piu' di tutti ha fatto della lotta alla mafia uno dei suoi obiettivi piu' netti e coerenti, questo e' il mio governo".
Certo, come ha fatto con la Merkel: si è nascosto dietro un angolo e quando è passata la Mafia gli ha fatto Buuu!!
Poi, sempre come con la Merkel, gli è andato incontro a braccia stese e sorridendo e l'ha abbracciata.
E amici come prima.
La Polonia e la Democrazia
Da Il Corriere della Sera.it:
Vent'anni fa, dopo la caduta del Muro di Berlino, decisero di buttare giù le statue di Lenin e di Marx e di seguire le democrazie occidentali. Adesso i politici polacchi hanno presentato un breve emendamento che mette al bando qualsiasi simbolo comunista dal paese dell'Est europeo.
.....
La nuova legge infatti proibisce espressamente tutte le immagini che inneggiano a sistemi antidemocratici: l'articolo afferma che è vietata «la produzione, la distribuzione, la vendita o il solo possesso di oggetti che richiamano al fascismo, al comunismo o ad altri simboli di totalitarismi»
Sono in ansiosa attesa di veder proibito nella cattolicissima Polonia il possesso e l'esibizione di croci, crocifissi, santi e madonne varie, dato che la Chiesa Cattolica Apostolica Romana è l'organizzazione più totalitarista e meno democratica che possa essere umanamente concepibile. Ha anche un suo Stato Teocratico in cui sono valide leggi al cui confronto quelle di Stalin erano solo piccole modifiche alla migliore democrazia.
Se in base a questa legge, fortemente voluta da autodefinitisi cattolici, non perseguono con durezza ogni simbolo della Chiesa Cattolica Apostolica Romana sono solo dei quaquaraqua...
Come di fatto credo siano... oltre che enormemente stupidi...
Berlusconi e la guerra civile
Da Repubblica on-line:
L'attacco del premier ai magistrati, riportato da alcuni dei partecipanti al summit, appare particolarmente violento. Ha parlato di una persecuzione giudiziaria nei suoi confronti, spiegando le ragioni che obbligano a metter mano alla riforma della giustizia. Perché, dice il premier, "è in atto un tentativo di far cadere il governo" condotto soprattutto dalla magistratura "che ha preso una deriva eversiva". Un tentativo - ha aggiunto - "che porta il Paese sull'orlo della guerra civile". Il Cavaliere ha citato i processi che lo vedono coinvolto a Milano, le indiscrezioni su presunte nuove azioni della magistratura riguardanti i processi di mafia, ma anche i casi di Nicola Cosentino e da ultimo di Renato Schifani. Spendendosi in una difesa del sottosegretario all'economia attraverso l'esame delle accuse mosse dai magistrati napoletani in alcuni casi definite "paradossali".
Quello che la grancassa mediatica di Berlusconi riesce a nascondere con successo è invece il banale fatto che l'accanimento della magistratura è dovuto alla pericolosità sociale dei reati di cui si presume Berlusconi si sia reso colpevole. Ormai anche molti di quelli che sostengono Berlusconi sono convinti della sua colpevolezza, ma lo scontro è stato ormai ideologicizzato al punto che, pur di non darla vinta agli odiati nemici comunisti, sono ampiamente disposti a passare sopra anche a reati di pesantezza enorme, cui si sta per aggiungere quello che era poi stato in effetti il primo: il coinvolgimento con la mafia, quasi sicura fonte dei suoi primi finanziamenti tramite la Banca Rasini, di cui il padre di Berlusconi era un dirigente e chiusa per essere stata il terminale di riciclaggio per molti mafiosi di spicco. Storie vecchie ma che stanno tornando alla luce grazie a nuove prove che coinvolgono specialmente il creatore di Forza Italia Dell'Utri, tanto da far dire in televisione a Sallusti, codirettore de Il Giornale: Cosa c’entra Dell’Utri con Berlusconi?
Già, cosa c'entra? Chi ha fatto da tramite tra Berlusconi e i suoi finanziatori segreti? Chi ha trovato un posto di stalliere a casa di Berlusconi al mafioso Mangano, definito poi un eroe per aver taciuto alla magistratura? Chi ha teorizzato, programmato e preparato l'intervento diretto in politica di Berlusconi?
La magistratura non vuole fare cadere il governo, vuole solo cercare di appurare se Berlusconi è il pericoloso lestofante che sembra essere dalle prove raccolte, e per dimostrarlo lo vuole banalmente portare ad un processo, nel quale sarà libero di difendersi, e con efficacia estrema data la schiera di super avvocati che sono a sua disposizione, per lo più pagati da noi essendo membri del parlamento ma usati come personale privato da Berlusconi stesso.
Anche la difesa totale di Cosentino dimostra la totale sensazione di impunità che Berlusconi ha per sè e per i suoi supporter. Essendo membro della famiglia di cui è membro, Cosentino dovrebbe essere praticamente l'unico onesto di tutto il clan familiare. Tenendo conto del potere della famiglia e del potere politico del Cosentino stesso, chiunque avrebbe perlomeno molti dubbi prima di spendersi in difesa. Berlusconi no, ne è sicuro. D'altra parte siamo ancora in attesa di sapere la vera ragione di una sua improvvisa visita alla festa di compleanno di una ragazzina dal padre alquanto chiaccherato.
Quindi non posso che convenire che siamo sull'orlo di una guerra civile. Ma solo perchè è Berlusconi che è pronto a scatenarla per evitare di rispondere delle sue malefatte, di cui quasi tutti sono ormai convinti.
Aggiunta alla Discussione sul Crocefisso a Scuola
Dopo Eco e Travaglio, si aggiunge anche Claudio Magris all'elenco di chi "ma che male può fare":
Magris si spinge anche abbondantemente nel mare travagliato del " c'è ben altro" per garantire la laicità dello stato.
A dimostrazione che il vero significato della Laicità dello Stato, e della sua importanza per evitare ogni sorta di guerra di religione, non riescono a capirlo nemmeno quelli che si dicono laici.
Poi stiamo ancora a discutere sull'influenza dell'indottrinamento da piccoli...
Minacce a Berlusconi, Fini e Bossi
Da Repubblica on-line:
Minacce a Berlusconi, Fini e Bossi. Sono scritte in una lettera che le Brigate rivoluzionarie per il comunismo combattente hanno fatto recapitare al quotidiano Il Riformista. Nella missiva, firmata con la stella a 5 punte, si indica le 23.59 di ieri come termine ultimo entro i quali il presidente del Consiglio, quello della Camera e il ministro leader della Lega avrebbero dovuto rassegnare le dimissioni. "Lasciate la politica e il primo (il presidente del Consiglio Silvio Berlusconi ndr) si consegni alla giustizia comune perché in quella comunista la sentenza sarà inevitabile", si chiude il messaggio consegnato alla Digos di Roma.
La lettera è stata spedita da Milano l'8 ottobre, all'indomani della decisione della Corte costituzionale sul lodo Alfano, ed è stata aperta questa mattina. "Dopo la sentenza della Consulta, il presidente del Consiglio non vuole dimettersi - si legge ancora - noi diciamo basta".
I mittenti assicurano che non intendono ricorrere "a bombe o coinvolgere innocenti", ma che sono pronti a una vera e propria rivoluzione armata come a Cuba. "Berlusconi, Fini e Bossi - capo delle nuove camicie nere - se volete evitare un nuovo 8 settembre dimettetevi entro le 23.59 del 16 ottobre", è l'avvertimento. "Un'analisi - giudica il direttore del Riformista - molto ingenua, anche se si rifà alla stretta attualità".
Il giudizio di Fini, uno dei tre destinatari delle minaccie, è ancor più tranciant: "E' palesemente il delirio di un folle. Ho letto la lettera e auspico che non si apra un dibattito sul nulla", suggerisce il presidente della Camera. Anche il premier non appare impensierito dalle parole delle Brigate per il comunismo combattente e ai parlamentari del Pdl, riuniti a Palazzo Grazioli, ha confidato che continuerà "il suo lavoro come sempre"
Dagli investigatori è considerato un messaggio del tutto inattendibile, e la cosa è abbastanza ovvia.
Solo che, per quanto del tutto inattendibile e di fantasia possa essere, il suo significato sta semplicemente nel suo esistere.
Quando le cosiddette Brigate Rosse, o come si chiameranno ora, che hanno sempre agito praticamente "su comando", faranno la loro mossa, coerentemete con lo scenario preparato da queste dichiarazioni, la rappresentazione sarà completa.
Queste "cazzate", gli articoli preoccupatissimi dei giornali di proprietà o sotto controllo di Berlusconi, stanno solo preparando lo scenario necessario per drammatizzare e dirigere in una sola direzione l'inevitabile intervento dell'estremismo rosso, che chissà perchè si è sempre mosso solo per sostenere i problemi dei "poteri occulti", dalla P2 in poi...
La Binetti e l'omofobia
Da Repubblica on-line:
Nel Pd: la Binetti contro Franceschini - Una ricostruzione contestata dal segretario Pd Franceschini: "Il dato politico è che la destra e l'Udc hanno affossato il provvedimento contro l'omofobia. Noi abbiamo votato contro il
rinvio perchè non ci è stato garantito dalla maggioranza un impegno su tempi". Polemica cui si aggiunge quella con la deputata Pd Binetti che ha votato insieme alla maggioranza, cosa che Franceschini commenta: "E' un problema, un signor problema". E la replica della Binetti arriva a stretto giro: "Per come era formulata la legge, le mie opinioni sull'omosessualità potevano essere individuate come un reato. Le mie e quelle di tante altre persone".
Il fatto che quelle sue opinioni siano umanamente ignobili se non oscene, discriminatorie e moralmente inaccettabili (per la morale umana universale per cui ogni persona ha pari dignità, e certo non per la morale omofoba cattolica) non le dà il minimo disturbo, anzi.
E per il PD è solo un problema?
Il Lodo Alfano viola la Costituzione Italiana
EVVAIIIII.....
Più tardi si potrà commentare con calma, ma per ora mi basta esultare....
(a parte quell'elicottero che continua a girare sopra la testa)
Colpo di Stato
Da Il Corriere della Sera.it:
«Ci sono élite irresponsabili che stanno preparando un vero e proprio colpo di Stato». Lo ha detto a Cortina d'Ampezzo, al convegno del Pdl veneto, il ministro per la pubblica amministrazione, Renato Brunetta.
accidenti, che irresponsabili queste élite....
pensare che ci sono nani e ballerine che il colpo di stato lo hanno già fatto e ne stanno godendo i frutti a spese nostre....
Mike Buongiorno e la sua Fenomenologia
La morte improvvisa di Mike Buongiorno, seppure all'età di 85 anni, ha generato un gran numero di commenti e di considerazioni. Predominante è stata la sua riabilitazione come personaggio positivo di un'epoca televisiva ancora dedicata all'unificazione linguistica del paese e alla sua alfabetizzazione. Le innumerevoli gaffe, il basso livello culturale ostentato in tutta la sua prima fase di presentatore televisivo sono state oggi rivalutate non solo in base alle considerazioni storiche suddette, ma anche per la contrapposizione molto più recente avuta con il vertice di Mediaset.
L'antiberlusconismo della sinistra in carenza di prospettive socioeconomiche concrete ha assunto un vecchio di 80 anni senza più alcun seguito di pubblico come icona contro l'odiata "Spectre" mediatica, e anche di fronte alla realtà di persone che svolgono lavori concreti ed utili mandati forzatamente in pensione a 65 anni, e spesso anche prima, si si finisce invece per difendere "il diritto" di un milionario (in euro) a poter continuare a ricevere prebende superiori alla media.
Questa "rinobilitizzazione" di Mike Buongiorno in chiave anti-Mediaset si è poi sposata con la storica avversione di una buona parte della sinistra per Umberto Eco. Ovviamente la morte del presentatore televisivo non poteva non riportare alla luce anche uno dei più divertenti "pezzi" scritti da Eco nel suo Diario Minimo, del 1963, e cioè la Fenomenologia di Mike Buongiorno, in cui veniva presa in giro proprio la caratteristica di Buongiorno di sapersi porre culturalmente sempre un gradino più in basso dell'interlocutore. La sua ammirazione spassionata per una "cultura" fatta sopratutto di nozioni, di titoli accademici, di apparenza più che di contenuto anche se congrua del tempo in cui i fatti avvenivano non poteva sfuggire ad una critica tutto sommato bonaria e anch'essa adeguata ai tempi.
Perchè se bisogna contestualizzare il personaggio Buongiorno, ricordando i tempi e le condizioni in cui svolgeva il suo lavoro, la stessa cosa deve essere fatta per la critica di Eco, dovendo anche aggiungere, cosa che sembra sfuggire ai più, che non si trattava di una critica ufficiale, da lavoro accademico, ma semplicemente di un "divertissement" che, come lo stesso Eco aveva premesso, era "scritto con la mano sinistra".
Il successo di quel piccolo saggio umoristico dimostra invece, secondo me, come Eco avesse veramente colto un aspetto che all'epoca risultava predominante, e cioè che per troppe persone la "cultura" era solo quella espressa dai concorrenti di Lascia o Raddoppia, una cultura enciclopedica e nozionistica, tipica della scuola italiana di allora ma purtroppo anche di oggi.
E se è onesto riconoscere a Mike Buongiorno i meriti che ha avuto nel saper parlare a tutti con un linguaggio comprensibile, di aver guidato l'italiano medio semianalfabeta ad aspirare ad un maggior livello culturale, seppure attraverso giochi nozionistici, bisogna anche riconoscere il diritto di critica a chi è stato capace di farla in modo non pedante, molto umoristico e anche molto concreto. Perchè per fortuna l'Italia di allora era anche riuscita a superare il livello di Lascia o Raddoppia. Questo negli anni sessanta, mentre oggi quel livello sembra addirittura un miraggio.
Rimarrebbe da capire il perchè dell'acredine che molti di sinistra hanno nei riguardi di Eco. Che non sia un personaggio alla mano e un campione di simpatia è vero, ma il rigetto mi sembra invece basato più su due questioni, una ideologica e una pratica.
Eco non è mai stato comunista, e questo è sempre stato evidente nei suoi scritti. Questo è l'aspetto ideologico, molto forte per quella parte della sinistra che ha sempre privilegiato l'utopia alla ragione.
Poi Eco è un intellettuale di comprensione non facile che ha avuto molto successo popolare per ragioni diverse dal suo lavoro accademico, e questo può aver fatto nascere risentimento, quasi invidia, in chi si è forse visto "rubare" una visibilità pubblica che è ovviamente destinata a pochissimi.
Sia quel che sia, l'insieme del rancore verso Eco e dell'antiberlusconismo hanno fatto di Mike Buongiorno, nel giorno della sua morte, quasi un eroe nazionale